Il liberalismo liberal secondo Kenneth Minogue

– Anche quest’anno Libertiamo.it ospiterà per tutto il mese di agosto una rubrica con le recensioni  delle ultime pubblicazioni di Liberilibri.

La prima uscita di oggi è  dedicata al saggio The Liberal Mind, di Kenneth Minogue.

Seguiranno:

Giustizia Relativa e Pena Assoluta di Silvia Cecchi – 13 agosto;

Sui Libri Malvagi, una miscellanea di saggi sulla libertà di stampa a cura di Aldo Canovari – 20 agosto;

Passato e Futuro delle Scienze Sociali di Joseph A. Schumpeter – 27 agosto.

Buona lettura.

The Liberal Mind è un saggio fondamentale nella produzione di Kenneth Minogue, professore emerito di Scienze politiche alla London School of Economics e attuale presidente della Mont Pelerin Society, la celeberrima organizzazione internazionale composta di pensatori e studiosi liberali e liberisti fondata da Friedrich von Hayek nel 1947 insieme a Karl Popper, Ludwig von Mises, Gorge Stiegler e Milton Firedman.

La prima edizione londinese risale al 1963, quella americana al 2001; ora finalmente grazie a Liberilibri è a disposizione anche dei lettori italiani.

Minogue può essere considerato a buon diritto uno dei maggiori filosofi politici del XX secolo, un autentico protagonista della vita intellettuale contemporanea.

A distanza di quasi mezzo secolo, The Liberal Mind continua a rappresentare una delle analisi più acute della deriva del liberalismo classico verso un utopismo welfaristico compassionevole e statalista. Perciò il liberalismo liberal, secondo Minogue, non ha fatto altro che consegnare nelle mani dei governi sempre più poteri, con la conseguenza negativa di aver prodotto una società costituita da individui sempre meno responsabili e meno liberi.

Nella prefazione a questa prima edizione italiana, lo stesso Minogue scrive che la liberal mind “è una forma di idealismo sentimentale che incoraggia la dipendenza dal governo e promuove l’autocommiserazione e l’obbedienza, piuttosto che virtù come la fiducia in se stessi”.

Questa estate, per chi volesse incontrare Kenneth Minogue in Italia e ascoltare di persona le sue argomentazioni, c’è un’occasione imperdibile: il professore sarà ospite il prossimo 13 agosto a Cortina d’Ampezzo del festival letterario Una Montagna di Libri. Alle ore 18.00, nel Palazzo delle Poste, avrà luogo l’incontro dal titolo “La mente liberal, la mente servile” al quale prenderà parte anche il Direttore dell’Istituto Bruno Leoni Alberto Mingardi.

Kenneth Minogue (1930), nato in Nuova Zelanda, è professore emerito di Scienze politiche alla London School of Economics. Ha insegnato nei maggiori istituti di ricerca e università del mondo. È presidente della Mont Pelerin Society. Tra le sue numerose opere ricordiamo: Nationalism (1967); Alien Powers: The Pure Theory of Ideology (1985); Politics: A Very Short Introduction (1995); The Servile Mind: How Democracy Erodes the Moral Life (2010).

Kenneth Minogue, La mente liberal, collana Oche del Campidoglio, traduzione di Rebecca O’Doherty, pagg. 328, euro 18,00, ISBN 978-88-95481-62-3


Autore: Luigi De Santis

Romano di nascita, è convinto che le condizioni del diritto e del processo penale siano ottimi osservatori per testare lo stato di salute di una società e che persino l’Italia meriti un sistema giuridico autenticamente liberale. Concorda pienamente con chi ha sostenuto che “il diritto non è accademia : è vita e, se il suo studio non appassiona, significa che non vi è interesse per le vicende umane”.

3 Responses to “Il liberalismo liberal secondo Kenneth Minogue”

  1. lodovico scrive:

    Ottimo libro…… troppo distante dalla nostra Costituzione e dalle idee che qui vedo esposte, sempre nel solco della tradizione social-democratica assai distanti dal pensiero liberale che non vuol cambiare la società ma migliorare lo stato e la sua efficienza.

  2. luciano pontiroli scrive:

    A quando la traduzione italiana di The Servile Mind, pubblicato nel 2010? In questo nuovo libro, Minogue approfondisce la sua critica alla cultura prevalente nelle società occidentali che, sollecitando la tutela pubblica di qualsiasi pretesa ed incoraggiando la dipendenza dallo stato, ha pressoché distrutto l’autonomia degli individui.

  3. step scrive:

    Grazie della segnalazione.

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