Caro Herman, caro Josè Manuel, vi tengo in scacco

di LUCIO SCUDIERO – Della famigerata missiva consegnata da Berlusconi all’Europa, brevi manu, è essenziale la conclusione:

«Siamo sicuri che, con l’impegno di tutti, scaturito dalla consapevolezza che ci troviamo a fronteggiare problemi che riguardano l’intera Unione e la tenuta stessa della moneta comune, dunque problemi non circoscrivibili a questa o quella debolezza o forza nazionali, consegneremo ai giovani un’Europa più forte e più coesa».

La consapevolezza che, crollata l’Italia, crolleranno tutti, spiega la ragione per cui il Governo italiano si è potuto permettere di arrivare a Bruxelles con in mano fuffa in bella copia, e la necessarietà dei giudizi positivi tributati al piano italiano dai leader del continente.  E non perchè quel piano non sia/sarebbe efficace. Ché anzi, realizzato, ci farebbe appendere la penna liberale al chiodo, per “raggiungimento sopravvenuto dello scopo sociale”. Ma perchè di quel piano economico, che è il politicamente più impegnativo degli ultimi 20 anni, più della riforma Dini delle pensioni, più delle manovre di Prodi per entrare nell’euro, non vedremo mai l’inizio.  E non può essere altrimenti, perchè a Berlusconi non sono serviti 15 anni per realizzarlo, non basteranno gli ultimi diciotto mesi di legislatura, che coincidono per giunta con il declino più inesorabile suo e delle forze politiche di maggioranza che lo sostengono.

C’era una ed una sola misura che poteva invertire, temporaneamente, il trend di scarsa credibilità di questo Governo, ed era una manovra sulle pensioni di anzianità. Non è arrivata per il veto della Lega. E allora come si fa a credere che Berlusconi e i suoi riusciranno, nel giro di dodici mesi, a battere i sindacati nel braccio di ferro che si profila sul licenziamento economico, la tetragona resistenza degli Ordini ad ogni refolo liberalizzatore, le scontate impugnative delle autonomie locali rispetto ad atti del Governo che mirassero alla valorizzazione dall’alto del loro patrimonio immobiliare?

C’è davvero qualcuno, in Italia e in Europa, disposto a credere che dove non sono riusciti Martino, Biondi e la migliore classe dirigente del primo Berlusconi, riuscirà Scilipoti?

Berlusconi mente sapendo di mentire, come sulla storia delle scuse della Merkel. Intanto la controriforma della professione forense prosegue il suo iter alla Camera e così farà pure lo spread sui nostri titoli appena le borse avranno assorbito l’euforia per l’Efsf da 1000 miliardi di euro.

Caro Herman, Caro Josè Manuel, vi tengo in scacco.

Un forte abbraccio,

Silvio


Autore: Lucio Scudiero

Classe 1986, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Quando non scrive nè edita bozze altrui studia a un master di diritto europeo, in attesa di potersi dedicare alla storia moderna, alla musica e ai classici della letteratura. E' incidentalmente caporedattore di Libertiamo.it.

3 Responses to “Caro Herman, caro Josè Manuel, vi tengo in scacco”

  1. enzo51 scrive:

    Lucida analisi dell’esistente ma….e se questo funambolo della politica riuscisse nel suo intento ridando la palla in mano a un governo di transizione o di sanità pubblica?

    Suicidandosi alla Mishima rimarrebbe nella storia come colui che,con una letterina di Natale fa arrivare i “doni” a tutti i liberal nostrani, con buona pace di una sinistra pasticciona che non ha avuto il fegato neanche a saper reagire a questo spiazzamento politico operato dall’uomo che gli sta turbando i sogni da almeno 15 anni.
    Si faccia a “destra” quel che compete alla destra ma con uomini capaci e attenti anche al sociale.

  2. paul scrive:

    Io tradurrei la lettera in una sola parola: VEDO.

    Manuel e Herman hanno rilanciato con in mano una coppia di sette.

    E Silvio è andato a vedere il loro bluff.

    Non saremo noi italiani a togliere le castagne dal fuoco per chi è stato così gonzo da prestare qualche cento miliardi di euri ai greci.

    Vedo che molti politici, che vorrebbero sostituirsi a Berlusconi, avrebbero invece abboccato. A costoro ricordo la regola fonamentale del poker: “Se stai giocando da mezz’ora e non hai ancora capito chi fra gli altri giocatori è il pollo, vuol dire che il pollo sei tu”

  3. Bravo Scudiero! Una pedata e in castigo dietro la lavagna. Quello ci voleva. E intanto la riforma forense va avanti inesorabile.

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