Categorized | Partiti e Stato

Napolitano si chiede se il governo sia vivo. Domanda retorica, la risposta è no

-Quando Verdini dice che a regnare è la “legge del caos”, a cui il governo a volte si appoggia e a volte si impicca, spiega anche – ma non lo sa – perché Berlusconi dovrebbe farsi da parte.
Se l’ordine politico di un paese si fonda sul disordine e se ne alimenta, non ci si può sorprendere che i mercati, che ai conti dell’Italia dovrebbero prestare credito, si mostrino diffidenti.

Quanto è successo ieri è grave. Quanto rischia di succedere oggi potrebbe esserlo perfino di più.
Il Rendiconto fotografa il consuntivo di bilancio. Ad uscire bocciati dal voto di ieri non sono i “numeri” – che tali sono e non potrebbero essere diversi – ma l’esecutivo che ha portato quei numeri in Parlamento. Il governo “rende conto” e il Parlamento decide se i conti politicamente tornano. Ieri non sono tornati.

Il “far finta di niente” – c’è perfino chi pensa che, bocciato l’articolo 1 del provvedimento che “approva il Rendiconto”, si possa continuare a votare i seguenti, che ne costituiscono le parti – comporterebbe insormontabili problemi procedurali. Ma soprattutto aggraverebbe un problema sostanziale che comprensibilmente a Palazzo Chigi non apprezzano, ma che certamente al Quirinale comprendono in tutta la sua gravità.

Che l’esecutivo oggi si nasconda dietro l’articolo 81 della Costituzione – utilizzata come una sorta di scudo umano – appartiene al disordine istituzionale che il disordine politico porta con sé. Approvare il Rendiconto è costituzionalmente necessario, ma non è il presupposto per tenere in piedi un governo che in piedi non sta. Non è da irresponsabili – come dice Berlusconi – far cadere il governo a Rendiconto non approvato, ma al contrario far finta che un governo ancora ci sia, quando invece manifestamente non c’è.

Napolitano oggi si è chiesto e ha chiesto al premier “se la maggioranza sia in grado di operare”. È una domanda di cortesia, retorica: la risposta c’è già, l’hanno data i fatti di questi mesi, ed è “evidentemente no”. Ciò che va impedito, al momento, è che il governo torni alla Camera a chiedere e “ricomprare” a caro prezzo la fiducia parlamentare. Per approvare il Rendiconto, c’è tempo. Per riportare ordine nella vita politica e istituzionale dell’Italia “berlusconiana”, il tempo è invece scaduto.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

One Response to “Napolitano si chiede se il governo sia vivo. Domanda retorica, la risposta è no”

  1. ho scritto che ieri hanno fatto schifo nel disdegnare il voto, ma l’opposizione tutta fa pena; è una opposizione indemoniata e ignorante. Fini ha fatto una figuraccia nel recarsi di corsa da Napolitano magari per chiedere lo scioglimento delle camere. come potrà, la maggioranza l’attivismo del presidente della camera oramai schierato con l’opposizione per far cadere il governo! è intollerabile. che pena i finiani eletti nel Pdl a strillare in coro con la bindi e leoluca orlando lo sfregio all’art. 81 cost. che sancirebbe “automaticamente lo scioglimento delle camere” e la indizione di nuove elezioni. leggetevelobenesto art!

    Articolo 81

    Le Camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo [cfr. artt. 72 c. 4, 75 c. 2, 100 c. 2].

    L’esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi.

    Con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese.

    Ogni altra legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte.”
    mn

Trackbacks/Pingbacks