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L’Italiona coscialunga disonorata con onore

– Ogni società ha due chiavi comico – ironiche. Una di fuori (la satira, la barzelletta esemplare, la letteratura, la commedia cinematografica ecc.) ed una di dentro, ossia, l’involontaria comicità di certe situazioni sociali. Che sono serissime, che fanno parte della nostra interazione quotidiana, ma che sono involontariamente comiche. E spesso la comicità di dentro si trasforma in farsa, ed in taluni casi, più complessi, in tutte le accezioni del grottesco.

Nel nostro presente politico abbiamo inventato una nuova categoria della comicità sociale di dentro. E’ una novità tutta italiana. La nostra agenda politica e massmediatica è diventata una perfetta citazione di un genere canonico della comicità di fuori. In poche parole la realtà politica sta citando il cinema. Fuori e dentro si son fusi, in un tutt’ uno informe.

“All’ onorevole piacciono le donne”, “Sessomatto”, “L’erotomane”, “La minorenne”, “La nipote”: sono titoli di commedie che hanno fatto l’immaginario italiano tra la fine degli Anni Sessanta e gli anni Ottanta. Commedie sexy, film adolescenziali e malizieschi – in taluni casi film pecorecci ed in altri casi film di discreta, se non buona, qualità – che in quegli anni  hanno invaso le nostre sale – hanno riempito d’ immagini ‘mitiche’ le teste dei ragazzi del tempo che fu, ma pure degli adulti. Ma se questi titoli, oggi, li osserviamo in un’altra ottica, potrebbero essere uno dei qualsiasi titoli che tutti i giorni troviamo sulle prime pagine dei giornali.

Oggi in Italia par di vivere in una enciclopedia della commedia scollacciata. Che all’erotomane onorevole Berlusconi piacciano le donne, e che per perseguire le sue serate di sessomatto sia arrivato a spacciare la minorenne come nipote di un dittatore nordafricano, è ormai assodato. Ma a questo punto la situazione si sta ingarbugliando.
Che il nostro “Bello di mamma” si sia impelagato in una storia di “Calore di provincia” barese è implicito nelle intercettazioni. Così come è certo che il giovane “Merlo maschio” imprenditore barese gli abbia portato a casa una serie di “Calde amanti” che però affermano “Noi non siam come le lucciole”, anche se molte testimonianze parlan di ragazze che gli avrebbero sussurrato “Guardami nuda”.
Tarantini ha appena ammesso che in taluni casi si trattava di “Peccati di giovani mogli“. Una di loro, abbiamo scoperto, che è una “Moglie nuda e siciliana”, altre sono “Vedove inconsolabili in cerca di … distrazioni”, una ha “Sedicianni”. Qualcuna di loro, con il nostro “Uccello migratore” avrà mica perso la “Verginità”? Alla più giovane, vista la vetusta età del berlusca e di Fede, pareva d’esser come una “Liceale nella classe dei ripetenti”.

Il nostro “Pomicione” nega tutto, parla di semplice “Innocenza e turbamenti”, non c’è “Malizia”. Ma le traditrici, sia “La bolognese”, sia quella che il Berlusconi definisce “La svergognata” giurano che il “Maschio ruspante” oltre ad essersi portato la consigliere regionale e “Dottoressa sotto il lenzuolo” , anche con le altre “Ragazze roventi” sarebbe finito a “40 gradi all’ombra del lenzuolo” non prima di averle domandato: “La signora gioca bene a scopa?”. A tutte sembrava di essere come “La soldatessa alle grandi manovre”. Con tutte “Incontri ravvicinati del quarto tipo”!
E gli italiani si domandano, ma “Quel gran pezzo dell’Ubalda, tutta nuda e tutta calda” che ora conduce in Rai, ci sarà mai stata ad Arcore?
Se qualcuna si è ammalata, è pur certo, si sarà rivolta a “Il ginecologo della mutua”.

Il premier, l’Italia e l’informazione tutta sembrano essere in preda ad una vera e propria “Lettomania, persino il compassatissimo Corriere. Tutti col “Sesso in testa”.
Nel mentre la sue protette vanno avanti. Una pare faccia “La Pretora”, e poi “La poliziotta fa carriera”. Ma lui, il “Bello di mamma” nega tutto, il nostro “Homo eroticus” giura di pensare  solo alla famiglia, ai “Nipoti miei diletti”. E pure alla fede, tanto da interessarsi alla “Moglie del prete“. Se è accaduto qualcosa, nelle sue ville, trattasi di “Peccato veniale”. Lui è “Buono come il pane”. E al bando i maldicenti, la sua favorita finita nell’alta politica è “Casta e pura”.
E poi, signori, il nostro Premier mica è un banalissimo gay!? Se sei un uomo vero come lui “Dove vai se il vizietto non ce l’hai?”.
Berlusconi continua ad esser difeso dalle sue “Colonnelle”, anche se in molti sostengono che queste miracolate da “Cassiodoro il più duro del Pretorio” in realtà, moralmente e soprattutto professionalmente, siano consimili a “Le impiegate stradali”. Qualcuno dal Vaticano a provato a dirgli di “Non commettere atti impuri” ma non c’è stato verso.
Adesso è provato, stanco, vuole lasciare questo “paese di merda”; è disilluso, acciaccato. La sua salute ci preoccupa. Chiederà mica a La Russa il numero de “La dottoressa del distretto militare”?

C’è una teoria culturale che in sintesi dice un po’ questo: ogni popolazione mette in narrazione ciò che non esperisce. In poche parole alcune funzioni culturali (mitologiche, letterarie, rituali ecc ecc.) raccontano le cose che una società tende a non vivere, ma che vorrebbe, e potrebbe, potenzialmente,vivere. La produzione culturale vista come luogo simbolico di sperimentazione di realtà psicologiche, sociali, fattuali che per una ragione o per l’altra (divieto, tabù, morale ecc.) non si realizzano, se non a livello testuale, nelle narrazioni appunto. In questo caso la cultura è come il sogno: permette di farci essere ciò che abbiamo rimosso e che consciamente neghiamo: permette di farci fare ciò che da svegli neghiamo (o non conosciamo) ma che inconsciamente vorremmo fare.

In Italia non si producono più commedie scollacciate e un po’ pecoreccie, perché non ne abbiamo bisogno. Le viviamo tutte insieme quotidianamente. La nostra cronaca politica è una maxi sceneggiatura che ad ogni stampa cita tutto il meglio del repertorio. Il cinema e la letteratura mai potrebbero fornire stimoli superiori a quelli della cronaca politica. Il pecoreccio siamo noi.
La “Frittata al’italiana” ormai è fatta.
La “Patata bollente” passa in mano alla magistratura e poi, speriamo, agli elettori. O magari le forze politiche d’opposizione potrebbero, con l’augurata moral suasion del Presidente della Repubblica, indurlo a fare un passo indietro, proponendogli un “Compromesso erotico”.
Non c’è dubbio. Se domani un alieno sbarcasse sulla terra, si direbbe “Mazzabubù quante corna sono quaggiù”.

P.S. Mi spiace, non son riuscito ad inserire “Grazie zia”. Ma a qualcuna, il nostro, l’avra pur detto.


Autore: Francesco Linguiti

Si occupa di produzione culturale. È autore nella produzione audiovisiva. È docente di semiologia del testo.

2 Responses to “L’Italiona coscialunga disonorata con onore”

  1. Il Nibbio scrive:

    Gustosissimo!!!!! Il quotidiano supera l’immaginario! …E non scordiamoci di Alberto Sordi, che probabilmente meglio di tanti altri, ha congelato i vari personaggi-simbolo, con estrema sensibilità.

  2. Paolo scrive:

    Gustoso.
    Però, tra le commedie sexy citate non ricordo “paese di merda”.
    Come? E’ un documentario!?

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