Un raddoppio della banda larga produrrebbe +0,3% di PIL

– Un raddoppio della velocità di connessione a banda larga produrrebbe un aumento del Pil dello 0,3% (circa 126 miliardi di dollari). La ricerca – condotta da Ericsson, in collaborazione con Arthur D. Little e la Chalmers University of Technology – quantifica l’impatto della velocità della banda larga sull’economia. 
Lo scorso anno Ericsson e Arthur D. Little avevano dimostrato che ad ogni incremento del 10% del tasso di penetrazione della banda larga corrisponde un aumento del Pil dell’1% e per ogni 1000 nuovi utenti di banda larga si creano 80 nuovi posti di lavoro (includendo effetti diretti, indiretti e indotti).
Questi dati dimostrano concretamente come l’evoluzione delle comunicazioni e in particolare della banda larga costituisca sempre più un fattore chiave per la crescita socio-economica. In un momento cruciale per l’economia mondiale, il broadband rappresenta infatti una leva fondamentale per incrementare l’efficienza e la produttività di aziende e istituzioni, creare nuovi posti di lavoro e offrire ai cittadini servizi sempre più avanzati“, sostiene il presidente Ericsson per la Regione Mediterranea, Nunzio Mirtillo. “Solo per citare un esempio – continua Mirtillo – ci aspettiamo che le applicazioni mobili in ambito sanitario saranno utilizzate da 500 milioni di persone. Prevediamo inoltre che le persone che accederanno alla banda larga passeranno da 1 a 5 miliardi nel 2016, e che nella maggior parte dei casi si tratterà di una connessione in mobilità. Siamo quindi solo all’inizio di un percorso di sviluppo che ci condurrà verso una Networked Society, con infinite opportunità per imprese, individui e per la società intera. Ci auguriamo che i risultati di questo studio possano essere di stimolo per tutti gli attori dell’innovazione – governo, Authority, istituzioni, aziende e operatori – guidandoli verso lo sviluppo della banda larga, per recuperare competitività nei mercati globali“.


Autore: Riccardo Lo Monaco

Ha studiato giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Cagliari. Liberale e libertario, attivo nel campo della tutela ambientale, della libertà religiosa e dei diritti civili. E' tra i promotori di ZeroPositivo.

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