La nuova via francese alla laicità

– «La Francia é una repubblica indivisibile, laica, democratica e sociale». La laicità é dunque il perno del patto repubblicano. Essa riconosce a tutti gli individui dei diritti – la libertà di coscienza e la libertà di culto – e impone dei doveri; il rispetto dei diritti altrui e il rispetto dell’ordine pubblico. Come assicurare che questi diritti e questi doveri non siano violati? La legge del 1905 permise di organizzare i rapporti tra la République e i culti cattolico, protestante ed ebraico: non riguardava altri culti, ed in particolare, quello musulmano.

A quell’epoca infatti l’islam non era radicato in Francia e non c’erano moschee nelle metropoli. La situazione oggi é radicalmente mutata. L’islam é la seconda religione di Francia e il suo sviluppo ha reso necessario alcune chiarificazioni.

Nicolas Sarkozy e il presidente dell’Ump Jean François Copé hanno voluto aprire un dibattito sulla laicità e sul ruolo dei culti religiosi in Francia, da cui sono scaturite una serie di proposte che dovrebbero essere alla base di un nuovo patto repubblicano per gli anni a venire.

Dopo aver approvato la legge Stasi nel 2003 che vieta l’ostentazione di simboli religiosi nei luoghi pubblici, dopo aver installato il Consiglio Francese del Culto Musulmano per meglio organizzare il dialogo con i rappresentanti dell’Islam e dopo aver approvato la legge che vieta la dissimulazione del viso nei luoghi pubblici (la legge anti-burqa), Sarkozy sta facendo redigere un codice della laicità e della libertà religiosa.

Per prima cosa si vuole impedire a chiunque di utilizzare il proprio credo religioso per affrancarsi dalle regole comuni che regolano le relazioni tra la pubblica amministrazione e i cittadini (se questa norma valesse anche in Italia sarebbe vietata l’obiezione di coscienza dei medici e dei farmacisti).

Assicurare una pedagogia della laicità; l’ignoranza é oggi il primo nemico della laicità; la laicità é troppo spesso confusa con il rifiuto delle religioni.

Questa ignoranza é alla base delle paure, dei pregiudizi, delle incomprensioni e delle strumentalizzazioni. Da qui la proposta di prevedere nei programmi scolastici obbligatori, un insegnamento relativo del principio della laicità, collegato con la presentazione delle grandi religioni e mettere in pratica una formazione obbligatoria alla laicità per i funzionari pubblici.

Garantire la laicità nel quadro dei servizi pubblici. Come diretta conseguenza ne scaturisce il divieto di ricusare un agente del servizio pubblico in ragione del sesso o della religione presunta (che peraltro non dovrà essere conosciuta poiché gli agenti del servizio pubblico sono tenuti al dovere di neutralità). E’ bene ricordare, ad esempio, che in Inghilterra un uomo di fede musulmana puo’ rifiutarsi di far curare la propria moglie da un medico di sesso maschile.

La laicità consiste quindi in una netta separazione tra la sfera religiosa e la sfera politica. In una Repubblica laica non si può’ confondere la legge civile e la legge religiosa. Sono due ordini differenti e nella sfera pubblica, vale la legge civile.

Tuttavia, senza rimettere in causa il rigido principio di separazione tra i culti e lo Stato,e quindi il principio secondo cui la République non finanzia la costruzione di luoghi di culto, vengono previste disposizioni legislative che facilitino l’esercizio della libertà religiosa e specialmente l’esercizio del culto nei luoghi di culto.

La commissione Machelon per risolvere il problema della carenza di moschee che ha portato le comunità musulmane ad occupare le strade a Marsiglia e a Parigi, ha proposto la possibilità di affitti agevolati con possibilità di riscatto. Con questo strumento «bail emphytéotitique administratif » (BEA), un’associazione di culto può affittare il terreno di una collettività locale per un periodo di lunga durata (fino a 99 anni) per costruirvi un luogo di culto ad un costo moderato.

Inoltre un’altra disposizione prevede che le regioni si facciano garanti dei prestiti contratti per la costruzione degli edifici a carattere religioso.

In contropartita viene chiesta la massima trasparenza finanziaria in materia di raccolta dei fondi presso i fedeli (le autorità francesi vigilano che non arrivino fondi da parte di gruppi integralisti collusi col terrorismo).

La Francia è pronta a fare anche importanti concessioni in tema di sepoltura. Senza mettere in causa il principio di neutralità, una circolare del 2008, invita i sindaci a predisporre nei cimiteri, delle zone «confessionali»

La Francia combatte da sempre il comunitarismo, le tendenze identitarie,ma al tempo stesso, vuole superare inutili barriere che spingono molte famiglie a seppellire i loro cari nei paesi d’origine. Il tutto rispettando l’ordine pubblico.

Nel nuovo codice della laicità verranno anche affrontate le tematiche relative alla macellazione secondo i riti religiosi che hanno suscitato l’indignazione delle associazioni animaliste. I servizi amministrativi potranno concedere speciali autorizzazioni in base ai bisogni effettivi, rinforzando i controlli sui metodi applicati per limitare la sofferenza degli animali. Nella pratica halal l’animale viene sgozzato senza essere stordito.

Niente menù halal o kasher nelle mense scolastiche, ma menù’ vegetariani alternativi. Obbligo per gli studenti di seguire tutti i corsi, compresi quelli di storia, di sport e di educazione sessuale..

In vista delle elezioni presidenziali questo insieme di norme dovrebbe servire a risolvere, almeno in parte, i problemi legati alla crisi del multi-culturalismo e a rilanciare la validità del modello francese di integrazione per assimilazione, tagliando le ali all’estrema destra xenofoba di Marine Le Pen e mettendo in difficoltà i socialisti.

Tra la negazione dei problemi e la demagogia, Nicolas Sarkozy cerca la via della responsabilità.


Autore: Andrea Verde

47 anni, laureato all’Università Bocconi di Milano in Economia aziendale, vive e lavora in Francia da oltre vent’anni. E’ stato responsabile del budget e del controllo di gestione della Polimeri Europa France, é giornalista indipendente, collabora attualmente con GBS Engeneering ed é membro del consiglio direttivo della No.Gaf. (Nouvelle Generation Africaine pour la France)

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