La buona notizia è che Berlusconi ha taciuto

di SIMONA BONFANTE – Tremonti – è acclarato –di mercato ne capisce meno di mia madre. La quale pur non leggendo né Seminerio né il Financial Times, già nel 2008, allo scoppiare della crisi finanziaria globale, mentre Presidente del Consiglio e Ministro dell’Economia si sperticavano nell’infondere fiducia all’italico risparmiatore, reiterando il pressapochistico concetto che le nostre banche sono solidissime, e poi vuoi mettere il risparmio privato, ecco, appunto a mia madre il sospetto era venuto che proprio il suo risparmio privato potesse prima o poi finire giù per lo sciacquone. Perché, da risparmiatrice privata appunto, il mood del mercato lo coglie – ché non bisogna mica essere maghi, poi. E da buona madre di famiglia, i risparmi di una vita ha provveduto a metterli al riparo dalle comprensibilmente possibili mire predatorie degli investitori professional. E poi dicono che il mercato è roba da avvoltoi. Cioè, lo dice Tremonti che, appunto, col mercato ha un mai risolto conflitto tutto suo.

Si ostina a credere, ad esempio, che a far stappare champagne agli investitori sui nostrani titoli sovrani bastino le sue manovrette coi saldi apposto. Acclarato che i saldi saranno pure apposto, ma solo perché a fronte della spesa – che a dispetto dei tagli, continua a crescere – a saldare i conti sono appunto le entrate che aumentano pure loro, certo, ma solo perché il governo mette le sue ipocritamente insaziabili manone nelle tasche degli italiani prendendo loro il prendibile, togliendo loro il risparmiabile, negando loro il defiscalizzabile.

Ora, secondo voi, ai mercati, sta manovretta cosa dirà? Che l’Italia si avvia sulla strada di una crescita pazzesca? Che gli anchilosanti tentacoli del mostro pubblico ne risulteranno tagliati d’emblée,  e di conseguenza limitati – se non del tutto rimossi – gli ostacoli al libero intraprendere ed al libero produrre? Che i blocchi corporativi fascisticamente rivitalizzatisi nel ventennio secondo-repubblicano, con sì impetuosa determinazione manco fossimo nell’anno del revival, abbiano finalmente preso il cammino verso la meta che più si confà loro – e cioé la sparizione? Seeee.

Ecco, dal punto di vista della buona madre di famiglia – cioè vedendo le cose come le vede lo ‘speculatore’ medio – l’aspetto positivo di questa drammaticissima circostanza che ha portato ad una emergenziale tregua parlamentare è il silenzio di Berlusconi. La personale non-credibilità politica del quale è stata oggettiva con-causa della impennata di sfiducia che ha portato i detentori del nostro debito a farsi pagare di più il rischio di scommetterci dané – i loro – sull’affidabilità della nostra tenuta.

Che sia lodato Iddio per il fatto che i satelliti che gli ruotano attorno, al sé-dicentesi Capo del Governo, abbiano assunto la temeraria – ma salvifica – inziativa di imbavagliargli le fauci, impedirgli di sproloquiare (sui giudici comunisti che gli hanno rubato la roba, per dire), ché il pensiero berlusconiamente esternabile è quello che è, e bene al paese non l’avrebbe fatto davvero.

E sapete allora cosa ho l’ardire di farmi balenare per la capa? Una parolina di apprezzamento per Tremonti che, in fondo, ha avuto l’onestà di ammetterlo in aula che è l’inaffidibilità politica la ragione che ci ha reso bersaglio di quei bizzarri personaggi che trattano i nostri soldi. A chi si sarà mai riferito!


Autore: Simona Bonfante

Siciliana, giornalista free-lance e blogger, si è fatta le ossa di analista politico nei circoli neolaburisti durante gli anni di Tony Blair. Dopo un periodo in Francia alla scoperta della rupture sarkozienne, rientra in Italia, prima a Milano poi a Roma dove, oltre a scrivere per varie testate online, si occupa di comunicazione politica e lobbying 2.0.

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