Digital Diary, viaggio multimediale nell’Italia senza polvere

– L’Italia va guardata dal basso in alto.
Per innamorarsi del paese ci vuole uno sguardo non convenzionale, distante dai poster polverosi dei siti archeologici, diverso dalle immagini patinate da pubblicità in cui ogni posto, grazie alla tecnica di Photoshop, diventa troppo simile a un altro.
Ecco il senso del progetto DD, ovvero Digital Diary, il diario web e multimediale realizzato per raccontare il viaggio nelle città, nei paesi, ma soprattutto in mezzo alle esperienze che caratterizzano l’Italia e la rendono tale. L’idea di mettere insieme, selezionandoli con un bando, video maker, fotografi, blogger, esperti di animazione per una sorta di stivale coast to coast, è di Mikaela Bandini che nel sito, dal nome evocativo, Cant Forget It{aly} vuole raccogliere le prime impressioni, le emozioni, i racconti degli artisti in viaggio da nord a sud. Anzi: da sud a nord.
Perché, con sorpresa dei partecipanti al progetto, come raccontato nel blog, la prima regione ad accettare la scommessa del viaggio digitale è stata la Basilicata.

Il video di lancio dell’iniziativa, caricato nella pagina YouTube del progetto, sembra un film di Sofia Coppola, sposa in estate proprio a Bernalda, città lucana delle origini paterne.
La telecamera, infatti, penetra con grazia, con dolcezza, nella Basilicata viva, dove si mescolano paesaggi diversi, dalle pianure di grano che ricordano Io non Ho Paura, pellicola di Gabriele Salvatores girata, appunto, a Melfi, fino alla bellezza triste di paesi arroccati, dimenticati quasi.

A colpire più di tutto il resto non sono i luoghi, ma le facce delle persone e le loro mani, mentre fanno qualcosa; donne che preparano la pasta in casa, sul tavolone della cucina, signori sorridenti, magari seduti fuori al bar in piazza, gente che, ripresa o fotografata mentre compie un gesto quotidiano, racconta la Basilicata meglio di ogni depliant, più di ogni altro, freddo, strumento di comunicazione.

Il DD suggerisce una modalità di promozione turistica appassionante, perché le persone, chi fa le foto e i video e chi invece è ripreso, sanno narrare un luogo in tutta la sua particolare unicità. Non c’è, allora, una Lucania sola, ma tante quanti i desideri di chi vuole andarci, le emozioni di chi c’è stato, le esperienze, ecco la parola chiave, di chi l’ha vissuta per davvero.

I protagonisti degli scatti e dei video sono loro: gli artisti. Non tanto perché si pongono come tali (non sempre, infatti, ci sono, non sempre compaiono fisicamente) quanto perché, invece, trasmettono un sentimento del luogo. In tutto sono sette e sono in giro per altrettanti giorni tra Matera, Potenza, Pietrapertosa, il parco del Pollino, i paesini più piccoli per far vivere le giornate lucane.

Se lo spirito non istituzionale di mettersi in gioco e offrirsi come luogo per il primo bando è stato della Agenzia di promozione Turistica regionale, con sede a Potenza, l’approccio nuovo è frutto invece della creatività di una imprenditrice che, già in passato, ha saputo scuotere il mercato del turismo.
Mikaela Bandini, di formazione internazionale, ha avuto il merito di reinventare l’idea e la prassi del tour operator. E l’ha fatto proprio nel momento in cui, mentre nascevano i siti di prenotazione e organizzazione viaggi online, tante agenzie temevano la rete, come se portasse via pubblico e clienti. Si trattava, come sempre accade, invece, di agire col gusto del rischio, di saper re-immaginare un servizio, un modo di operare. Così lei, giovane imprenditrice, ci ha messo creatività e ha lanciato Viaggi di Architettura e Urban Italy. Entrambi progetti per la scoperta dei luoghi, delle città.

Il primo si focalizza su itinerari originali, alla ricerca per esempio di edifici moderni, particolari, e degli appuntamenti architettonici più innovativi. Il secondo, invece, è più focalizzato sugli eventi in città, sul modo in cui Roma, Milano, ma anche capoluoghi minori sanno reinventarsi tramite gli appuntamenti e la cultura urbana. Stavolta, però, con i viaggi connessi, con i Digital Diary, la sfida è ancor più contemporanea, perché dimostra come l’esperienza fisica e quella virtuale convivono, si mescolano, sono funzionali l’una all’altra.

Quello che conta, nelle strade di una cittadina così come nelle comunità virtuali, è condividere frammenti di vita, fare insieme le cose. Come la letteratura di viaggio ha permesso a tanti uomini e a tante donne di immaginare luoghi lontani e di sognarli, così i racconti multimediali via web incitano la curiosità, promuovono la scoperta. Diventano, oltre a uno strumento di marketing, un prodotto cultuale pezzi di letteratura digitale. Fanno venire voglia di andare, di innamorarsi dello spirito di un posto.

Un’idea: DD sarebbe un ottimo progetto, per esempio, per Napoli, e per gli altri luoghi decaduti sul piano dell’immagine pubblica e internazionale. Altro che monnezza, la sfida sarebbe far vedere al mondo come si prepara un ottimo babà.


Autore: Federica Colonna

Nata a Viterbo nel 1979, dopo la maturità classica si laurea in Scienze della Comunicazione e lavora come consulente politico per Running, gruppo Reti. Da libera professionista realizza più di dieci campagne elettorali, tra cui quella per l’attuale sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni. Collabora con "La Lettura" del Corriere della Sera, ha un blog su Il Fatto Quotidiano e uno sull'Unità.

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