Sarà che Lega e PDL ritengono di avere un consenso ridotto tra laureati e studenti universitari, tanto da poterli includere nelle categorie da colpire. Ma tant’è: per salvaguardare i diritti acquisiti di chi ancora gode dei vantaggi del sistema pensionistico retributivo, il governo Berlusconi ha appena deciso che il riscatto degli anni di studio, che i laureati si pagano da sè e anche lautamente, sarà ancora meno conveniente.

Lo scomputo dall’età pensionabile degli anni universitari riscattati è un’autentica penalizzazione del merito. Di fatto, ció rappresenta l’aumento dell’età pensionabile per i soli laureati, a parità di condizioni e privilegi altrui. Insomma, un disincentivo allo studio e al conseguimento della laurea stessa, una scelta masochista, per un paese che avrebbe invece straordinariamente bisogno di accrescere il suo ‘stock’ di capitale umano e di ridurre, non allargare, il solco esistente tra gli anziani che godono delle tutele sociali e i giovani che non ne hanno alcuna.