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Sulle agenzie di rating, alla Camera va in scena l’idiozia

da Phastidio.net (titolo originale: Ultime idiozie dal parlamento) – Le agenzie di rating fanno aggiotaggio e destabilizzano il mercato dei titoli di Stato; per questo il governo italiano deve muoversi in sede europea per denunciarle alla neo costituita European Securities Market Authority (Esma). E’ quanto prevede una risoluzione approvata all’unanimità dalla commissione Finanze della Camera che chiede anche all’esecutivo una iniziativa in sede Ue per dare vita ad una agenzia di rating europea. Dei veri geni.

Tra gli impegni che la risoluzione pone al Governo: in primo luogo “contrastare in sede di Ue comportamenti sostanzialmente riconducibili ad ipotesi di aggiotaggio o simili, tra i quali alcuni recentemente posti in essere dalle agenzie di rating, suscettibili di alterare l’equilibrio e di destabilizzare i mercati finanziari e di incidere sulle condizioni di collocamento del debito, eventualmente sottoponendo la questione alla neocostituita European Securities Market Authority (Esma)“, cui è affidata l’azione di vigilanza; poi far introdurre nelle normative Ue “efficaci ed effettivi meccanismi di responsabilizzazione delle agenzie di rating nel caso in cui le loro valutazioni sugli emittenti risultino scorrette o gravemente viziate e prevedere, nel caso in cui le loro decisioni e i loro comportamenti non siano ispirati al rispetto di doverose regole di deontologia professionale, puntuali misure sanzionatorie di carattere pecuniario”.

L’aggiotaggio è diventato l’ultima spiaggia dei disperati che tentano di impedire alla realtà di fare il proprio corso. Ricorda molto quei presidenti e direttori generali di banche che smentiscono per mesi le voci di aumento di capitale, minacciando la stampa (colpevole solo di aver fatto due più due, per una volta) di denunce per aggiotaggio, salvo poi procedere a ricapitalizzare e dichiarare che “è stato un successo”. E già ce li vediamo, i pubblici ministeri italiani, sommersi da faldoni di indagine per confermare questa ipotesi di reato.

Infine, poiché le idiozie sono come le ciliegie, la risoluzione impegna il Governo ad agire affinché l’Unione europeaistituisca un’agenzia di rating creditizio pubblica e indipendente, al fine di controbilanciare il potere delle tre maggiori agenzie di rating e di migliorare il livello di concorrenza nel mercato dei servizi di rating, il quale è invece connotato da una pericolosa condizione di sostanziale oligopolio”. Oltre all’ossimoro supremo e definitivo (“pubblica e indipendente”), abbiamo risolto il problema degli oligopoli, che neppure siamo riusciti a dimostrare essere collusivi, visto quanto è variegata loro posizione delle agenzie di rating nei confronti dei singoli emittenti.

Ancora una volta: a parte gli aspetti più propriamente comici di questa “risoluzione”, le agenzie di rating sono ampiamente “dietro la curva”, cioè esprimono valutazioni che appaiono in ritardo con quelle del mercato, che spesso manco si muove di fronte a loro giudizi. Se i signori della Commissione Finanze della Camera avessero una sia pur vaga nozione di come operano le agenzie di rating, saprebbero che le stesse formulano delle previsioni, secondo premesse esplicitate. Una cosa del tipo: “se…allora”. “Se l’Italia continua a non crescere, potrebbero insorgere problemi”. Sono valutazioni, come tali basate su ipotesi.

Ogni giorno, nel momento in cui qualcuno compra o vende dei titoli o compie attività di consulenza, esprime un giudizio basato su ipotesi di andamento prospettico visto che, per i mercati, domani è ora. Per via analogica, tutte le opinioni basate su ipotesi di andamento prospettico sono quindi suscettibili di essere trasformate in notitia criminis del reato di aggiotaggio? Vorrebbero, i signori parlamentari, ricomprendere anche l’ipotesi di giudizi positivi sull’evoluzione del rating? O magari giudizi lusinghieri (buy) su singole azioni? O magari gli editoriali della Lex column del Financial Times?

Di questo passo, ogni e qualsiasi giudizio su valori mobiliari rischierebbe di ricadere nella fattispecie dell’aggiotaggio. Sui mercati calerebbe un silenzio di tomba (esteriore), di quelli che tanto piacciono alla maggioranza della classe politica (non solo italiana), ma le informazioni continuerebbero a fluire dietro le quinte. Inducendo successivamente la prossima Commissione Finanze della Camera a richiedere l’istituzione di un euro-reato per insider trading. E vissero tutto parolai e contenti. Continuate a rompere i termometri, mi raccomando.


Autore: Mario Seminerio

Nato nel 1965 a Milano, laureato alla Bocconi. Ha quasi vent'anni di esperienza presso istituzioni finanziarie italiane ed internazionali, dove ha ricoperto ruoli di portfolio manager ed analista macroeconomico, ed è attualmente portfolio advisor. Ha collaborato con la rivista Ideazione e con l’Istituto Bruno Leoni. Giornalista pubblicista, è stato editorialista di LiberoMercato, diretto da Oscar Giannino. Collabora o ha collaborato con Liberal Quotidiano, Il Foglio, Il Fatto Quotidiano, Il Tempo, Linkiesta.it.

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