Altro che Robin Hood: il Governo pensa alla tassa sull’uso del cellulare e di Internet

di PIERCAMILLO FALASCA – La leggenda di Robin Hood è davver simpatica, ma estremamente fuorviante associarla ad un aggravio della tassazione d’impresa. Il nobile Robin di Nottingham su unì ad un gruppo di ribelli datosi alla macchia per contrastare il regime tassatolo e forcaiolo instaurato dallo sceriffo di Notthingham, fedele a Giovanni Senza Terra. L’addizionale Ires sulle imprese del settore energetico ideata tre anni or sono da Tremonti – e che ora qualcuno vorrebbe estendere a tutti i soggetti titolari di concessioni, a partire  dalle società di telecomunicazioni – dovrebbe piuttosto chiamarsi “tassa sull’uso del cellulare e di Internet”: nel campo delle utilities, ad essere in realtà taglieggiati non sarebbero infatti le “ricche” imprese, ma i consumatori che subirebbero tariffe più alte e minori investimenti nel miglioramento dei servizi loro forniti.

Il settore delle tlc, in particolare, è ormai da anni un mercato liberalizzato e ben funzionante, che ha semmai necessità di politiche di promozione degli investimenti e non di ideologici interventi di penalizzazione fiscale. Proprio sui settori ad alto contenuto tecnologico, come le telecomunicazioni appunto, ci giochiamo una parte delle possibilità di crescita del Paese: possibile che il Governo Berlusconi abbia ormai derogato non solo al principio del “non mettere le mani nelle tasche degli italiani”, ma addirittura alla razionalità e al buon senso?


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

4 Responses to “Altro che Robin Hood: il Governo pensa alla tassa sull’uso del cellulare e di Internet”

  1. filipporiccio scrive:

    “possibile che il Governo Berlusconi abbia ormai derogato non solo al principio del “non mettere le mani nelle tasche degli italiani”, ma addirittura alla razionalità e al buon senso?”

    Direi che è assolutamente evidente, e da tempo. Spreriamo che cada presto.

  2. IvanPsy scrive:

    Suppongo che l’ultima considerazione fosse ironica: hai mai visto il Governo Berlusconi fare scelte dotate di buon senso e realmente a favore dei cittadini?

    O meglio, il buon senso ce l’hanno…in quel di Villa Certosa…

  3. pippo scrive:

    C’è ancora molto da fare per aumentare la concorrenza e diminuire i prezzi:

    – abolizione delle aree locali anche per gradi permettendo il trasloco dei numeri fissi in ambito regionale o nazionale o Unione Europea

    – portabilità del numero mobile verso operatori Unione Europea con unico prefisso in modo che si abolisce di fatto il roaming e la chiamata internazionale

    – portabilità di un numero fisso verso mobile

    – numero fisso indirizzabile a un gruppo di terminali mobili così da creare una rete aziendale mobile o rete famigliare mobile

  4. il settore energetico va detassato , non tassato.

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