La politica, l’antipolitica e l’eterno fascismo italiano

di CARMELO PALMA – Ciò che Sciascia chiamava “l’eterno fascismo italiano” oggi apparenta la politica e l’antipolitica. L’inclinazione ad approfittare della rovina – quando renda più del porvi rimedio – ha fascistizzato la Piazza non meno del Palazzo.

Come tra la merda e le mosche, così tra l’affarismo e il nichilismo, tra i profittatori della rendita istituzionale e i fomentatori della rivolta anti-parlamentare c’è un’implicazione necessaria, non un’alternativa. Peraltro, come ha insegnato l’esperienza di Mani Pulite, all’esecrazione degli abbuffoni segue il ricambio dei commensali.

La tavola rimane apparecchiata, anche perché il malaffare non si lega ad un eccesso di politica, ma di Stato e di governo – che sono cose diverse e per certi versi opposte. Ma anche questo equivoco, lungi dal dividere, accomuna oggi la politica e l’antipolitica, anche se da una parte lo si sublima nella retorica del “fare” e dall’altra lo si risolve nell’ebbrezza del “disfare” o dello “sfasciare”.

Per discutere con spirito di verità su quanto costi la politica e come vada pagata occorre un’idea del bene, e non solo del male. E bisogna anche accordarsi su cosa sia la politica, che non è solo il Parlamento. All’antipolitica, per trionfare, non serve invece ripristinare una misura di giustizia e di ragione, ma dilatare irragionevolmente il senso dell’ingiustizia e del privilegio. Che la politica possa resistere al risentimento facendo finta di niente non è, a questo punto, neppure da pensarsi.

L’antipolitica non si fermerà. Chi nella politica oltre alle mani in pasta c’ha anche del sale in zucca potrebbe e, a questo punto, dovrebbe cambiare registro. Alle pretese di quanti ritengono che la bonifica delle istituzioni comporti il loro commissariamento, non si può opporre una rivendicazione di rango, che per essere tale ha bisogno di essere riconosciuto, non solo reclamato. L’autonomia della politica è la capacità di darsi una regola e, quando serve, anche una regolata.

Sui costi della politica, non si può eccepire la confusione delle accuse – che su molti temi c’è e non sembra neppure innocente – senza ammettere la sproporzione tra i sacrifici che sono imposti agli “accusati” e quelli che essi impongono, quando se ne dà il caso, cioè sempre più spesso, alla generalità dei cittadini.

Grillo non ci salverà da Scilipoti e viceversa, perché sono due maschere della stessa commedia politica e, come conferma la parabola dell’agopunturista siciliano, possono anche scambiarsi la parte. Dal conformismo al trasformismo. A salvarci da un destino che sembra segnato – le monetine e poi una nuova abbuffata –  potrebbe essere chi, facendo per bene i conti del troppo e magari anche del troppo poco, iniziasse a parlar chiaro, senza necessariamente parlar male. Decidendo per l’oggi, e non solo per il domani. Tagliando onestamente dove c’è da tagliare. Che qualcuno ci riesca, è difficile. Ma qualcuno, per provare a cambiare l’aria che tira – e non è affatto una bella aria – dovrebbe almeno provarci.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

3 Responses to “La politica, l’antipolitica e l’eterno fascismo italiano”

  1. enzo51 scrive:

    Meraviglioso suggerimento per i politici : darsi da fare e cambiare registro!!
    Altrimenti…..!!
    Altrimenti ci arrabbiamo e scendiamo in piazza non per sonare la grancassa ma……

  2. Francesco scrive:

    Egr. Sig. Palma, scusi la mia scarsa cultura, ma non riesco proprio a capirla, tantomeno a seguirla nella sua analisi.
    Dove sarebbe il vulnus che Lei indica in Beppe Grillo?
    Ho visitato il sito, letto del movimento 5 stelle, a cui non aderisco perchè penso che l’Italia NON sia governabile: mi convinca che non è vero! Mi sembrano persone per bene, cittadini che FINALMENTE fanno Politica (la “P” maiuscola è intenzionale).
    La Costituzione garantisce che cittadini si uniscano in movimenti politici, e il movimento 5 stelle FA politica (E NON Grillo in quanto persona, come egli ha sempre affermato).
    Il 5 stelle non vuole il finanziamento (per altro abolito da un referendum!!!)? Si oppone agli sperperi? Fa proposte concrete? Ha sue idee sul TAV, sugli inceneritori, sui rifiuti, su… E ALLORA? Tali idee NON coincidono con le sue idee… E ALLORA?
    La prego di rispondermi ed elencare, possibilmente in termini chiari, in cosa il 5 stelle (E NON Grillo!!) è anti-politica. Antipolitica è una tautologia.. chiunque vuol fare antipolitica DI FATTO fa politica.

    Sincerely

Trackbacks/Pingbacks