– Così come i media, nella loro stragrande maggioranza, denunciano i potenziali disastri  dell’ “effetto serra” per una parte delle nazioni, mentre ne tralasciano completamente gli insperati effetti positivi per le lande che sembravano destinate per sempre alla condizione desertica o ghiacciata (ad esempio la Groenlandia, alcune zone montane del Cile, ecc), così i giornali, le televisioni, la stessa magistratura considerano solo ed esclusivamente le possibili conseguenze catastrofiche di un possibile default dello stato italiano: ebbene non è così!

Il vero disastro in Italia ha radici lontane, nella dissennata distribuzione clientelare della ricchezza creata da capaci imprenditori negli anni del boom economico del ’60, nella progressiva conquista di sempre più vasti territori da parte di organizzazioni mafiose sempre più spavalde e che vanno a braccetto con rappresentati delle istituzioni a tutti i livelli, nella corruzione imperante, nella mancanza di senso civico che si pretende dai “Nuovi italiani” ma non dai cittadini. A questo punto è meglio resettare tutto e ricominciare daccapo piuttosto che lasciare lo stato decadere in una lunga agonia.

Oltretutto dal default dello stato  il Paese  trarrebbe vantaggi notevoli e non raggiungibili altrimenti, quali, ad esempio, un colpo mortale alle mafie che strangolano intere regioni e  sono ormai spavaldamente inserite in gangli vitali economico-sociali di ogni parte della penisola. Infatti la caratteristica che distingue le “mafie” dalla normale criminalità organizzata è il “dialogo” con le istituzioni in particolare nei momenti in cui sono maggiormente esposte alla corruzione, gli appuntamenti elettorali, da cui conseguono un devastante effetto di riconoscimento della propria “autorità” sul territorio.

Per superare la drammatica fase successiva al default sarebbe obbligatorio da parte dell’attuale governo lasciare mano libera ad un “governo tecnico” o di “larghe intese” o di “salvezza nazionale”. Governo che dovrebbe essere affidato ad una personalità di fama internazionale e più attenta a rispondere al mercato internazionale ed al dialogo con enti come l’FMI e la BCE che a fini di piccolo cabotaggio politico interno. Con conseguente forte limitazione, nei fatti, del potere politico entro i confini nazionali.

Cessato, almeno per il tempo necessario al rientro dal default, il potere delle autorità centrali italiane, e di conseguenza di quelle periferiche collegate, sostituito da poteri sovranazionali tecnico economici non soggetti a  condizionamenti elettoralistici, i mafiosi si troverebbero improvvisamente privi della sponda di riferimento che ne determina la natura stessa. Entrerebbero nell’agone della libertà d’impresa a livello globale, in un contesto di competizione non protetta alla quale non sono assolutamente avvezzi. Per anni i loro soldi sporchi sarebbero destinati ad ammuffire nei campi dove li dovrebbero sotterrare perché non avrebbero più a disposizione il circuito legale dell’economia dove riversarli.

Finirebbe lo scandalo degli appalti pubblici conquistati a suon di mazzette ed intimidazioni contro i concorrenti , con aumenti stratosferici in “corso d’opera” e con tempi biblici per terminare i lavori. Le autorità che sorveglierebbero l’Italia per il rientro dal default saprebbero di avere mesi e anni contati per far uscire l’Italia dal disastro economico, pena la ribellione anche armata da parte della  popolazione, disposta si ad accettare situazioni di limitazione della prerogative sovrane per risolvere gravi situazioni emergenziali ma solo temporaneamente. Avendo poco tempo a disposizione non si lascerebbero certo intimidire da qualche mafioso, e, fosse mai che riescono in pochi mesi/anni a fare quello che i nostri politicanti non sono riusciti a fare in decenni? Perciò non abbiate remore a comprare bund tedeschi se questo vi rende più tranquilli, non per questo sarete meno patriottici!