Terza età lifestyle: Berlusconi in dacia da Putin, Dalai Lama su Google+

di LUCIO SCUDIERO – Cosa non si fa per gli amici. Alla guida di un Paese in bancarotta e di un partito in stato avanzato di decomposizione, ormai diviso perfino sulle figure archetipiche del berlusconismo, come  il Condono, Lui ha immolato un week end di altrimenti necessario lavoro per omaggiare quel vecchio sodale che compiva gli anni, su in Russia.

Sai le barzellette, nella dacia di Vladimir. I bene informati raccontano di freddure irresistibili su Tremonti e Medvedev condite da calembours esilaranti sul tema della Gnocca, che in russo hanno tradotto con l’espressione Armia Putina.

Era difficile smuovere il capo del Governo Italiano dalle italiche beghe. Non c’era riuscita la diplomazia, nonostante le richieste d’impegno formulate dalla guerra in Libia e da varie convocazioni Onu. Ma si sa, il nostro è un sentimentalone incurabile, che l’amicizia smuove più della ragion di Stato.

E allora vogliamo essere solidali con Berlusconi, di cui comprendiamo la ritrosia agli spostamenti per quelle scocciature definite affari internazionali. Chè quando in patria hai affari interni come Fini, e poi Tremonti e poi Scajola e poi i giudici comunisti, e poi magari pure Maroni che occhieggia al referendum rompendoti i suoi omonimi, la voglia di scorrazzarti in giro per il Pianeta a interessarti di Palestina, Eni ed Euro un po’ ti passa.

Al miglior premier degli ultimi centocinquant’anni consigliamo perciò, magari senza tornare dalla Russia se preferisce, di aprire un profilo Google+ con la connessione ad Hangout, la piattaforma video attraverso cui sabato due premi nobel si sono parlati in mondovisione a 23000 km di distanza, scambiandosi impressioni sulla pace e sulla religione, ridendo di gusto di se stessi e dei Governi cinese e sudafricano, che ne avevano impedito il rendez vous fisico.

E’ curioso che il Dalai Lama, capo di un popolo considerato tra i più resistenti al progresso tecnologico, abbia fatto scacco matto alla Cina per mezzo di un medium 2.0. e che, benchè a parlare fossero due leader religiosi (dall’altro capo dell’etere c’era Desmond Tutu, arcivescovo di Città del Capo, nobel per la pace nel 1986) l’atmosfera e i toni della discussione, più che quelli “sacri” di un dialogo sui massimi sistemi, assomigliavano ad un riunione scanzonata tra ex compagni di classe.

Lo usi pure Silvio, per parlare coi suoi amici residui nel Mondo (Putin, Lukashenko, magari pure Muammar), con quei piantagrane dei colleghi europei e quei tecnocrati noiosi delle Nazioni Unite. Big G, che sta per Google (non per Gnocca), ne sarà contenta. Ma prima si faccia spiegare da Gianni Letta come si accende un pc.


Autore: Lucio Scudiero

Classe 1986, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Quando non scrive nè edita bozze altrui studia a un master di diritto europeo, in attesa di potersi dedicare alla storia moderna, alla musica e ai classici della letteratura. E' incidentalmente caporedattore di Libertiamo.it.

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