– Dichiarazione di Flavia Perina, deputata di Futuro e Libertà

Con il voto della Camera sulla pregiudiziale di costituzionalità sulla modifica dell’articolo 61 del codice penale, il Parlamento italiano ha dimostrato che alla discriminazione sociale e morale della diversità sessuale corrisponde tuttora una discriminazione politica, che non ha uguali in nessun paese avanzato. Ci sono nel nostro ordinamento aggravanti legate alla “condizione soggettiva” – ad esempio etnica o religiosa – della persona offesa. Invece l’aggravante legata all’identità e all’orientamento sessuale della vittima sarebbe incostituzionale. Troppo semplice fare i libertari solo con le discriminazioni degli altri.

Purtroppo scelte come queste esprimono impliciti e a volte espliciti giudizi di valore. In questo caso, si dice che ci sono discriminazioni meno gravi di altre, e discriminati meno meritevoli di tutela. E’ un messaggio pedagogicamente disastroso, anche perché a finire ulteriormente penalizzate sono le persone oggi più discriminate, vittime di una intolleranza che molti ritengono culturalmente legittima e perfino moralmente giustificata.