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Tremonti: Della Vedova “Accuse inqualificabili, linguaggio da cosca. Il governo spinge il Paese verso il baratro”

– Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, capogruppo di FLI alla Camera

Anche nelle polemiche sull’assenza di Giulio Tremonti dal voto su Milanese, la maggioranza dà prova di imperdonabile irresponsabilità. Di fronte ad un declassamento che non riguarda solo il rating del nostro debito e delle maggiori banche e imprese italiane, ma la stessa credibilità delle istituzioni, il Ministro finisce nel mirino ed è di fatto invitato ad andarsene dal Presidente del Consiglio per avere “tradito” Milanese. Un linguaggio da cosca, una logica da banda. La cosa piú grave e che al centro della polemica non c’è la politica economica del Ministro, che i suoi colleghi di Governo hanno cominciato a discutere fuori tempo massimo e che comunque oggi dovrebbe essere l’unica occupazione di Premier e Governo: c’é solo una guerra “libanese” all’interno della maggioranza.

Per tutti i deputati la scelta sul caso Milanese è stata dolorosa. Che chi, nella maggioranza, ha votato contro il suo arresto sia un eroe e chi non l’ha fatto diventi un “coniglio” è inqualificabile. Questo spettacolo è un ulteriore passo avanti verso il baratro. Il default morale del governo comporta il rischio del default finanziario del Paese.


2 Responses to “Tremonti: Della Vedova “Accuse inqualificabili, linguaggio da cosca. Il governo spinge il Paese verso il baratro””

  1. ~jm scrive:

    Ritengo che l’assenza di Tremonti sia scusabile e al limite gli possa essere imputata un po’ di maleducazione per ragioni di forma.

    Penso però che sia un coniglio (e si trovi in buona compagnia) per quanto non ha fatto in questi anni, pur potendolo fare.

  2. Giorgio Gragnaniello scrive:

    Giusto.Peraltro “le cose accadono nella testa “(O. Wilde): il fatto,sgradevole alla sensibilità di Della Vedova per la forzata contiguità professionale coi protagonisti, nondimeno non potrà marcare ulteriormente il comune sentire nei confronti della politica.
    Altri fatti stanno addirittyra devastando , come direbbe Montesquieu, “l’opinione che ciascuno ha della propria sicurezza”.
    L’episodio agostano naja-riscatti , per esempio , col suo sfrontato epilogo pro-vis e non jus , è percepito dalla dirigenza pubblica e privata (lo noto ogni giorno) come segno irreversibile di una deriva sudamericana del Paese , contro i cui rappresentanti monta un’ansia difensiva a oltranza e un definitivo sfiduciato scollamento verso un Leviatano considerato inaffidabile e spergiuro.

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