A noi la gnocca, agli altri economia, lavoro, libertà…

di SIMONA BONFANTE – Berlusconi pensa a cos’altro promettere ancora gli italiani di tanto desiderabile da far venire loro la voglia di rivotarlo ancora. La gnocca, va da sé. Non ha fatto la modernità, men che meno la libertà, coi milioni di posti di lavoro è andata come è andata, i ‘poteri forti’ sono ancora tutti là, in splendida forma; l’economia – che non la fanno i governi, ma che i governi possono distruggere – è distrutta. La burocrazia, poi. Aprire, mantenere e governare un’azienda, oggi, è più facile di tre anni fa? Calcolare le tasse, pagarle, verificarne l’impiego è più umanamente possibile di quanto non fosse quando venne avanzata la promessa di fare, più che una riforma, una rivoluzione?
Quindi, certo: agli italiani serve la gnocca.

Anche gli altri paesi europei attraversano momenti difficili. Ed anche lì le classi politiche dirigenti si pongono il problema di come riuscire ad essere rieletti, nonostante la crisi. La risposta che si son dati lì, però, è diversa dalla nostra. Loro si son messi sotto, con la testa, per trovare il modo di alleviare la sofferenza contingente senza cedere alla tentazione di intestarne il costo a quelli che verranno dopo.

Manchester, Tory Conference, due giorni fa: interviene il leader, David Cameron, e spiega come la vede lui, la crisi: “it is not the size of the dog in the fight, it’s the size of the fight in the dog”. Roba grossa, quindi. Ma noi  – dice – le nostre armi le abbiamo e non dobbiamo essere privati dal piacere di usarle. “That’s why so much of my leadership is about unleashing your leadership.”
Obiettivo liberazionedallo Stato – del potenziale creativo, produttivo, imprenditoriale di ogni cittadino britannico. È – quella di Dave – l’idea, il programma, la determinazione della Thatcher, ma proiettata su un mondo che non è più quello della Thatcher. A proposito, sui ‘valori’, ecco cosa dice, l’eatoniano:  “I don’t support gay marriage despite being a Conservative. I support gay marriage because I am a Conservative.”
E qui, che commentiamo a fare!

Ieri a Roma. Presentazione dell’antenna italiana di Génération France, il think tank dell’Ump animato dal Segretario generale del partito, François Copé. GF – spiega Copé in video-messaggio – ragione in prospettiva, si preoccupa di elaborare policy per il futuro; non si pone limiti – di pertinenza tematica o di ortodossia politica. Ragiona, sviluppa progetti e li realizza, visto che al momento è proprio l’Ump che governa la Francia. Tra questi progetti – made in GF, realizzati da Sarkozy – la legge per le nuove imprese, in vigore dal 1 gennaio 2009 – e che potete tranquillamente chiamare ‘apri la tua impresa in 5 minuti e vivi felice’.

Hervé Novelli, ex ministro delle Pmi, nonché estensore della legge, ne ha spiegato i contenuti e ci ha messo cinque minuti (pure lui). Un qualunque cittadino francese, dai 16 anni in su, lavoratore o disoccupato, studente o pensionato, donna o uomo, anziano o giovane, può aprire un’impresa (commerciale o professionale) attraverso un semplice form di registrazione su Internet, e godere di un una flat tax (che resterà fissa sino al raggiungimento di un plafond – dai 32.000 euro per le attività professionali, agli 80.000 delle imprese commerciali), auto-certificare il reddito e beneficiare di una pluralità di strumenti fiscali flessibili per gestire al meglio il traffico del business. Dettagli, qui. L’iniziativa pare sia stata un successo, soprattutto per il giovani. Già poter far tutto su Internet – l’80% dei nuovi imprenditori francesi hanno concluso la pratica online – azzerare i costi burocratici di avvio e gestione amministrativa, avere rapporti easy col fisco,  beh: ganza la cosa, no?

Veniamo alla risposta italiana. Ad illustrarla al gallico collega, il Ministro del Lavoro,  Maurizio Sacconi, intervenuto all’incontro. Noi, cioé l’attuale governo – spiega  – per stimolare l’imprenditorialità, abbiamo investito nella cultura. L’obiettivo – sottolinea  – è distruggere la gramigna culturale piantata negli Anni 70, ovvero farglielo capire, sin da scuola, cosa significhi lavorare, ché poi vedi tu se non gli passa la voglia di seghe mentali. Da qui – prosegue – i tirocini predisposti dal Ministro Gelmini, presso falegnami, laboratori tessili o campi di pomodori.

E questa, signori, è la via italiana alla diffusione della cultura d’impresa, l’altrimenti detto Vangelo secondo Maurizio. Un colpo di genio. Pensateci, e ditemi poi se la gnocca non c’entra.


Autore: Simona Bonfante

Siciliana, giornalista free-lance e blogger, si è fatta le ossa di analista politico nei circoli neolaburisti durante gli anni di Tony Blair. Dopo un periodo in Francia alla scoperta della rupture sarkozienne, rientra in Italia, prima a Milano poi a Roma dove, oltre a scrivere per varie testate online, si occupa di comunicazione politica e lobbying 2.0.

3 Responses to “A noi la gnocca, agli altri economia, lavoro, libertà…”

  1. Elle Zeta scrive:

    A commento di un articolo davvero buono non posso non rilevare che il peggio è sempre il ministro con il sondino nasogastrico.

  2. alex PSI scrive:

    La costernazione della Sig.ra Bonfante è quella che affligge tanti cittadini, ma in questo caso chi scrive porta avanti anche proposte reali ed è per ciò che si differenzia dalla corrente antipolitica demagogica.

  3. Ottimo, gustoso, informato!

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