Perché non posso accettare lezioni garantiste dal ‘partito della galera’

– Perché si sarebbe dovuto “salvare” Papa dalla misura della custodia cautelare in carcere disposta nei suoi confronti dal Gip del Tribunale di Napoli e autorizzata ieri dalla Camera dei Deputati? Delle due risposte che ho sentito ripetere fino alla noia vedo, più che la forza persuasiva, l’intrinseca debolezza e parzialità.

1) “Perché è un parlamentare e la difesa della sovranità del Parlamento dal potere giudiziario avrebbe istituzionalmente imposto di votare no, a prescindere da ogni altra considerazione” – dicono alcuni.  Se però i costituenti – in nome del principio dell’equilibrio dei poteri – avessero voluto proibire in senso assoluto la limitazione della libertà personale di un parlamentare, l’articolo 68 della Costituzione, anche nella sua formulazione originaria e precedente alla novella del 1993, non avrebbe consentito alle camere di autorizzare l’esecuzione delle misure, anche cautelari, disposte da un giudice.

Se dunque le camere possono dare o negare l’autorizzazione, su che base devono decidere per il Sì o per il No? Molti colleghi della maggioranza ritengono che la Giunte per le autorizzazioni e poi l’Assemblea di Montecitorio e di Palazzo Madama siano una sorta di Tribunale del Riesame, una sede di appello rispetto alla decisione del giudice competente, e siano quindi chiamati a valutare, in secondo istanza, se sia fondata o meno la richiesta degli inquirenti.

Invece alla camere spetta “semplicemente” di accertare se la misura limitativa della libertà personale sia volta a limitare la libertà politica degli eletti e dunque di verificare e motivare la sussistenza di un fumus persecutionis. Che non può essere presupposto sulla base del fatto che, nei complicati e opachi rapporti tra giustizia e politica che segnano da tempo la storia italiana, la persecuzione c’è sempre, anche quando non si vede. In questo caso il fumus non c’era, se in altri riterremo di scorgerlo, diremo di no.

2) “Perché la custodia cautelare in carcere è una misura crudelmente afflittiva, di cui può giustificarsi il ricorso solo in casi eccezionali” – dicono altri.
E’ un argomento valido, che condivido. Lo scorso 18 maggio la Camera ha approvato una mozione del gruppo di Fli – di cui ero primo firmatario – che impegnava il governo a

“predisporre sul piano normativo un complesso di riforme – dalla depenalizzazione dei reati minori, ad una più ampia e più certa accessibilità delle misure alternative alla detenzione, dalla definizione di parametri più accessibili per la conversione delle pene detentive in pene pecuniarie, ad una più severa limitazione del ricorso alla custodia cautelare in carcere”.

Se il governo vorrà impegnarsi su questa strada,  sarò felice di accompagnarlo. Ma si tratta della strada opposta a quella che l’esecutivo ha fin qui percorso, ubriacato da una demagogia securitaria e manettara di cui il Presidente del Consiglio scopre la crudeltà solo quando ad esserne vittime sono gli “amici”. A colpi di voti di fiducia che hanno per anni “neutralizzato” le critiche di chi – come il sottoscritto – eccepiva sull’esigenza di produrre a ciclo continuo nuovi reati, aggravanti, carcerazioni obbligatorie e aumenti di pena, questa maggioranza, non il “partito dei giudici”, ha fatto della galera – e della galera preventiva in particolare – il passepartout per il successo, denigrando il “buonismo” di chi per ragioni non solo di umanità, ma di giustizia, pensava che il rapporto tra delitti e pene dovesse trovare una misura più umana e razionale.

La decisione che ha aperto le porte del carcere ad Alfonso Papa, un volto familiare, è stata dura e dolorosa anche per chi l’ha presa. Ma la galera di Papa non è diversa da quella di migliaia di persone che vanno o restano in galera per una nostra decisione e di cui poco ci preme. E non sarà diversa o migliore della detenzione nei CIE di migliaia di clanestini per i quali il Parlamento ha da pochi giorni esteso fino a 18 mesi la “permanenza” nei centri di identificazione ed espulsione.

Per questo da voi, colleghi della maggioranza, lezioni garantiste non ne posso proprio accettare. Del garantismo trasformistico che si fa tanto più intransigente quanto più riguarda gli imputati “per bene” e tanto più cedevole alle esigenze di sicurezza per la folla anonima di poveracci e sbandati che popola le carceri italiane, penso che sia un velenoso contributo all’ingiustizia.

Più di un detenuto su quattro nelle carceri italiane sta, come il collega Papa, aspettando di essere giudicato. La metà di loro sarà assolta (come spero accada a Papa). Se vogliamo occuparcene, sono pronto. Ma il garantismo non è un occhio di riguardo per i potenti e uno sguardo distratto per i pezzenti: “salvare” Papa non sarebbe stato un atto di “giustizia giusta”, qualsiasi cosa si pensi della magistratura, dei suoi errori e dei suoi orrori.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

26 Responses to “Perché non posso accettare lezioni garantiste dal ‘partito della galera’”

  1. enzo51 scrive:

    Che sberla per la Maggioranza quest’articolo!!!

  2. quindi l’ex amico Radicale, non violento, liberista, libertario, nessuno tocchi caino ma che s’inculi abele etc etc Bdv ha votato per le manette? a prescindere da Papa? ma non ti vergogni? ripeto, ma non ti vergogni? ma è forse logico che venga messa in galera una persona per essere interrogata? non la potevano interrogare anche ai domiciliari? o forse sei davvero convinto che i magistrati non lo potevano interrogare, perquisire, umiliare diversamente senza condurlo in carcere? mentre il senatore tedesco viene salvato(giustamente), proprio a dimostrare che in Italia c’è la dittatura al rovescio. come vorrei che sb si dimetesse subito, anche domani! prenderebbe, per merito anche tuo il 60% dei consensi. che delusione!
    mn

  3. involontariamente ho omesso di ricordare che Tony Negri era stato “scarcerato” dal Partito Radicale, facendolo eleggere deputato.
    mn

  4. lodovico scrive:

    “predisporre sul piano normativo un complesso di riforme – dalla depenalizzazione dei reati minori, ad una più ampia e più certa accessibilità delle misure alternative alla detenzione, dalla definizione di parametri più accessibili per la conversione delle pene detentive in pene pecuniarie, ad una più severa limitazione del ricorso alla custodia cautelare in carcere” La via maestra per correggere la giustizia italiana- la più bella, come la costituzione- ed allora perché non a dare potere ai p.m. ed ai magistrati di controllo di far ricorso a pene detentive, sulla presunzione di colpevolezza, senza nulla eccepire.Mi sembra, ma posso sbagliare, che il comportamento tenuto in aula dall’onorevole parlamentare, attento ai valori costituzionali che certamente condivide in ogni sua parte, sia coerente con la mozioni di cui é portatore.

  5. Andre scrive:

    Maralai, ma cosa dice? Sa quanti arresti avvengono ogni giorno in Italia? E quelli che non possono ricorrere a un voto parlamentare? E’ giusto che Papa non venga arrestato, non perchè innocente, ma solo perchè parlamentare? Non conosco il caso ma penso che il parlamento abbia agito super partes, ne con Papa, ne contro Papa, ha solo lasciato procedere le cose naturalmente, come giusto che sia.

  6. luciano pontiroli scrive:

    Caro onorevole Della Vedova,
    la custodia cautelare è ammessa dal codice di procedura penale entro limiti ristretti. Nella specie, sussistevano i requisiti per tale misura? se non sussistevano, il fumus persecutionis è in re ipsa.
    Il resto sono scuse: non si manda in galera un inquisito, ancorché parlamentare della maggioranza, perché altri sono in galera. Sarebbe come dire che, siccome l’ingiustizia è già diffusa, è bene diffonderla ancora di più.

  7. Piccolapatria scrive:

    Buon dio BDV che tiene famiglia e che tutto ha letto e si è edotto “sulle carte” e , lancia in resta con voce stentorea invoca le manette per un inquisito e poi si esibisce in questo scritto a difesa del suo farisaico voto pro galera e osa parlare di equità e giustizia senza un guizzo di vergogna intellettuale. Nessuno tocchi Caino, salvo quando, al politicante senza ritegno, conviene dargli addosso. Vada a scopare il mare BDV e ci risparmi questi fervorini pro domo sua! S.B. dovrebbe dimettersi, sì, lo vorrei tanto per vedere l’effetto che farebbe su di voi dopo che, abbattuto il nemico numero uno, non vi resterebbe che prendervi a botte reciprocamente. Ne vedremo delle brutte. Povera Italia in siffatte mani!

  8. ricordo che il mio ex leader Pannella, il devastatore della gloriosa Rosa nel Pugno ha digiunato sino all’altro ieri, ma poteva anche continuare, per liberare dalle carceri italiane migliaia e migliaia di cittadini in attesa di giudizio, quindi scontando galera (vorrei che la natura si rivoltasse contro chi senza la dovuta pietas causa dolore dolosamente al prossimo senza sentenze di condanna) prima ancora della senza del giudice e forse prima ancora di un interrogatorio, e poi che fanno i Radicali nominati in parlamento? Ne spediscono un altro! un altro è stato salvato anche se lui ci voleva andare benchè “innocente” per essere interrogato, piegato, fiaccato, afflitto, e presentarsi umiliato davanti al PM. mettiamo, come io auguro, che il deputata Papa risulti innocente? chi paga tutte queste gigantesche sofferenze della persona e della sua famiglia? e mettiamo che non abbia soldi sufficienti per far fronte ad un potere ENORME delle procure rispetto al cittadino, ossia di difendersi dalle accuse che gli verranno formulate in carcere, mica da uomo libero, chi paga? vorrei che pagassero coloro che l’hanno spedito in carcere. che scandalo nel vedere a gara persone che ho ammirato per il garantismo, per la difesa del prossimo dagli abusi di potere, vederlo a gara con dipiestristi a chi stringe di più le manette ai polsi a persone che nessun giudice si è preso la briga di chiedergli persino il nome ed il cognome. che vergogna!!!
    mn

  9. Lontana scrive:

    Eccellente Maralai! Condivido tutto quello che hai detto su BDV che forse vive nella luna.

  10. X->lontana; un abbraccio.
    grazie

    MN

  11. marcello scrive:

    Non c’era il fumus persecutionis. Il parlamento ha lasciato le cose com’erano e procedere il potere giurisdizionale, senza ingerirsi come ha fatto un sacco di volte.

  12. Piccolapatria scrive:

    Grazie a voi *Pontiroli *Maralai *Lontana. Per quel poco che vale la mia opinione di ex manovale radicale dei tempi che furono, saremo pure pochi ad avere una propria testa pensante ma val la pena di farlo sapere, soprattutto a coloro che hanno la saccoccia stracolma delle monetine d’infausta memoria. Buona domenica ( piove e tira vento…)

  13. Marianna Mascioletti scrive:

    Colpisce davvero come cotali e cotanti “garantisti” che si ritrovano e si riaffratellano nel loro comune “garantismo” non si siano visti minimamente quando su queste pagine si parlava del caso Scaglia.

    Eppure mi pare che il tempo per commentare non manchi loro, solitamente.
    Chissà.

    Sarà che Scaglia non aveva la tessera giusta?

    (per il resto, potrei mettermi a spiegare, ma non lo faccio perché mi fa fatica, che in questo caso il Parlamento aveva una sola funzione: decidere se Papa fosse un perseguitato politico o meno. Non aveva la funzione di decidere se il carcere preventivo sia una misura giusta o meno. La funzione di ridiscutere l’istituto del carcere preventivo la si dovrebbe svolgere con una riforma della giustizia, proprio quella che questo governo “garantista” si guarda bene dal fare, preferendo processi e prescrizioni brevi. Contenti voi.)

  14. cara Mascioletti, ma non ti mettere a scherzare con noi sul tema del garantismo. lo dico molto sinceramente. siete sprofondati persino nel ridicolo.
    mn

  15. Marianna Mascioletti scrive:

    Obiezioni nel merito di quel che ho scritto no, eh? Solo minacce da western (“Non scherzare con noi”, miiii, paura). Vabbè, sono abituata.
    (http://www.youtube.com/watch?v=1hYV-JSjpyU)

  16. Mascioletti, non fare la vittima che nessuno ti vuole minacciare. è sul merito che dovreste soltanto vergognarvi di definirvi garantisti. mandare in galera una persona, e caso ancora più grave, un parlamentare senza processo, prima ancora di essere ascoltato dai piemme, e non soltanto dal giudice. vai e segui Fini a mettere trappole sul percorso della politica anzichè esercitare super partes il ruolo che ricopre. sempre allergico alla Lega, sempre ostile all’alleanza Pdl-Lega, e adesso chi ti propone premier, Fini? Maroni! con chi vuole salvare l’Italia (e la poltrona dei neo giustizialisti)? con Rutelli e Casini! spero che SB si dimetta appena perfezionato il bipolarismo all’americana, una volta tanto caro anche a Bdv.
    mn

  17. Piccolapatria scrive:

    Cara Marianna Mascioletti, con “presunzione libertaria” mi annovero fra coloro che lei indica con non celato sprezzo nella serie “cotali e cotanti garantisti”. Nulla di nuovo: guai a essere dissenzienti e osare una propria lettura dei fatti e peggio ancora esternarla su questo sito che si picca di nominarsi Libertiamo.Ecco puntuale come il giorno dopo la notte, la solita replica disdegnosa con l’indice accusatore: “il problema e/o l’argomento e/o il soggetto è un altro…” E’ vero che il governo attuale è manchevole anche sulla riforma della giustizia e in carcere stanno soffrendo un gran numero di persone “in attesa di giudizio”. Ma questo orrore si combatte favorendo l’incarcerazione di un personaggio conosciuto per metterlo alla pari dei poveri cristi senza ribalta mediatica? O non è, invece, l’occasione per esibire il pugno di ferro contro le effettive e/o presunte malefatte governative meramente per guadagnarsi il plauso dei manettari che prima o poi voteranno? Oltretutto, si tace sempre sulla paternità duplice della legge “Bossi-Fini” che non poco contribuisce ad affollare le galere nostrane. Si lamenta che per il signor Scaglia non ci siano state altrettante voci a sua difesa. Che strana conta ha mai fatto? Quanto tempo ha potuto dedicare alla bisogna? Beata lei se io sono fra i contenti!

  18. ahahahahaha maria’ con loro nn si scherza!!!
    @piccolapatria
    io piu’ che allietarmi, mi inizierei a preoccupare, visti i soggetti da cui arrivano le lusinghe…

  19. Marianna Mascioletti scrive:

    Favorendo? Ma non è questione di favorire. Il parlamento deve stabilire se ci sia persecuzione politica, NON decidere se la carcerazione preventiva sia “giusta” o meno. Questo è un fatto. Il resto sono discorsi, interessanti, per carità, ma che non tengono conto di questo semplice fatto.

  20. Capisco, cara Mascioletti, togliersi di dosso la patacca manettara non vi riuscirà. avete fatto e sostenete vergognosamente una pagina indecorosa del parlamento “democratico” scritta anche da voi, con in testa Bdv. per quanto riguarda il “fumus” vedo che ne avete una nuvola davanti. il parlamento (ma siete davvero ignoranti!) non doveva votare per l’autorizzazione a procedere, per cui allora si la verifica del fumus persecutionis, ma sulla autorizzazione all’arresto (capito, arresto!). difatti il deputato è stato arrestato e ieri interrogato. spero che vengo liberato quanto prima e così, assieme agli altri colleghi manettari come i Radicali Italiani, che vogliono lo svuotamento delle carceri dimagrendo dai lunghi digiuni (un cappuccino al giorno mi pare anche con una pasta e non so quanti bicchieri d’acqua) ma anche il loro riempimento, potreste tutti insieme guardarvi a quello specchio della politica che anche voi invocate spesso per gli altri. scandaloso!
    mn

  21. Marianna Mascioletti scrive:

    Ma l’arresto chi l’ha deciso? I giudici. Il Parlamento doveva solo stabilire se nella decisione d’arresto ci fosse o no volontà di persecuzione politica.
    Io continuo a dire, può essere “giusto” o no, ma bisogna prendersela, in caso, coi giudici che l’hanno deciso.
    E, se le attuali norme sulla custodia cautelare appaiono ingiuste e troppo restrittive, queste vanno riformate con una riforma della giustizia. Proprio quella che questo governo garantista, che straparla da quindici anni di magistratura eversiva, non si è mai deciso a fare.

    Ripeto, contenti voi.

  22. Piccolapatria scrive:

    Cara Marianna Mascioletti

  23. Marianna Mascioletti scrive:

    @Piccolapatria, credo sia saltato il resto del commento, non credo sia responsabilità del sito, potrebbe(/-sti) riscriverlo? Mi dispiace veramente, io l’ho trovato così.

  24. Piccolapatria scrive:

    Cara Marianna Mascioletti, senza colpa nè inganno il mio intervento è svanito nell’etere…e quando non si salva lo scritto…tutto si perde… Ora non ho il tempo che avevo rubato ieri alle mie faccende ( autonome) d’ufficio per riscrivere in modo articolato il mio pensiero a proposito della mancata riforma governativa sulla giustizia. Argomento dolente e irto di ostacoli; il magistrato sindacalista Cascini, solo per fare un esempio, ebbe a dire recentemente: “Questa maggioranza non è legittimata a fare riforme sulla giustizia…” E allora, mi vien da dire, questa maggioranza, ancorchè eletta, non approderà ad alcuna riforma che non sia quella voluta dalla potente e strapagata casta – non eletta- dei magistrati (separazione delle funzioni e/o carriere; responsabilità civile del magistrato ecc..). Resistere,resistere,resistere…disse l’elegante magistrato, altissimo di censo e di figura. Poi, sento quei politici antichi e stantii ma “illuminati” da nuovo sol dell’avvenire recitare che basterebbe liberarsi di Berlusconi e mi cade ogni speranza. Cordiali saluti

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