Silvio forever?

-“Silvio forever”.
Questo è il simpatico titolo di un film di Roberto Faenza e Filippo Macelloni sull’autobiografia, chiaramente non autorizzata, di Silvio Berlusconi. E se veramente Silvio fosse “per sempre”?

Sembra che, nella sua personalità e nel suo carattere, la ritirata, l’ammissione della sconfitta non siano contemplate, se non per ritornare più agguerrito di prima, più determinato e con armi segrete e strategie più astute delle precedenti. Questo accade da 17 anni. Negli ultimi tempi la paura che serpeggia nel cuore di molti italiani, non solo di sinistra, non solo appartenenti al mondo politico, è che dai 17 anni si passi all’ ad indefinutum.

Per Berlusconi, anche se dovesse cadere il governo in questo momento (a causa dalle sua posizione resa sempre più debole e traballante dalle inchieste sul caso Mills, Mediaset, Mediatrade, Rubygate, oppure per le ultime imbarazzanti intercettazioni della procura di Bari e Napoli sulle “escort”), sarebbe veramente la fine?

Potrebbe forse essere l’epilogo della sua carriera politica? Sarebbe la resa definitiva di una colazione politica tra un alleato regionale, la Lega e un partito leaderista come Pdl, la quale ha retto le sorti del governo e del Paese per quasi due intere legislature? B. non sarebbe forse capace di ripresentarsi agli elettori con una nuova proposta politica e con nuovi o vecchi alleati?
La straordinaria capacità di B. – di questo si deve dargli atto- di essere “camaleontico” e tenace, non potrebbe essere sottovalutata? In fin dei conti ha ancora una sua base elettorale abbastanza coesa e convinta, ha disponibilità economiche non seconde a nessun partito e controlla direttamente il grande gruppo mediatico nazionale. Inoltre, gode di una rete di rapporti internazionali saldi, vedasi Putin. Insomma quando tutti lo danno per spacciato, per finito, per cotto, B. incredibilmente resiste. O se sconfitto, ritorna.

Dei suoi colpi di teatro e della sua resistenza però gran parte degli Italiani sembrano essersi proprio stufati, addirittura una buona parte dell’elettorato che lo ha votato e che in lui ha visto a suo tempo l’uomo giusto per governare il paese. Non parliamo degli altri che lo hanno sempre avuto in antipatia o che, come FLI e l’UDC, si sono smarcati da lui in tempi e modi diversi.

A questo punto possiamo solo interrogarci sulla domanda che vale tanti milioni quanti ne ha il personaggio in questione: farà il suo solito colpo di scena o finalmente farà un bell’inchino agli spettatori uscendo definitivamente dalla scena? Le scommesse sono aperte e apparentemente il tempo della commedia plautina per Berlusconi è finito, al suo posto è calata la tragedia di Eschilo – che presenta una fine orribile e piuttosto macabra per il protagonista.

Noi spettatori aspettiamo con curiosità di vedere quale sarà il finale. Perché in fin dei conti, come scrisse Leopardi, “tutto al mondo passa”. Berlusconi, che lo voglia o meno, non fa eccezione.


Autore: Mattia Sisti

Nato a Milano il 17 settembre del 1992, maturità classica, segue il corso di laurea in Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele.

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