Presidente, mi consenta: si dimetta

di SIMONA BONFANTE – Come succede quasi sempre, anche stavolta siamo d’accordo con Giuliano Cazzola: Berlusconi deve dimettersi. “Restare al comando – spiega a Panorama il vice-presidente pidiellino della Commissione Lavoro – potrebbe voler dire consegnare il Paese a gente come Vendola, o addirittura Di Pietro”.
Il che, in sostanza, immaginiamo di poter interpretare così: Berlusconi deve dimettersi perché la sua permanenza al governo è come mai prima ‘il’ problema. Deve dimettersi, cioè, perché ‘un’ Berlusconi, l’Italia non se lo può permettere più. Non ci possiamo più permettere il suo non essere all’altezza del ruolo, la sua incompatibilità morale con il ruolo, la sua deviata percezione delle funzioni consentite e dei doveri imposti dal ruolo.

La sua incontenibile propensione a screditare sé stesso, quindi a declassare tutti; la sua insostenibilmente patologica propensione per il torbido – negli affari, nella gestione del potere, nelle relazioni personali: tutto questo al Paese costa un sacco. Troppo, con i tempi che corrono. Ci costa il gap accumulato per le riforme mai fatte; la progressiva ma costante discesa verso la marginalità nel ranking del potere globale. Ci costa l’inaridimento civile, quello stato d’assedio permanente al quale ci ha costretto la ‘divisività’ della sua figura.

È come se, mandandolo al governo, l’Italia avesse contratto un mutuo pagando un tasso, all’inizio, ragionevolmente conveniente, ma poi via via più pesante fino a risultare insostenibile. Il fatto, Presidente, è che dichiariamo default, se non ci lascia liberi di preoccuparci ed occuparci di noi, della nostra rigenerazione – economica, istituzionale, culturale, etica; se non torniamo subito liberi di non doverci più occupare in maniera così ossessivamente paralizzante solo di Lei.

Cazzola la invita ad andarsene per fare spazio alla soluzione più istituzionalmemente auspicabile: un “governo di larghe intese”. Lo ascolti, Presidente, perché anche su questo il comune amico ha ragione: al paese serve chiudere con Lei, subito, e subito darsi da fare per metabolizzare lo shock sistemico che è stata la sua traversata, improvvisata ed approssimata, nella vita politica italiana. Al paese serve una équipe politica che non abbia più in lei il motore unico del suo fare o del suo fare-contro; una fase di governo con mandato ‘ricostruttivo’. Ci serve la possibilità di una riappacificazione repubblicana – con la politica, tra le istituzioni, tra i corpi pubblici ed i corpi privati, tra noi e i nostri interlocutori.

Dunque Presidente, ci tolga dalla “merda” nella quale – come lei stesso ha ragionevolmente constato – il suo una-volta-amato paese è così platealmente immerso, e se ne vada. Prima che l’insostenibilità materiale, oltre che politica, della sua unfitness inneschi la miccia della frustrazione sociale. Ché il terreno si è inaridito davvero, ed anche una fiammella può essere sufficiente a far divampare il fuoco. Anche l’ennesima inconcepibile sconcezza che è la decisione della sua maggioranza blindata di abbonare ai beneficiari di carica elettiva i sacrifici imposti a tutti gli altri concittadini. E una sconcezza così può voler dire solo una cosa: che Lei e la sua maggioranza, Presidente, non avete più neppure il minimo barlume di lucidità, non avete più la più pallida percezione del reale. Si ritiri a vita privata, Presidente; e mi raccomando, si riposi.


Autore: Simona Bonfante

Siciliana, giornalista free-lance e blogger, si è fatta le ossa di analista politico nei circoli neolaburisti durante gli anni di Tony Blair. Dopo un periodo in Francia alla scoperta della rupture sarkozienne, rientra in Italia, prima a Milano poi a Roma dove, oltre a scrivere per varie testate online, si occupa di comunicazione politica e lobbying 2.0.

6 Responses to “Presidente, mi consenta: si dimetta”

  1. Giuseppe D'Andrea scrive:

    Berlusconi dovrebbe dimettersi per “eccesso di ribasso”.

    Il governo di cdx ha mostrato negli ultimi anni una deriva sempre più preoccupante verso il ridicolo, un trend costante di approssimazione politica e di mancanza di idee, questa coalizione “svalutata” ha tralasciato tutti i propositi che l’avevano portata alla ribalta mutando le idee rivoluzionarie che dovevano fermare la deriva della Nazione in politiche di posizione per aumentare l’influsso dello stato su tutti i campi della vita civile ed economica del paese. Alla fine di questo ciclo, fra uno scandalo ed una battuta, spero che qualcuno si renderà finalmente conto che Berlusconi non è la causa dei mali che viviamo tanto meno un grande statista, il suo tempo è stato solo un intermezzo inquieto prima del decadimento che questa nazione sperimenta da quando i nostri padri fondatori decisero di fondare una Repubblica basata sul compromesso e la spartizione.

  2. lodovico scrive:

    Un dubbio, al tempo di Caio Giulio Cesare noi da che parte saremmo stati? Insomma Bruto aveva tutte le ragioni morali per uccidere Cesare. Non si deve mai dimenticare che le ricchezze di Cesare derivavano da prestiti di Crasso e mai restituiti. “inadatto a governare”?

  3. Giancarlo scrive:

    E proprio un virus che ha colpito i cervelli questa mania delle dimissioni.
    Perché Simona Bonfante oltre a chiedere le dimissioni di Berlusconi non propone il suo eventuale sostituto.
    Cosi ci sbellichiamo dalle risate.

    Giancarlo
    http://ilmosta.blogspot.com

  4. Elle Zeta scrive:

    “Restare al comando – spiega a Panorama il vice-presidente pidiellino della Commissione Lavoro – potrebbe voler dire consegnare il Paese a gente come Vendola, o addirittura Di Pietro”.
    Caourte che questa frase autoassolutoria oltrepassa il ridicolo smentita dalla realtà di una manovra che neppure Vendola avrebbe fatto. E cosa è cambiato per cui oggi sono tutti a svegliarsi a chiedere le dimissioni di Silvio? Che l’Italia avrebbe fatto questa fine era noto dal 2008 e non abbiamo sentito voci di frondisti della domenica compreso Cazzola. Per favore. Ma la frase è sbagliata per l’ulteriore motivo che se altri voncono, hanno il diritto di governare. Francamente pensare che chiunque possa farlo peggio di come ha fatto berlusconi dal2001 mi riesce davvero difficile.

  5. guido amadini scrive:

    Condivido il disagio di molti elettori di centro destra, per la situazione in cui ci troviamo e per le responsabilità che anche il governo e Berlusconi hanno in questo. Condivido le perplessità di tanti davanti a certe uscite del Presidente del Consiglio ed alla sua gestione della sua vita privata e di certi altri affari meno privati.
    Tuttavia non sono affatto d’accordo con questa richiesta di dimissioni e con l’idea che queste bastino a rilanciare il centro destra e magari le idee liberali in Italia, nonchè ad evitare una vittoria della sinistra alle prossime elezioni. La mia esortazione personale a Silvio Berlusconi è: non pensare alle prossime elezioni, agisci come se dovessi morire domani. Approfitta del fatto che non hai nulla da perdere e porta a termine, lottando come solo tu sai fare, qualcuna delle riforme, magari impopolari, ma giuste e necessarie, che aspettiamo e che ci hai promesso. Poi, che sia quello che sia, non ha nessuna importanza … governerà la sinistra, dov’è il problema? non c’è democrazia senza alternanza, ma almeno sarai ricordato anche per qualcosa di positivo.

  6. Gigi scrive:

    Solo una domanda: questa Simona Bonfante é per caso una giornalista di Repubblica?

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