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Al rogo i libri malvagi, in fumo il libero pensiero

– Sui Libri Malvagi, una miscellanea di saggi sulla libertà di stampa a cura di Aldo Canovari, è la terza recensione pubblicata da Libertiamo.it nell’ambito della rubrica agostana dedicata alle edizioni di Liberilibri.

Seguirà:

Passato e Futuro delle Scienze Sociali di Joseph A. Schumpeter – 27 agosto.

Buona lettura.


Nella Nota equivoca introduttiva, l’editore-curatore Aldo Canovari dichiara: “Lo scopo del presente libello è riparare per quanto possibile al male sventatamente provocato, nel corso di questi anni, con alcune nostre pubblicazioni che hanno incoraggiato la perniciosa pratica del libero pensiero”.

Non a caso, i cinque brevi scritti di diversa provenienza e diverso rango qui raccolti, più i curiosi documenti e le citazioni riportati in Appendice, rappresentano un quadro significativo della censura e del percorso accidentato della “libertà di stampa” fra il Settecento e il Novecento.

La raccolta si apre con L’orrenda perniciosità della lettura di Voltaire (1765), dagli intenti evidentemente ironici e dissacratori. Al contrario, le due lettere encicliche che seguono – la Christianae reipublicae di papa Clemente XIII (1766) e la Mirari vos di papa Gregorio XVI (1832) – e la Lettera pastorale sui libri malvagi dell’allora vescovo di Macerata Amadio Zangari (1862) rappresentano tre fulgidi esempi di proibizionismo clerico-religioso di marca cristiana. Dello stesso tenore la Lettera dedicatoria dello stampatore Generoso Salomoni a papa Pio VI (1777), contenuta nella celebra opera Storia polemica delle proibizioni de’ libri dell’abate Francesco Antonio Zaccaria.

Dalla lettura di questi documenti emerge un fatto incontrovertibile e sempre ricorrente nel corso della storia dell’umanità: chi detiene il potere, politico o religioso, non potendo impedire agli esseri umani di pensare, può arrogarsi il diritto di dichiarare nocivo o pericoloso un libro, e di proibirlo. Da quando, dalla metà del secolo appena passato (era il 1966!), la Chiesa Cattolica Apostolica Romana si è aperta al confronto e alla tolleranza ripudiando la censura, oggi l’intolleranza, la criminalizzazione del libero pensiero e il dogmatismo sono appannaggio dell’Islam. Ma non solo: le stesse odiose pratiche, l’azione di censura contro libri, giornali, parole e pensieri malvagi, e l’esercizio di severe forme di controllo sulla loro pubblicazione e diffusione, vengono esercitate non solo da governi tirannici ma anche da Stati “elettivi, democratici, pluralistici e laici” (basti pensare ai “reati d’opinione” ancora presenti negli ordinamenti penali di molti paesi occidentali).

In Appendice anche un ricco Campionario di libri malvagi tratto dall’Index Librorum Prohibitorum (una selezione di circa 400 titoli su 5000 libri totali) emanato da papa Pio XII nel 1948 con aggiunta dei libri dannati fino al 1966, anno in cui l’Index fu definitivamente abolito da papa Paolo VI.

GLI AUTORI:

Voltaire (François-Marie Arouet, Parigi 1694-1778). È l’autore che più di ogni altro incarna lo spirito dei Lumi. L’intera sua vita fu una continua battaglia a favore della tolleranza, per la rivendicazione della libertà di pensiero contro ogni fanatismo e contro ogni potere dispotico.

Clemente PP. XIII (al secolo Carlo della Torre Rezzonico, Venezia 1693-Roma 1769). Fu eletto papa nel 1758. Sebbene di animo mite, avversò con pervicace ostinazione il pensiero illuminista.

Generoso Salomoni (Percile 1714-Roma 1779). Valente stampatore e libraio fra i maggiori in Roma, operò prevalentemente sotto Pio VI.

Gregorio PP. XVI (al secolo Bartolomeo Alberto Cappellari, Belluno 1765-Roma 1846). Dotto monaco camaldolese, fu eletto papa nel 1831. Intransigente in materia di fede, condannò la libertà di pensiero e di stampa, le dottrine di Lamennais, il liberalismo, il razio-nalismo, l’indifferentismo.

Amadio Zangari (Rimini 1806-Macerata 1864). Fu vescovo di Civitacastellana, Orte e gallese; poi, dal 1851 al 1864, della diocesi di Macerata e Tolentino.

Sui libri malvagi, collana Oche del Campidoglio, a cura di Aldo Canovari, pagg. 170, euro 16,00, ISBN 978-88-95481-66-1


Autore: Luigi De Santis

Romano di nascita, è convinto che le condizioni del diritto e del processo penale siano ottimi osservatori per testare lo stato di salute di una società e che persino l’Italia meriti un sistema giuridico autenticamente liberale. Concorda pienamente con chi ha sostenuto che “il diritto non è accademia : è vita e, se il suo studio non appassiona, significa che non vi è interesse per le vicende umane”.

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