Vaneggiamenti a mercati in ferie

di SIMONA BONFANTE – Vaneggiano da due settimane su come modificare la manovra approvata con decreto straordinario del Consiglio dei Ministri alla vigilia di Ferragosto, di gran fretta, visto che in un manciata di sedute pre-festive i mercati ce stavano a magna’.

Quella manovra pare non piacesse a nessuno, manco nella maggioranza
: non alla riserva liberale, visto che non taglia la spesa ma aumenta (e senza costrutto) le tasse; non ai proto-statal-magnoni della Lega, ché pur tagliando poco, quel poco per i padani è comunque troppo; non a Berlusconi, che al metodo distruttivo ma trasparente di innalzamento delle tasse escogitato da Tremonti, ne avrebbe preferito uno più subdolo, non immediatamente riconoscibile dal contribuente. Piace a nessuno, la pessima manovra figlia di NN, e ciascuno di quei nessuno, dalla località vacanziera di elezione, si è quindi messo a fare lobbying perché il male venisse adeguatamente convertito in peggio. Ecco, ci sono riusciti.

La nomination per la più ardita sequela di soluzioni rovina-paese va alla Lega. Leghista è ad esempio quell’ossimoro fiscale definito ‘tassa anti-evasione’ (che solo la destrutturata logica calderoliana avrebbe potuto partorire), ma anche la trovata di rendere deducibile il contributo di solidarietà, ovvero trasformare questa eufemisticamente ipocrita trovata tremontiana nella prima tassa nella storia ad essere equiparata ad una spesa produttiva, quindi, appunto, deducibile; leghista, poi, anche la economicamente suicida opposizione all’innalzamento dell’età pensionabile, unitamente al No al taglio definitivo e generalizzato delle province ed alla razionalizzazione dei comuni. Ma il bello è che se Lega assurdamente prescrive, Popolo delle Libertà pavlovianamente accorda. Chi mi sa spiegare il perché?

Ci siamo divertiti, okkey. Ma adesso è tempo di richiudere gli ombrelloni, e riconnettersi con il mondo reale, che poi è quello che da questo lunedì ricominceranno a fare gli operatori finanziari. I quali – è vero – ci hanno lasciato cazzeggiare in queste due settimane, e magari si son divertiti pure loro, ad assistere al farneticante agitarsi della classe dirigente italiana. Tornati al proprio desco, costoro dovranno però rimettersi nei panni più professionalmente impegnativi di quelli che per lavoro quantificano i danni finanziari associabili alla patologica – ma indefessa – attività distruttiva dei decisori italiani. Loro compito cioé è calcolare quanto farcelo pagare il delirio di queste due ultime settimane. Ecco, signori, teniamo pazienza che già nelle prossime ore potremo sapere quanto.


Autore: Simona Bonfante

Siciliana, giornalista free-lance e blogger, si è fatta le ossa di analista politico nei circoli neolaburisti durante gli anni di Tony Blair. Dopo un periodo in Francia alla scoperta della rupture sarkozienne, rientra in Italia, prima a Milano poi a Roma dove, oltre a scrivere per varie testate online, si occupa di comunicazione politica e lobbying 2.0.

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