Alle elezioni svizzere successo del ‘partito disarmingthegreens’

– Non ci sono stati grandi sconvolgimenti nel voto svizzero di ieri, con la destra populista dell’UDC che si conferma largamente il primo partito con quasi il 26% dei voti, pur cedendo qualcosa in seguito alla recente scissione del Partito Borghese Democratico, un nuovo partito conservatore che ha ottenuto il 5,2%.

Lievissima flessione dei tre partiti tradizionali, i socialisti con il 18, i liberali-radicali con il 15 ed i popolari con il 13.

Sconfitta per i verdi (7,9%), soprattutto in termini di seggi, dato che lasciano sul campo un terzo di quelli che avevano, mentre alla loro destra si afferma il partito dei Verdi Liberali che ottiene il 5,3% e 12 seggi, uno solo in meno dei verdi “storici”.

Il successo dei Verdi Liberali, che si proclamano un partito centrista, è significativo perché rappresentano un esempio interessante di un ecologismo non di sinistra, ma che anzi guarda con rispetto alle ragioni dell’economia e del mercato.

«Riteniamo che economia ed ecologia non siano in contrapposizione» afferma il leader Martin Bäumle, secondo il quale la difesa dell’ambiente ha bisogno di posizioni «realiste e liberali».

I Verdi Liberali si battono per la riduzione dei consumi energetici e per la valorizzazione delle energie pulite, ma al tempo stesso si dicono contrari al proliferare di divieti e sovvenzioni. Parlano invece di abolire l’IVA e di sostituirla con una tassa sulle energie non rinnovabili per «restituire potere d’acquisto alla popolazione», «dare un sostegno forte allo sviluppo di tecnologie per il risparmio e l’efficienza energetica», «ridurre la dipendenza energetica del paese» e favorire «i consumatori e le imprese che si comportano in maniera responsabile».

Il tema caro agli ambientalisti dello “sviluppo sostenibile” è declinato secondo più direttrici, tra cui quella della “sostenibilità” delle politiche di welfare. In questo senso occorre tenere sotto controllo il debito pubblico e mantenere un equilibrio tra il finanziamento e l’erogazione dei servizi sociali. Secondo i Verdi Liberali «la solidarietà non è scindibile dalla produttività» ed «ogni generazione deve assumersi le proprie responsabilità e non può riversare i costi sulle generazioni future».

Sul tema della sanità ritengono che si debba discutere senza dogmatismi su come far rimanere il sistema economicamente efficiente ed auspicano politiche di responsabilizzazione degli utenti.

Nella loro visione della società credono nell’uguaglianza delle opportunità, «ma non nell’egualitarismo» e si dicono sostenitori della libera circolazione e di un’immigrazione “mirata”, ma convinti della necessità di perseguire gli abusi.

Insomma dei toni ed un approccio notevolmente diversi rispetto a quelli che hanno caratterizzato il percorso politico degli ecologisti italiani. In effetti, questi ultimi hanno ridotto negli anni la bandiere “verde” ad uno dei tanti “brand” di cui si serve la strategia di marketing della sinistra più ideologica – del tutto intercambiabile nella pratica con quella “arcobaleno”, con quella viola o persino con quella rossa.

Invece, al contrario dei nostri verdi, i Verdi Liberali svizzeri sembrano aver compreso come un’efficace difesa dell’ambiente possa realizzarsi solamente in un paese prospero e che sono proprio i paesi capitalisti ed occidentali che hanno garantito i migliori livelli di tutela ambientale – così che l’amore per l’ambiente a tutto deve portare salvo che ad una critica antioccidentale all’occidente ed ad una critica anticapitalista al capitalismo.


Autore: Marco Faraci

Nato a Pisa, 34 anni, ingegnere elettronico, executive master in business administration. Professionista nel campo delle telecomunicazioni. Saggista ed opinionista liberista, ha collaborato con giornali e riviste e curato libri sul pensiero politico liberale.

One Response to “Alle elezioni svizzere successo del ‘partito disarmingthegreens’”

  1. mendris scrive:

    Effettivamente la più grande sorpresa del voto di ieri è la netta sconfitta del partito “verde” (di sinistra) e il successo del “partito verde liberale” (moderato). Segnalo che però, in ogni caso, le elezioni federeali di ieri non hanno influssi diretti sul Governo federale in quanto vi è la netta separazione dei poteri (secondo il modello USA).

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