Non c’è il governo Monti perché l’opposizione non lo vuole

di CARMELO PALMA – Capiterà forse, prima o poi, che Berlusconi sbagli i conti – non perché gli manchino i piccioli, politicamente parlando  – ed esca da un voto di fiducia peggio di come c’era entrato. Al momento, però, bisogna ammettere che da queste sfide il Cav. entra morto ed esce vivo e le opposizioni viceversa.

Se governare fosse questo – “lavorare” i disponibili e i riluttanti e portarli a pronunciare il fatidico sì – Berlusconi sarebbe uno statista infaticabile e imbattibile. Il fatto è che però governare non è questo e comunque non solo. Può perfino giovarsi, il governo, di compromessi moralmente ignobili, ma quando compri, politicamente parlando, il voto che serve per far qualcosa, non quello che manca per continuare a non far niente.

E’ chiaro che qualunque cosa si immagini, di qui al rinnovo delle camere, accadrà dentro questo Parlamento e dentro le sue logiche “sbagliate”. Ma se a fronteggiare una maggioranza destruens è un’opposizione assai poco construens, si è destinati a procedere di errore in errore.

Lasciare ad esempio che Bossi, per scongiurare il referendum, porti il Paese alle urne nel 2012 e incoraggiarlo perché lo faccia, consegnerà all’Italia un “nuovo” Parlamento inconcludente quanto il vecchio. Per votare con un anno di anticipo, si tornerebbe, nella peggiore delle ipotesi, a governare sul serio con una legislatura di ritardo. Se invece si andasse al voto per fare, subito dopo, un governo d’emergenza sostenuto da una coalizione ibrida –  e sarebbe la migliore delle ipotesi –  allora è meglio provarci prima, anzi subito.

Per proporre un “governo Monti” – che chiamiamo così per dare il senso di cosa intendiamo  – non occorre aspettare di vedere, dopo le politiche, se le cose che Berlusconi non fa e andrebbero fatte –  la chiamiamo “agenda Draghi” e ci capiamo –  sappia o possa farle la sinistra. E’ ovvio che no. Non saprebbe e neppure vorrebbe farle, da sola. E se anche una parte vi si rassegnasse, l’altra ancora più fortemente si metterebbe di traverso.

Paradossalmente, per fare un “governo Monti”, le circostanze dell’oggi sono malgrado tutto più favorevoli di quelle che si annunciano per il domani (quando Vendola porterà in Parlamento un’ottantina di eletti, tra deputati e senatori). Si dirà: comunque non ci sono i numeri. Forse. Ma i numeri mancano tanto nella maggioranza quanto nell’opposizione. E se i voti dell’opposizione ci fossero tutti, dalle fila (ex) berlusconiane ne basterebbero pochi.

I responsabili veri e i malpancisti, quanti stanno nei ranghi del Cav. perché pensano che sia il meno peggio ma potrebbero valutare un’alternativa “meno peggiore” e quanti altri – si contano a parecchie decine – lo scioglimento anticipato delle Camere priverebbe per sempre del vitalizio e non solo del seggio…tutti costoro insomma non devono neppure dir no ad un “governo Monti” visto che nessuno chiede loro di dire sì. Qualcuno che avanzerebbe la richiesta, invero, c’è. La parte meno tattica e dorotea del Terzo Polo e quella più americana del Pd. Ma è una minoranza della minoranza, ammettiamolo.

I generali dell’opposizione, a partire dal trio di Vasto, vorrebbero invece che i “migliori” berlusconiani semplicemente si suicidassero per ammazzare Berlusconi. In fondo si capisce perché, con poche eccezioni, nella maggioranza tutti, pur conoscendolo, continuino così a prestar fede alle promesse del Cavaliere che, finché dura, garantisce loro la borsa e la vita.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

5 Responses to “Non c’è il governo Monti perché l’opposizione non lo vuole”

  1. Simone Callisto Manca scrive:

    Quoto convintamente.

  2. Andre scrive:

    Non quoto affatto. Qual’è la differenza tra un Berlusconi politicamente morto che trova qua e la bastoni per la sua vecchiaia in parlamento e un “governo Monti”, che quei bastoni li pagherebbe più di quanto faccia Silvio? Perchè se per far cadere Silvio ci si rifà a uno Scajola, ad uno Scilipoti, ad un Sardelli allora che senso ha parlare di situazione oggi intollerabile? A volte negli scacchi si arriva alla patta, così è il Parlamento, qualunque mossa fai hai perso, nella credibilità della politica, nel sistema Paese (economia, società, tutto insomma..). E allora tanto vale azzerare e via una nuova partita (leggere elezioni). E’ il male minore.

  3. Elle Zeta scrive:

    Che io sapia ed abbia letto, il PD un governo tecnico o Monti lo prenderebbe volentieri per la riforma elettorale e per fare firorme, quelle dell’agenda Draghi. E la soluzione Monti è la più razionale ne momento nel quale la ‘durezza’ degli interventi vede il suo costo politico ‘spalmato’ sulle spalle dell’inteo parlamento o quasi in modo da diminuirne il peso rendendolo tollerabile.

  4. francesco sica scrive:

    Monti come Draghi sono espressione di quella oligarchia (parassitica) finanziario politica che vuole controllare la società con la loro ingegneria sociale. Non dimentichiamoci che Monti fa anche parte della commissione della Commissione Trilaterale fondata da David Rockfeller. Unica soluzione per liberarci dalla schiavitù stato-banche centrali è una società libera basata su contratti privati. E’ l’unico modo per ridare dignità alle persone.

  5. francesco sica scrive:

    Aggiungo economia fondata su una moneta sana non manipolabile come la carta straccia che usiamo adesso.

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