Merkel come il Barbarossa, i pagliacci commissariati, la Terza Repubblica in arrivo

di PIERCAMILLO FALASCA – Vivere in un Paese a democrazia commissariata ha i suoi vantaggi. Ti senti stranamente cosmopolita, leggi con maggior gusto i quotidiani stranieri, avverti che il destino dell’Italia importa alle maggiori cancellerie internazionali. Quando chi ti governa non si chiama più Silvio Berlusconi, ma Angela Merkel, comprendi come anni e anni di battaglie femministe e anti-berlusconiane hanno finalmente raggiunto il loro apogeo.

Con Merkel al governo, Bossi è ridimensionato e con lui Tremonti e Sacconi, ma in fondo anche Bersani, Di Pietro e la Camusso. Non volevamo l’integrazione politica europea? Eccoci integratissimi: i ministeri li sparpagliamo per la pianura padana, ma la capitale la spostiamo stabilmente oltre le Alpi. Noi pagliacci qui a fare un po’ di casino, finchè non arriva l’Imperatore teutonico a mettere ordine. Come ai tempi del Barbarossa, sono secoli che funziona così.

Ora c’è da completare la pratica, far sì che la forma segua la sostanza. Prima si dimette Berlusconi (il Nano grande – direbbe probabilmente Bossi – per distinguerlo da Brunetta Nano piccolo), prima facciamo chiarezza. La democrazia, signori cari, è sistema molto complesso, troppo per i popoli italici. Meglio di tanto in tanto far decantare il vino nelle botti, facendo uscire di scena i pagliacci e sostituendoli momentaneamente con qualcuno che si occupi – sempre in contatto telefonico con Berlino – di bonificare l’area contaminata. O pensavamo forse che ci avrebbero lasciato aderire all’euro – il marco ingrandito – senza chiederci in cambio l’opzione del commissariamento, quando questo si fosse reso necessario?

Questo Paese è nato sotto una buona stella, la stessa che ci ha dotato di un paesaggio così bello, di un cibo molto buono e di uno spirito tanto creativo. Commissariato il governo italiano, i potenti d’Europa hanno scelto Mario Draghi come futuro banchiere centrale d’Europa, e lo hanno fatto nonostante sia italiano, cioè paesano di Berlusconi. Siamo più tranquilli, con Draghi a Francoforte. Si occuperà di sventare ogni tentativo di ammorbidimento nei confronti dell’Italia: non appena questa farà gli occhi dolci ai partner europei, ci penserà lui a segnalare al continente che di una farsa si tratta. O almeno speriamo.

Intanto, sotto il sole agostano, in tanti si chiedono quando arriverà la Terza Repubblica. Busserà alla porta prima di entrare? Come l’accoglieremo? Che vestito indosseremo?, si chiedono un po’ confusi i terzopolisti. Sarebbe auspicabile che molti protagonisti della Seconda Repubblica, col cuore in mano, si trovassero un lavoro, un buen retiro, un hobby che sostituisca l’impegno politico finora profuso. Qualcuno si salverà, e qualcuno se lo merita anche, chè le colpe non sono equamente redistribuite. Ma un buon numero farebbe bene a salpare verso lidi stranieri, prima che qualche trentenne precario faccia i conti di quanto percepirà di pensione tra alcuni decenni.


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

3 Responses to “Merkel come il Barbarossa, i pagliacci commissariati, la Terza Repubblica in arrivo”

  1. ivan scrive:

    Idea

    Convertiamo il debito pubblico in azioni di aziende da privatizzare in questo modo…

    Facciamo diventare le aziende una spa.
    Alla scadenza del debito pubblico mettiamo l opzione per l acquisto azioni di aziende pubbliche.
    Gradatamente cediamo il capitale ai privati.
    E usciamo dal capitalismo familiare e paghiamo il debito pubblico

  2. lodovico scrive:

    Federico III Hohenstaufen ovvero Federico I del Sacro Romano Impero, detto Barbarossa (Waiblingen, 1122 – Saleph, 10 giugno 1190),personaggio certamente inviso a Bossi(combattè i comuni padani a volte organizzati in Lega) non fu in grado di riaffermare l’origine dei poteri pubblici di qualsiasi natura o di porre fine allo scontro tra papato ed impero; dovrebbe, a maggior ragione, esser ricordato per la sua figura di esattore di tributi a carico dei comuni per il mantenimento delle sue truppe in Italia e per una politica di “nominati” o Fidelis ma escludo in maniera assoluta che sia stato in grado di normalizzare o riordinare il “sistema italia”

  3. enzo51 scrive:

    Articolo di rottura estremamente rivoluzionario!!!

    “…prima che qualche trentenne precario faccia i conti di quanto percepirà di pensione tra alcuni decenni.”

    Siamo sicuri che gli attuali trentenni avranno un futuro?

    Settembre è vicino e le piazze ,anche quelle non necessariamente italiane e legate all’attuale crisi planetaria,sono in fermento!

    Negli anni settanta la mia generazione ha osato sperare di cambiare il mondo: forse siamo colpevoli di averlo cambiato in peggio;la vostra generazione potrebbe realizzare ciò che a noi è riuscito male e indirizzare le future generazioni verso modelli di sviluppo sostenibili per tutti e quando dico “tutti” dico anche quelli che sono stati artificiosamente tenuti fuori dal banchetto dai ricchi della Terra e che adesso ci ritroviamo lontani dalle loro terre ma vicini,molto vicini alle nostre coste.

    L’Invasione è appena cominciata!!

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