Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente del gruppo di FLI alla Camera dei Deputati

Leggo dai resoconti giornalistici che il Presidente del Consiglio ritiene che io – con altri colleghi – abbia oggi tradito nel voto sul collega Papa le mie convinzioni garantiste. Non è così. Il garantismo non è un occhio di riguardo per i potenti o per gli imputati “perbene”. Una maggioranza che in questa legislatura, a colpi di voti di fiducia, ha inventato reati, aggravanti e misure eccezionali, imbracciando la retorica securitaria imposta dall’alleato leghista, non può scoprire oggi la natura “crudele” della custodia cautelare  in carcere. Sono innocenti – cioè in attesa di giudizio –  oltre il 40% dei circa 70.000 detenuti italiani.
Se il governo vorrà impegnarsi per ridurre il ricorso alla custodia cautelare, sono pronto e felice di collaborare. Ma non penso che dalle leggi dello Stato – giuste o sbagliate che siano – e dalle loro applicazioni giurisdizionali debbano essere esentati i colleghi deputati accusati di reati che non hanno nulla a che fare con la loro attività politica.