Eugenia Roccella non sa, e nemmeno sa di non sapere

– Chi legge Libertiamo, sa che da queste pagine preferiamo le analisi ai corsivi corrivi, i dati e i fatti alle ideologie.
Ciononostante, benché non ci appartengano gli attacchi personali, gli accanimenti e i rancori individuali, ci sono situazioni in cui è difficile non “puntare il dito”; soprattutto quando si verificano eventi e si ascoltano dichiarazioni che palesemente rivelano le competenze lacunose e l’inconsistenza politica e critica di determinati individui.

Succede, per esempio, che un’ex-militante radicale (di cui non faremo il nome), femminista convinta della prima ora, folgorata sulla via di Damasco, si converta al c.d. “Partito dell’Amore”, diventi editorialista dell’Avvenire, e venga nominata sottosegretario prima al Welfare, poi al Ministero della Salute.
Un percorso culturale articolato, in effetti affascinante, che magari potrebbe basarsi su rinnovate convinzioni etiche, arricchite da importanti incarichi istituzionali (ebbene sì, siamo ottimisti).

Eppure tale sottosegretario, tra il 2010 e il 2011, veniva querelata per aver dichiarato in una trasmissione televisiva, l’inesistenza di una sentenza della Corte Costituzionale che permette in Italia la diagnosi pre-impianto, ai fini della procreazione medicalmente assistita.
Stranamente, la nostra parlamentare ignora la querelle giudiziaria lunga e fortemente rinnovatrice che ha caratterizzato uno degli aspetti più problematici della legge 40; senza considerare la Convenzione di Oviedo, ratificata nel 2001 dall’Italia, che, nel regolare i diritti dell’Uomo e la Biomedicina, definisce legittimi i “test predittivi…per fini medici o di ricerca medica” (art.12).

Inoltre, l’onorevole in questione ha sostenuto recentemente, nel dibattito per l’approvazione del c.d. testamento biologico , che il principio del consenso informato non è ancora stato recepito in Italia a livello legislativo, fingendo di non sapere che l’art. 6 della legge 40 e l’art. 30 del Codice di Deontologia Medica definiscono l’istituto, da tempo recepito anche dalla magistratura nazionale.

In altre parole, c’è un sottosegretario alla Salute che o ignora del tutto aspetti ed evoluzioni della materia inerente il suo dicastero, oppure finge di non sapere, diffondendo messaggi e dichiarazioni fuorvianti, non aderenti alla realtà dei fatti.
In entrambi i casi, purtroppo, il risultato prodotto è una nociva e ostile disinformazione, che disturba la corretta dialettica politica, e che impedisce un dialogo costruttivo tra le rappresentanze istituzionali e la società civile.

Il nostro augurio, la nostra speranza è che possano esaurirsi queste dimostrazioni “sofiste”; che nei dibattiti bioetici, economici, energetici, etc. si possa ritrovare la sana cultura del confronto e della conoscenza, presupposti irrinunciabili per una consapevole ed edificante crescita delle coscienze individuali.

A modo nostro, continueremo a fare della sana informazione, alimentando il dibattito nella misura più corretta: scegliamo di diffondere dati reali su cui riflettere, piuttosto che realtà immaginarie, per convincere gli altri a ragionare come noi.


Autore: Francesco Scordo

Nato a Roma nel 1988, è un Ex-Allievo della Scuola Militare Nunziatella, oggi studente presso la facoltà di Giurisprudenza dell' Università Roma 3.

2 Responses to “Eugenia Roccella non sa, e nemmeno sa di non sapere”

  1. Roccella, che personaggio squallido !!!!!

  2. Elle Zeta scrive:

    Capisco il senso di rispetto, ma quando c’è gent incompetente che fa del male al paese e tratta i cittadini da sudditi, bisogna indicarla a dito, contestarla punto per punto perchè i cittadini siano avvertiti di chi straparla, mente, inganna o peggio. E’ un atto dovuto, un’autodifesa.-

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