Dei delitti e dei Penati

di LUCIO SCUDIERO – Nessuno si indigni se la politica fa affari col malaffare; se si fa finanziare in tutti i modi possibili e immaginabili, leciti e illeciti, dai contribuenti e dagli “amici”, taglieggiati o taglieggiatori a seconda del caso e del punto d’osservazione; se il “bene pubblico”, ohibò, è utilizzato come contropartita di una ristrutturazione domestica; se la provincia di Milano, senza motivo né raziocinio, acquista in sovrapprezzo il 15% di una società già ampiamente controllata, solo per  fare – così pare – un favore a un imprenditore amico del capo,che gliene renderà altri cento.

Perché siamo noi – o meglio voi – popolo italiano, il “mandante morale” di ogni forma di corruzione a mezzo pubblico ufficio; noi – o meglio voi – che ai recenti referendum avete votato in massa contro la “privatizzazione dell’acqua”, perché pure l’acqua restasse un “bene comune” in comune commercio tra la politica – la casta – e i suoi amici – la cricca, attribuendo alla prima il potere-dovere di scambiare con la seconda, e a proprio piacimento, la gestione del nostro liquido di base. Temevate i “profitti” – voi anime belle – più degli usuali approfittatori, per nulla atterriti dal mercimonio dei beni pubblici, già ben attestato, che sempre e solo la politica compie a fini privati. Voi che vi fidate dell’opacità connaturata al potere politico tanto da ritagliargli qualche altra zona d’ombra in cui farlo pascere e crescere, per esempio abrogando l’obbligo di gara concorrenziale, o pompando la gestione diretta dei servizi da parte dei pubblici poteri.

Sappiate – voi che probabilmente vi indignate e magari protestate e raccogliete monetine da lanciare alla prossima utile – che tutti i trafficanti di democrazia sguinzagliati in giro pel Belpaese trafficano in nome vostro, fedeli alla missione di intromettersi ovunque a cui voi li avete assegnati, dalla quale non vi risolvete né vi risolverete a sollevarli. Godrete, probabilmente, quando qualche giudice – ritenendosi interprete della Verità prima che della Legge – lo farà in vostra vece, utilizzando malamente gli strumenti che ha. Vi illuderete che tanto basti, che il repulisti violento dei governanti sia sufficiente a salvare i governati da se stessi. Non basterà, siatene avvertiti fin d’ora. Perché ne arriveranno altri, e tutti interpreteranno fedelmente la vostra indomita fiducia nello Stato Misericordioso e Mistico, che è dovunque e dovunque è in vostro nome ma non nel vostro interesse.

Dove alberga lo Stato, lì alligna il rischio di corruttela. E’ inutile brandire la questione morale, che è un effetto, se non si comprende la causa; lo statalismo spinto in cui viviamo e che più della metà degli italiani ha confermato come principio guida ai recenti referendum. Se ci pensate, quel 50% e oltre di voi che ha scelto il SI ai quesiti due e tre, è esattamente proporzionato alla spesa pubblica italiana – oltre il 50% del Pil – e alla pressione fiscale, che a quella soglia si avvicina. Tutto si tiene.

Perciò non prendetevela con Penati e Milanese e Bertolaso e Anemone prima di esservela presa con voi stessi. Prima di cacciarli – e spero lo facciate – decidete di cacciare lo Stato dall’economia, dalla società, dalle vostre vite (e morti), da voi stessi.


Autore: Lucio Scudiero

Classe 1986, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Quando non scrive nè edita bozze altrui studia a un master di diritto europeo, in attesa di potersi dedicare alla storia moderna, alla musica e ai classici della letteratura. E' incidentalmente caporedattore di Libertiamo.it.

6 Responses to “Dei delitti e dei Penati”

  1. enzo51 scrive:

    Perbacco ,che sberla!!!

    Come al solito caustico,pervasivo ma luciferino nel mettere a nudo “vizi privati e pubbliche virtù” da correggere in “pubblici vizi e private virtù”- semmai ve ne fossero!!

    OK!! Forse c’è ancora speranza per questo Paese se esistono e insistono giovani come l’articolista.

    E’ una pia speranza ma,si sa , la speranza è l’ultima a morire (se non siamo già morti!)

  2. Luca Di Risio scrive:

    Esemplare. Posso vivamente complimentarmi con te?

  3. Dove c’è lo Stato c’è corrutela, dove ci sono i privati è tutto sano? Le varie banche, assicurazioni, spa autostrade, cirio, parmalat, mediaset, cooperative (rosse bianche e verdi) aziende private che nascono per riciclare denaro della droga echipiùnehanemetta sono tutto un fiorire di trasparenza ed onesta!

    Meno male che non abbiamo dato, non solo l’acqua, i servizi pubblici in mano a chissà quale azienda di riciclo denaro criminale; per il pubblico abbiamo sempre speranza di poter cambiare le regole una volta cambiati i politici al comando, i secondi una volta acquistate le infrastrutture invece ti tengono per il collo. Esatto, grazie a noi e non a voi.

  4. Lucio Scudiero scrive:

    @Luca: grazie dei complimenti, la provenienza li rende ancor più graditi.
    @Luigi: lungi da me credere, ideologicamente, che il privato sia il luogo del sano a prescindere. Corruzione e disonestà sono fenomeni umani che attraversano ogni ambito della società. Ma prosperano nell’ombra e nell’ipocrisia, che sono due postulati dell’agire politico in generale, nel nostro Paese in particolare. Io penso che nonostante tutto i privati siano migliori del pubblico perché c’è un nesso diretto e immediato tra il loro agire e la responsabilità delle azioni che compiono. Se un’azienda fa male il proprio mestiere, il mercato la sanziona col fallimento. Nel caso di specie, dei servizi pubblici locali, dovrebbero essere le istituzioni a vigilare e controllare l’operato di eventuali concessionari. Mi pare senz’altro più ragionevole nonché una maggiore garanzia per i cittadini/utenti che controllato e controllore siano separati, che tra i due vi sia un contrasto d’interessi e funzioni che, solo, può assicurare un minimo di trasparenza. La tua speranza di cambiare le regole insieme ai politici è vana e confutata dalla realtà e dall’esperienza. Ma ne comprendo la matrice, ed è per questo che auspico l’introduzione, a scuola, di un corso obbligatorio di Public Choice. Così, per smitizzare un po’ il ruolo della politica in un paese intriso di statalismo, e vederla per quello che è, cioè un’attività votata all’inseguimento di rendite.

  5. Un momento Lucio, tu ora stai parlando di affidamento del servizio pubblico ai privati, nel caso del referendum si trattava della vendita del 40% (per intanto) e la cosa se permetti è ben diversa, direi all’opposto. Il privato, Cirio e Parmalat hanno fatto la stessa cosa che ha fatto Alitalia, poco cambia se qualcuno dei primi va in galera e i manager di Alitalia no, ma anche dire che il privato è più affidabile perché fa i conti con il mercato non è del tutto vero, in particolare quando certi mercati sono nei fatti dei monopoli (Autostrade, telefonia, TV, etc e come lo sarebbero stati i servizi pubblici dei referendum) oppure quando ci sono capitali da riciclare anche in perdita per ammazzare la concorrenza a poi imporre il predominio di mercato.

    La mia speranza di cambiare i politici e confortata dal fatto che se nel mio collegio il mio voto non serve a far eleggere un Radicale, come tanti altri delusi di tutti i partiti, voto allegramente i Grillini (ci sono cose che non condivido ma su 10 ne condivido almeno 8 e la cosa è oltremodo positiva in confronto agli altri partiti) che saranno la vera sorpresa di queste E-lezioni, ma se anche voi avete perso la speranza di cambiare la classe politica che cosa ci state a fare in una organizzazione politica?

    Il capitalimo e marcio tento quanto lo è la politica, anzi direi molto di più ed è quello che travia anche i politici che partono con buone intenzioni. Mica penserai che negli USA diventi presidente qualcuno sgradito alla casta dei grandi potentati economici? Mica davvero credi che Obama sia contro le grandi corporation? Basta vedere cosa sta facendo per l’industria del copyrigt (ACTA etc.)a danno di quello che ha affermato essere il valore più alto e che lo ha aiutato ed eleggerlo, Internet e la Rete. Quelli che non vanno bene a certa gente fanno la fine dei Kennedy, di Martin Luther King etc. E non ti crederai mica che in Italia sia diverso, cambia solo che tante cose non sono evidenti perché c’è meno libertà di informazione che negli USA, in Italia ancora non sappiamo il ruolo dei servizi segreti nel momento in cui le BR hanno cominciato a sparare o del ruolo di Marco Donnat Cattin dentro Prima Linea (decise di uccidere il giudice Alessandini, scelto a caso a suo dire, che combinazione stava indagando sul padre, tutti in procura lo sapevano ma dopo la sua morte le carte sono scomparse) e dovremo anche credere che è morto travolto da un’auto.

    Ed io dovrei avere più fiducia di costoro? Di quelli che investono i fondi pensioni in paesi del terzo mondo per derubarli, in complicità con i vari dittatori, delle loro risorse naturali sfruttando la manodopera a mo’ di schiavitù?

    Per piacere Lucio, io avrò anche le patate sugli occhi e sarò illuso che sia possibile avere migliori partiti e classe politica, ma se tu davvero fai fiducia a questo capitalismo che si è affermato vuol dire che non hai bisogno delle patate perché non hai gli occhi, non prenderla come una offesa ma piuttosto come spunto di riflessione.

  6. lodovico scrive:

    Caro Di Liberto anche il debito statale é un” bene comune”. Non comprendo, di questo “bene comune” ti vuoi liberare o preferisci mantenerlo ed aumentarlo per ” il bene comune”?

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