Parlamentari, non dimenticate che in carcere è Ferragosto tutto l’anno

di SIMONA BONFANTE – Strabiliante l’interesse riservato questo Ferragosto dagli italici organi di informazione all’emergenza umano-costituzionale denunciata ogni giorno del resto dell’anno, ma nel silenzio più fitto, da Marco Pannella, la deputata radicale Rita Bernardini, qualche migliaio di secondini, avvocati, direttori di istituti penitenziari, associazioni, ed una manciata di poche altre voci mediaticamente udibili.

L’inusitata attenzione rivolta ieri a quella che, appena un paio di settimane orsono, il Presidente della Repubblica aveva definito una “questione di prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile”, si deve alle adesioni vip giunte all’iniziativa non violenta promossa da Radicali & co per chiedere, attraverso una giornata (la vigilia di Ferragosto) di sciopero della fame e della sete, la convocazione straordinaria del Parlamento per discutere, appunto, di quell’emergenza costituzionale e civile.

Alla non violenta, ma non per questo meno sofferta, mobilitazione, si è unita una nutrita pattuglia di parlamentari, ed è questo, forse, ad aver destato i cani da guardia della democrazia, altrimenti così indifferenti al tema. Tra i vip, il deputato recentemente divenuto ospite di Poggioreale, Alfonso Papa. Da detenuto, l’esponente pidiellino ha dovuto suo malgrado tastare con mano le conseguenze delle leggi securitario-liberticide approvate con intramontata soddisfazione dalla maggioranza politica di cui è stato (e formalmente continua ad essere) parte.

La pena – recita la Carta – ha una funzione rieducativa. Quella funzione è ampiamente tradita. Il Parlamento ne ha la responsabilità: che aspetta ad agire?

Il neo-insediatosi Ministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma, è stato ieri insieme al Sottogresetario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, in visita al carcere romano di Regina Coeli. Un’iniziativa senza precedenti. Il Ministro, già magistrato, una sua razionale sensibilità al tema ce l’ha: ne coglie l’urgenza sistemica e la non ignorabile strategicità politica.

La (in)Giustizia italiana, ovviamente, non è solo i suoi centri di tortura che ci ostiniamo ad appellare “carceri”. La (in)Giustizia italiana sono i troppi reati, i troppi non-reati puniti con la detenzione, la funzione costituzionalmente vincolante nella comminazione della pena, ovvero la rieducazione, completamente ignorata.
Non è di poco rilievo quindi che in pochi giorni il ministro abbia fatto quello che il predecessore – ed alcun altro nel Pdl – ha mai avuto la libertà, l’imparzialità e la coerenza neanche solo di ipotizzare: un’agenda giustizia non Berlusconi-centrica.

Depenalizzazione, restrizione della carcerazione preventiva, pene alternative: queste – dice il Ministro – sono le direttrici. L’amnistia, no. Mentre invece è proprio quella che propongono i Radicali per sanare l’emergenza, in attesa che le catastrofiche cause che l’hanno prodotta vengano, coi tempi della politica, affrontate e – si spera – rimosse.
La parola amnistia spaventa. Mica solo Nitto Palma, però: spaventa quelli della maggioranza di ora e quelli della maggioranza di allora  – che ora stanno all’opposizione  – ché non c’è forza politica che non abbia avallato questa o quella populistica iniziativa liberticida, nel trascorso ventennio politico-mediatico.

Questo Ferragosto i deputati hanno mostrato interesse per persone finite in quell’inferno chiamato ‘dentro’, per la trasgressione di leggi da loro medesimi volute. Il Presidente Casini, tra costoro. Ed il Presidente Fini? Il nome dell’allora leader di An marchia due provvedimenti di legge ai quali si deve l’oggettiva responsabilità del devastante affollamento delle carceri italiane: la Bossi-Fini, che punisce con la detenzione il clandestino, e la Fini-Giovanardi, che assimila il possessore di droga al criminale meritevole di detenzione. Due leggi dalle conseguenze irrazionalmente nocive – per il sistema penitenziario, per il rapporto costi-benefici, per la sostanzialmente nulla capacità deterrente.
L’altra perla del Diritto che ha favorito l’esplosione della popolazione detenuta è – lo aggiungiamo per completezza di informazione – la ex Cirielli, che inasprisce le pene per i recidivi. Insieme, questi campioni di securitarismo medievale contribuiscono a drammaticamente stravolgere la funzione detentiva, negandone in concreto la possibilità risanatrice.

Il Ministro Palma potrebbe non avere la forza politica necessaria per settare il ‘vasto programma’ di ri-costituzionalizzazione del sistema giustizia italiano. Presidente Fini, perché non la porge lei una mano al volenteroso ma troppo solitario Ministro? Lei che quelle leggi le ha scritte è il più titolato di tutti a sollecitarne la revisione.
Non sarebbe un favore gratis ad una maggioranza incapace di seguire una linea coerente in materia giudiziaria, ma un atto dovuto alla Repubblica la cui Costituzione – che ha giurato di onorare – risulta invece quanto mai vergognosamente tradita.


Autore: Simona Bonfante

Siciliana, giornalista free-lance e blogger, si è fatta le ossa di analista politico nei circoli neolaburisti durante gli anni di Tony Blair. Dopo un periodo in Francia alla scoperta della rupture sarkozienne, rientra in Italia, prima a Milano poi a Roma dove, oltre a scrivere per varie testate online, si occupa di comunicazione politica e lobbying 2.0.

2 Responses to “Parlamentari, non dimenticate che in carcere è Ferragosto tutto l’anno”

  1. antonio scrive:

    quanta onestà intellettuale in questo sito.

  2. onorevole pannella sono una mm disperata si parla tanto di rinseramento con questi ragazzi in carcere ma quando si da l’occasione nessuno fa niente mio figlio ha preso 1 condanna alta si e diplomato con 100 is.tecnico.industriale.statale rossano cz adesso vuole iscriversi all’università di rebbibia cosi seguirà il suo indirizzo con maggiore sodisfazzione la prego mi aiuti a far risorgere mio figlio non mi chiuda la porta pure lei abbiamo tempo fino al 9 settembre xla borsa di studio chiunque legge questa mia preghiera aiutate mio figlio gallo italo ind.via ciminata n.1 rossano sta.cosenza la mamma penzone elisabetta massa di somma napoli tel 3664489179 sono mamma di 6 figli e vedova nn mi stanco di dirvi aiutatemivi supplico questa e l’ultima speranza grazie grazie

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