– (ovvero, come un paradosso linguistico rende l’essenza di un paradosso politico)

Silvio, sgravato su suolo sforzesco (scrofa semilanuta suo simbolo), successivamente suoi studi si sostentò sollazzando signorinelle su scafi sfarzosi.
Sessantotto segna sua scalata sociale: sebbene sorgente sue sovvenzioni sia sconosciuta, sbanca stendendo sobborghi su Segrate, strutture sinceramente sgraziate. Seguirono successi stellari: S.p.a., S.r.l., S.a.s…. si sussura Società Segreta Sovversiva sia stata spalleggiatrice suddetti successi. Suo solo scopo: smantellare sistema statale sostituendovisi.

Siccome suoi soldi stavano sparpagliati strutturò Supersocietà. Sarà sua svolta: sotto suo stemma (serpentone) si staglieranno Standa, supermercati, società sportiva, soprattutto suo showbusiness spopolerà. Segretario socialista successivamente scappato spianerà sua strada.
Sullo Stivale si susseguivano scandali: sgamarono senatori senza scrupoli, stavano scambiando soldi svendendo Stato.
Sorpreso Squillante spartirsi suoi soldi sporchi Silvio sospirò: “sbarre sarebbero sgradevoli”, suo secondo, sbaciucchiando Siciliani sospetti, suggerì “sarebbe strepitoso se sottoscritti sostituissero socialisti, sicuramente staremmo scialli”. Silvio: “ Scendo!”. Su Su Stivale sarà suo schieramento. Stolta sinistra sottovalutò suo strapotere: spadroneggiando sugli schermi Silvio stravinse. Sedusse spettatori seminando straordinarie speranze. Solo speranze, storia smentì sue smargiassate. Subito suo schieramento si sciolse. Salirà sul suo scranno solo successivamente sommando sentimentali Salò, secessionisti, socialisti . Sfrutterà servile show “Soglia su Soglia”: sciorinando suoi soliti sofismi sbiaditi stipulerà Statuto su scrivania. Senza sforzi sindaco sciapo sarà sconfitto. Scorrono settimane, suo strapotere si spande su Senato. Seguendo sua strategia (scampare sbarre) Silvio smarca sbirri scrivendo salvacondotti, stringendo su scadenza sentenze. Scommettiamo smetterà solo se stira? Secondariamente sancisce storica Sentenza Slava: sfratta Santoro, seguono suoi simili. Spadroneggia sugli schermi senza sosta.

Sommateci sberleffi su statisti stranieri, svilimento sistema scolastico, spazzatura sparsa sul Sud. Stessa solfa si sussegue, stagioni su stagioni. Sinistra sembra sparita se sottraiamo settantadue settimane scarsamente significative: soprintendeva Senato spietata spia sovietica (secondo Scaramella).
Stati stranieri sghignazzano scrutandoci stupiti: “Sono senza speranza”. Sembrerebbe sufficiente, sebbene, sorpresa sorpresa, seguono scandali sessuali. Soubrette scosciate si scoprono senatrici, segretarie sotto scrivanie si scoprono sottosegretarie. Si sa, Silvio si sdebita spartendo seggi, sebbene smentisca spudoratamente. Sua sposa, stufatasi, si separa. Silvio si scatena: seduce signorine sussurrando “Sono scapolo, sono settantenne, sono soldi”.  Scopre squillo Sahariana sedicenne: sono serate straordinarie. Senonché sbirri sgamano suddetta squillo scippare sua socia, subito Silvio sollecita scarcerazione. Stampa si sbizzarrisce.

Sembrerebbero susseguirsi solo scandali sessuali, senonchè simultaneamente si scatena sisma su stupendo sito storico, soprattutto su sede studentesca, scoprendo subdoli sotterfugi. Si sentono sogghignare speculatori senza scrupoli su sorte sfollati. Stronzi. Silvio sperpera soldi statali senza sistemare situazione. Stessi speculatori si sobbarcavano spese Scajola: stanze, salotti, servizi. Scajola sostenne: “Sono stupito”. Scoop su scoop, sfiducia serpeggia su suo schieramento; suoi seguaci smarriti scappano, sancendo scisma. Sembra Stivale si stia svegliando, se solo si svegliasse sinistra, Silvio sarebbe spacciato. Silvio sembra stanco, sempre sotto stress…sfera si sta stringendo. Sembrerebbe sussistere singola soluzione: Scilipoti salverà Silvio?

P.S. questo articolo in esse è ovviamente un po’ un gioco politico, e molto un gioco linguistico. Nasce dalla scoperta del fatto che un gruppo di amici (Francesca Di Stefano, Marco Jemolo ed Elena Ceccacci) hanno aperto un blog (Esse o Non Esse / Storie squisite, all’indirizzo sonons.wordpress.com) nel quale traducono in “esse” di tutto, dai proverbi alla Divina Commedia.

Il linguaggio è sempre una metafora di se stesso e del contenuto. Per dirla in accademichese: ll linguaggio è sempre metalinguistico e metaculturale. E allora ci siam detti: “si può tradurre in paradosso linguistico un paradosso politico?”
Bene, si può provare con la vita di Berlusconi, che è geneticamente ricca di S: S come Silvio, S come Stato, S come Soldi, S come Sesso, e pure S Scilipoti…
I tre amici si son messi all’opera. E il risultato è ciò che avete letto.
Se postate commenti … mi raccomando … solo ed esclusivamente in esse!