La Camera taglierà tutto fuorché i veri nodi politici del suo bilancio

di LUCIO SCUDIERO – Tra l’antipolitica falsa e demagogica, oltreché accomodata, della Lega Nord, e il giacobinismo strisciante dei grillini, in contesa con Di Pietro a chi la spara più logora e più rozza, c’è in mezzo l’approvazione del Bilancio interno della Camera dei Deputati. State sintonizzati su questo canale oggi, se avete voglia e tempo di conoscere le reali inclinazioni degli onorevoli deputati in fatto di indennità, diaria, portaborse e personale.

L’assemblea di Montecitorio è chiamata a pronunciarsi, con ordini del giorno, sulla nota di variazione al bilancio 2011/2013 del ramo basso del Parlamento decisa dall’Ufficio di Presidenza dello scorso 21 luglio, qualche giorno dopo l’approvazione della manovra di lacrime e sangue che avrebbe dovuto mettere in salvo le finanze pubbliche italiane (pare non sia bastata, e lo spread Btp/Bund continua a viaggiare di record in record).

La nota prevede di ridurre l’onere della Camera sul bilancio dello Stato di 150 milioni di euro nel triennio, attraverso il blocco della rivalutazione inflazionistica della dotazione finanziaria annuale, il congelamento di indennità e vitalizi parlamentari per 10 milioni di euro, la riduzione dei trasferimenti ai gruppi, il recesso anticipato dai contratti di locazione per alcuni edifici funzionali alle attività di Montecitorio e un giro di vite sulla mensa di cui fruiscono i collaboratori parlamentari. I dettagli li trovate qui.

Delle tre big issues del Palazzo – ridefinizione del regime di indennità e vitalizi, regolarizzazione dei collaboratori dei parlamentari – l’Ufficio di presidenza del 21 luglio si rimetteva alla clemenza del tempo e del buon cuore dei contribuenti, annunciando impegni da realizzare prima del bilancio 2012-2014. Vedrete oggi che piega prenderà l’impegno del rigore (che chissà come mai è sempre rinviato a dopo); ma prendete appunti del vaniloquio cui assisterete, vi torneranno utili fra qualche mese.

Abbiamo una classe politica “inetta alla vita” ma desiderosa di sopravvivere al tracollo prossimo venturo. Ciascuno dei player politici in Parlamento crede di possedere il dono della qualificazione negativa rispetto agli altri (della serie “noi non siamo quelli lì, siamo migliori”). E tutti, quindi, discettano di come misurare col bilancino promesse di sobrietà e finti tagli, quando invece sarebbe il tempo di scelte nette.

La cosa migliore, per razionalità e onestà politica, l’ha comunque fatta il Terzo Polo, presentando un ordine del giorno che impegnerebbe la Camera e vincolare i due terzi del rimborso per collaboratori (2400 euro circa su 3600 al mese) alla presentazione di documenti comprovanti l’effettiva esistenza di un rapporto di lavoro. L’altro terzo, continuerebbero a intascarlo gli onorevoli deputati (bontà loro se poi lo utilizzano, come dovuto, per compensi ai collaboratori). Oggi Montecitorio ha un tasso di lavoro nero maggiore di quello registrabile tra gli immigrati africani sotto caporale in qualche serra del Mezzogiorno d’Italia. Con quell’ordine del giorno smetterebbe.

Guardate se l’approvano. Poi controllate se lo realizzano, come promesso, al prossimo bilancio. In ogni caso, dubito che vi accontenterete, soprattutto se ripescate dal cassetto l’ultima vostra dichiarazione dei redditi e buttate un occhio sulle tasse pagate; oppure se fate un pieno all’auto. Eppure abbandonate ogni forma di invidia sociale e sforzatevi di discernere tra il giusto e il troppo. Perchè la casta fa incetta di massimalismo e lo usa come paravento. Se voi sarete indifferenti al merito delle loro scelte, loro continueranno a non scegliere. Ché tanto è uguale.


Autore: Lucio Scudiero

Classe 1986, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Quando non scrive nè edita bozze altrui studia a un master di diritto europeo, in attesa di potersi dedicare alla storia moderna, alla musica e ai classici della letteratura. E' incidentalmente caporedattore di Libertiamo.it.

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