Anticipare gli effetti, ma migliorare la qualità della manovra

Ma Berlusconi non puó essere premier per tutte le stagioni

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, capogruppo di Fli alla Camera

Berlusconi continua a chiamare “speculazione” le aspettative negative dei mercati sul debito pubblico italiano. Ma si è almeno rassegnato a rimettere mano a misure che si ostinava a  considerare, fino a pochi giorni fa, sufficienti. Se è però bene anticipare il pareggio di bilancio al 2013, non ha senso difendere in modo pregiudiziale la struttura della manovra approvata a luglio. L’anticipo dei saldi al 2013 è positivo. Ma è necessario che – per non deprimere ulteriormente la crescita del Paese – in assenza di altri risparmi questo non si traduca, come prevede la clausola di salvaguardia prevista nella manovra, in un aumento della pressione fiscale di 24 miliardi. Penso che FLI e il Terzo Polo sul punto debbano assicurare nella discussione parlamentare il massimo della disponibilità nel massimo della chiarezza.
I nostri  problemi sono la crescita e non solo la quantità ma anche l’efficienza della spesa pubblica: non si può pensare che la soluzione possa essere quella di strangolare fiscalmente le imprese e le famiglie italiane per pareggiare il bilancio con un anno di anticipo. Sul piano politico, dove  il problema è l’affidabilità del governo, Berlusconi non può essere il premier per tutte le stagioni e per tutte le emergenze, anche quelle che sono causate dalla sua scarsa credibilità e dai suoi errori nella conduzione della politica fiscale. Questo giudizio è stato e resta definitivo, anche nel momento in cui FLI e il Terzo Polo lavoreranno senza pregiudizi e per il bene dell’Italia nella drammatica emergenza delle prossime settimane.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

4 Responses to “Anticipare gli effetti, ma migliorare la qualità della manovra”

  1. step scrive:

    Bene in questo frangente l’atteggiamento di Della Vedova (ma mi sono piaciuti anche Bocchino e Casini). Spero che questa crisi gravissima riavvicini FLI e UDC al PDL, un PDL finalmente “depurato” da Berlusconi. In questo momento sarebbe da pazzi speculare sull’emergenza finanziaria a fini meramente partitici. Non solo è doveroso, ma attualmente è anche “utile” dimostrare chi pensa veramente al bene della nazione, senza tatticismi di sorta. Da un punto di vista più ideologico-culturale, è anche l’ora di difendere le ragioni del capitalismo, al quale qualcuno vorrebbe attribuire totalmente le varie patologie in essere (come se ad esempio il debito pubblico l’avesse creato il mercato). Invito BDV a guardare ai fatti, ad attenersi soltanto ai fatti, senza farsi ottenebrare da un anti-berlusconismo giustificato moralmente ma altrettanto dannoso del berlusconismo stesso. E invito altresì BDV a continuare con coraggio la lotta anti-statalista anche nel suo stesso partito (mi sembra ce ne sia bisogno…).

  2. Elle Zeta scrive:

    Mi spiace, ma con rispetto per FLI e Benedetto continuo a pensare che anche con l’appoggio di Terzo Polo, il governo rimarrebbe inadeguato ed incapace di affrontare la situazione. Ci sono più motivi. Uno è che non conta SOLO chi fa cosa, ma anche CHI fa cosa. Pensare che lo spread italiano che ha eguagliato e superato quello spagnolo non abbia implicazioni politiche neppure sottintese, temo sia illusorio. D’altronde la sequenza dei fatti, dove c’è stata la famosa e truffaldina conferenza stampa straordinaria, attesta che il governo non è neppure in grado di prendere atto della drammaticità della situazione. Il cosiddetto dibattito parlamentare, salvo gli interventi dell’opposizione ha mostrato una maggioranza preda di un analfabetrismo economico, ma non solo, raccapricciante. Se penso a quanto detto dall’on. Moffa, mi viene da disperarmi. Aggiungo e chiudop: una maggioranza che ha ricattato il governo per aver provato a toccare gli ordini forensi, governo che ha regolarmente ceduto; un governo che ha complicato l’accesso all’ordine dei giornalisti, troverà una maggioranza all’altezza? Tutto dice di no. Già troppo lungo, mi fermo qui.

  3. lodovico scrive:

    “i nostri problemi sono la crescita e non solo la quantità ma anche l’efficienza della spesa pubblica”… caro Benedetto la politica si occupi dell’efficienza dello stato e lasci perdere la crescita dell’economia che a quella ci pensano gli imprenditori.

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