W il (Re) Bossi, il (Re) Bossi è nudo

di SIMONA BONFANTE – I “ladrocini imperanti”, con cui ieri alla festa dei Popoli padani Bossi ha annunciato di volerla fare finita, immaginiamo di poterli individuare nella maggioranza che governa il paese: il potere lo controllano loro, no? E vediamo anche come. In quel governo di ladri però ci sta pure la Lega. Bossi dunque, evidentemente, ce l’ha con i suoi.

Veniamo a quel brutto male che è il “centralismo”. Bossi giustamamente dice “basta”. Ma allora a quale categoria politologica dovremmo ritenerla ascrivibile l’iniziativa – la sua iniziativa – di istituire in Padania sedi di rappresentanza dei ministeri di Roma – alfa ed omega, anche simbolico, delle aberrazioni stato-centriche?

Infine, la secessione. Il fatto è – dice Bossi – che “un popolo importante e lavoratore (…)  non può essere costretto a continuare a mantenere l’Italia”.  E certo che non può: ricadiamo però nel dilemma di cui sopra. Quando la Lega ha scelto la mediazione con Roma, ovvero la via delle poltrone invece di quella dei fucili spianati, l’ha fatto spiegando che i padani al potere avrebbero finalmente liberato il nord. Ecco, due governi a golden share leghista e i padani stanno tanto ‘peggio’ quanto prima. E non c’è certo da stupirsi.

Bossi ha romanizzato la Padania – rendendola terreno di preda degli appetiti politici verdi-ammantati – ed ha romanizzato il movimento: il trono a quel fenomeno para-ittico di suo figlio, il devozionismo surreale attorno alla sua figura…

Bossi è politicamente finito, e non per l’età, il turpiloquio, l’incoerenza, ma perché non ha più mete da fissare che non siano tarate sulla bussola del parassitismo conservativo. Bossi è politicamente finito perché non ha cambiato nulla se non la Lega, portandone a compimento cioé l’involuzione poltrona-centrica. Il più che decennale patto con Berlusconi a quello è servito. E solo a quello. Cosa di buono tutto questo abbia portato, e possa ancora portare al nord, lo lascio valutare ai lettori.


Autore: Simona Bonfante

Siciliana, giornalista free-lance e blogger, si è fatta le ossa di analista politico nei circoli neolaburisti durante gli anni di Tony Blair. Dopo un periodo in Francia alla scoperta della rupture sarkozienne, rientra in Italia, prima a Milano poi a Roma dove, oltre a scrivere per varie testate online, si occupa di comunicazione politica e lobbying 2.0.

3 Responses to “W il (Re) Bossi, il (Re) Bossi è nudo”

  1. enzo51 scrive:

    Bossi è finito:Okei!
    Berlusconi:Idem!

    Casini,Fini e gli altri politici di maggioranza e opposizione(sic!) imbottiti di privilegi e restii a lasciarli( e che son scemi!) come sono? Furbi o peggio?

    Tutti questi pessimi attori sono da tirarli giù nel cesso della storia e immaginarsi un bagno purificatore attraverso una “vera” rivoluzione per tentare di dare un minimo di dignità a noi stessi e a questo sventurato Paese!

    I ceri si squagliano e la processione non cammina!

  2. renzo scrive:

    La non informazione sulla Lega da parte della sinistra ha consentito a questo tribuno di andare oltre il tempo i 90′.
    Ha raccontato ai padani tante di quelle balle come:RAI 2 a Milano,Ministeri a Milano,Federalismo quando? per cui mi chiedo come fa la Lega ad ottenere il 10%.

  3. alex PSI scrive:

    Un articolo che condivido questo di S.Bonfante, il fenomeno leghista è al tramonto, ma continua comunque a solleticare l’indignazione di un ceto nordista-laburista sempre più disilluso dalla politica immobilista. Presto i leghisti potrebbere salire sul nuovo carro dei vincitori per ottenere concessioni in senso federalista.

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