Le vostre riforme? Tasse, tasse e ancora tasse

di BENEDETTO DELLA VEDOVA –

Pubblichiamo qui il testo integrale della dichiarazione di voto finale (contrario) di Benedetto Della Vedova, capogruppo di FLI alla Camera, sulla manovra finanziaria. In fondo al testo pubblichiamo il video dell’intervento.

Signor Presidente, Futuro e Libertà per il Terzo Polo, in accordo con tutte le opposizioni, ha deciso e ha scelto di consentire un’approvazione a tempi di record qui alla Camera di questa manovra correttiva. Noi lo facciamo per spirito repubblicano e patriottico, perché amiamo l’Italia dal Nord al Sud, perché sappiamo che tutti gli italiani condividono con noi un destino comune, e questo destino comune in queste ore, in questi giorni, è messo in difficoltà dalla crisi finanziaria. Badiamo bene, non è un problema di speculazione, c’è la speculazione, ma “i mercati” sono i risparmiatori che prestano i soldi all’Italia per coprire le proprie spese. Non pensiamo che siano gli speculatori, non pensiamo di individuare un nemico facilmente colpibile, la cosa è molto più profonda. Deve essere chiara una cosa. Noi consentiamo che si dia una risposta immediata. Pensiamo che una risposta sia meglio, qui ed ora, di nessuna risposta, ma questa risposta che voi date non è la risposta che noi condividiamo. Vi garantiamo il voto immediato, ma voteremo contro. Serviva un segno di responsabilità e l’abbiamo dato. Serviva un segno di responsabilità innanzitutto per coprire la totale inadeguatezza e mancanza di credibilità di questo Governo.

Dov’è il Presidente del Consiglio? Il Parlamento, la Camera gli fa un regalo che nessun altro Presidente del Consiglio ha mai avuto, e lui nemmeno si presenta in Aula. Dov’era questa settimana il Presidente del Consiglio? Nella settimana di crisi finanziaria più grave della storia della Repubblica, peggiore di quella del 1992, il Presidente del Consiglio non ha trovato modo di dire una parola per rassicurare gli italiani e per rassicurare i mercati. Sicuramente abbiamo di fronte una crisi internazionale, che riguarda gli Stati Uniti, che riguarda l’Europa, a cui ci sarebbe dovuta essere una risposta europea (l’Europa che non c’è). Chiedo al Governo: qual è il contributo che l’Italia sta dando perché l’Europa, di cui noi siamo un Paese fondatore, sia all’altezza della sfida? Anche ipotesi formulate – penso agli eurobond – di una qualche sostanza non hanno credibilità, se vengono e quando vengono da un Governo che da dieci mesi non si prende nemmeno la briga, per incapacità o per meschino calcolo politico, di nominare il nuovo Ministro delle politiche comunitarie.

Presidente Berlusconi – se ci fosse – , lei oggi chiede agli italiani di contribuire al risanamento con provvedimenti di inusitata durezza, sul risparmio, sui redditi delle famiglie. Dopo anni di retorica vuota sulla diminuzione delle tasse noi oggi, anzi voi (noi vi consentiamo solo di farlo oggi) votate una manovra che aumenta la pressione fiscale in Italia, come mai è successo in passato. Dopo la retorica sul federalismo fiscale, che non poteva essere una risposta alla crisi di questi mesi e di questi anni (lo sapevate), voi oggi vi apprestate a votare una manovra che aumenta le tasse, che taglia col machete le detrazioni, colpendo le famiglie, le famiglie con figli a carico, tagliando la detrazione sulle spese sanitarie e sulle spese scolastiche, mettendo (ma non si poteva trovare una cosa che desse almeno il senso della novità?) i ticket sulle ricette e sulle diagnosi sanitarie.

È una manovra regressiva, che colpisce inevitabilmente chi ha meno e colpisce meno chi ha di più. Intervenite sulle pensioni, signor Presidente del Consiglio, dopo che ci avete detto che sulle pensioni non c’era più nulla da fare e che avevamo fatto tutto. Spostate le misure dal 2013 al 2014, che saranno caricate, tra le misure che c’erano prima e le misure che mettete oggi, di risparmi di 70 miliardi tutti (anzi in misura troppo larga) caricati sull’aumento delle tasse.

Mettete le ganasce fiscali che sono state un po’ addolcite, e va bene, ma continuiamo a prevedere che, se il fisco ti chiede dei soldi, tu fai ricorso e, dopo tre mesi e ancora altri 12 mesi, tu paghi anche sei hai fatto ricorso senza aspettare il giudizio nemmeno di primo grado. E, contemporaneamente, colleghi della maggioranza, volete cambiare una legge di dieci anni fa, non di cent’anni fa, che prevede che, se un’azienda viene colpita da una sentenza che impone una multa, quella sentenza non sia esecutiva nemmeno dopo il secondo grado di giudizio. Ai contribuenti (invece) i soldi li chiedete subito. Si poteva fare diversamente? Sì, si poteva fare diversamente; lo abbiamo detto tante volte. Si potevano tagliare le spese in modo più incisivo, ma bisognava averci pensato per tempo, e si poteva ridurre il perimetro dello Stato a partire dalle province, come noi di Futuro e Libertà per il Terzo Polo volevamo, e come la maggioranza ed il PD non hanno voluto.

E su questo – lo dico ai colleghi della Lega Nord Padania -, evitiamo sabato prossimo, mentre chiediamo questi sacrifici agli italiani, la pantomima grottesca del trasferimento di ministeri al Nord. Evitiamolo, fermatevi, prima che la classe politica venga ricoperta di ridicolo.
Dovevamo intervenire sulla corruzione che è fonte di sperperi del denaro pubblico. L’ha detto il collega Lo Presti questa mattina: dov’è il disegno di legge sulla corruzione? Nessuno pensa che, d’improvviso, il Presidente Berlusconi potesse trasformarsi nel mago Merlino e risolvere i problemi con la bacchetta magica.

Il problema non è che oggi, dalla sera alla mattina, voi dite agli italiani che ci vogliono le lacrime e il sangue. Il problema sono i tre anni che abbiamo avuto alle spalle, il problema è la favola che avete continuato a raccontare, fino all’ultimo intervento in quest’Aula del Presidente del Consiglio un mese fa, sul fatto che l’Italia stava bene, che non c’erano problemi. Addirittura, il Presidente del Consiglio disse che il nostro debito pubblico non costava poi così tanto in più di quanto costi il debito pubblico tedesco.

Ci avete detto di no alle riforme. Cominciate ora a parlare di privatizzazioni e liberalizzazioni, avendo perso tre anni preziosi, irridendo chi, come noi, diceva di mettere mano al programma del centrodestra, ossia privatizzazioni, liberalizzazioni, riduzione del perimetro e del costo dello Stato. Ci siamo sgolati, abbiamo detto che il rigore nei conti, se resta da solo, diventa rigor mortis per l’economia di un Paese. Oggi ci dicono che continuiamo a crescere all’1 per cento. Speriamo davvero che sia così.

Futuro e Libertà per il Terzo Polo, signori del Governo e amici della maggioranza, ha la coscienza a posto. Noi a novembre abbiamo detto che vi erano problemi economici enormi in questo Paese e che questo Governo non andava nella direzione giusta. Fermiamoci, ripartiamo, allarghiamo la maggioranza ed affrontiamo i temi economici. Ci avete detto di no. Noi abbiamo la coscienza a posto. Avete detto che senza Fini avreste fatto le riforme; eccole le vostre riforme: tasse, tasse e ancora tasse. Ve le lasciamo fare, vi consentiamo di farle subito.

In conclusione, signor Presidente, noi non chiediamo le dimissioni del Presidente del Consiglio Berlusconi. L’abbiamo fatto quando c’era la possibilità di ripartire, ci abbiamo messo la faccia, abbiamo pagato i costi. Noi oggi vi chiediamo un’altra cosa e, cioè, di prendere atto della realtà, quello che non avete fatto per tre anni dicendo che non vi erano problemi economici e che solo altri Paesi europei erano in difficoltà. Vi chiediamo di riconoscere che, prima di ricominciare ad andare bene, le cose potranno andare ancora male per diverso tempo, che c’è bisogno ancora di scelte dolorose e ce ne sarà bisogno e ci vorrà il consenso e ci vorrà l’autorevolezza. Volete andare avanti così, dilaniati dai contrasti interni e dalla questione morale che esplode ogni giorno di più? Andare avanti forti di un pugno di voti? Andate avanti, non vi giudicheranno solo i mercati, vi giudicheranno gli italiani per i problemi che lascerete.

Se, invece, prenderete atto che oggi voi da soli, con il pugno di voti di maggioranza che avete, non siete più una possibile soluzione, ma siete diventati un problema per l’Italia, allora sarà possibile mettere insieme tutte le energie politiche ed intellettuali di destra, del centro e della sinistra, le energie politiche disponibili per affrontare un periodo che sarà difficile e che richiederà scelte radicali e dolorose. Noi di Futuro e Libertà a questo, alla responsabilità di prendere decisioni difficili ed anche impopolari, quando servirà nell’interesse del Paese, a questo siamo disponibili.

***NB: Il video comincia dopo circa un minuto dall’inizio dell’intervento, ed ha una qualità piuttosto bassa, per problemi tecnici non di nostra responsabilità.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

3 Responses to “Le vostre riforme? Tasse, tasse e ancora tasse”

  1. lorenzo scrive:

    Bravo! Bellissimo intervento! Purtroppo è come sparare sulla croce rossa. Tanto non se ne va. Resisterà e non si fa vedere in giro perchè ha paura delle monetine.

  2. vogliamo sapere come ha votato alla camera benedetto della vedova; per l’arresto o per il rispetto della presunzione d’innocenza anche al parlamentare?
    mn

  3. Ripeto la domanda; l’ex Radicale, il libertario, il liberista, il liberale Benedetto della Vedova come ha votato sul caso Papa? Per le manette senza processo e senza neppure un interrogatorio e in barba alla presunzione d’innocenza? Non vorrei davvero che Bdv abbia imbracciato come un fucile mitragliatore il partito della forca.
    mn

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