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Inutile illudersi: la manovra non basterà

di PIERCAMILLO FALASCA – Se pure i suoi contorni fossero nitidi e le misure già definite, e non lo sono, la manovra finanziaria del Governo per il prossimo triennio sarebbe comunque insufficiente a mettere in sicurezza i conti pubblici italiani. L’aumento dello spread degli ultimi giorni ha assorbito una frazione rilevante dei risparmi di spesa auspicati, mentre l’instabilità politica e l’assenza di riforme strutturali – capaci di mostrare ai mercati un impegno politico credibile per la crescita – rendono di fatto inutili le mere correzioni di spesa e l’aumento delle entrate fiscali. Le quali, peraltro, avranno effetti depressivi sui consumi e inibiranno la produzione di reddito, il risparmio e gli investimenti.

Roberto Perotti e Luigi Zingales, dalle pagine del Sole 24 Ore, hanno recentemente chiesto al Governo e al Parlamento di approvare subito un piano per il pareggio di bilancio totale, al lordo degli interessi. Preferire i conseguenti effetti depressivi alla catastrofe del default è razionale, ma questo esecutivo e questa maggioranza avrebbero la forza necessaria? No, con ogni probabilità. Servirebbe il concorso delle maggiori forze di opposizione e forse un nuovo governo, con una leadership tecnica e stimata all’estero.

E’ una pia illusione, da parte di Berlusconi, cercare una “sintonia” sull’attuale manovra, con le opposizioni che presentano pochi emendamenti e il Governo che prova a recepirne qualcuno, per bon ton. Non sarà sufficiente. Chi ha speculato politicamente sull’Italia (altro che gli speculatori finanziari!) è il vero artefice dello stato delle cose. Chi dal Governo provava – a mezzo TG1 – a convincere gli italiani che stavano “messi meglio degli altri” oggi ha sulle proprie spalle la responsabilità dello spread che cresce, dell’economia che arranca, dei giovani disoccupati, dei risparmiatori espropriati. E il centrosinistra – che anziché opporre una piattaforma di proposte serie al Paese, appena un mese fa si beava con i referendum sull’acqua pubblica e il nucleare – non è esente da colpe.

Sta crollando la Seconda Repubblica e con essa la baracca sprecona e inefficiente dello Stato italiano: abbiano lor signori la decenza di accorgersene.

Che fare? Domanda legittima. La risposta più concreta, ma anche la più visionaria, la offre Phastidio.


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

One Response to “Inutile illudersi: la manovra non basterà”

  1. Massimo74 scrive:

    Si continua a non capire che il paese non ha bisogno di manovre ma di riforme.L’economia non cresce da troppo tempo e senza crescita non c’è modo di risanare i conti dello stato.I tagli sono indispensabili(parlo di tagli reali alla spesa pubblica,non i finti tagli di tremonti)ma da soli non bastano per creare quel circolo virtuoso indispensabile per permettere all’italia di cambiare rotta e incamminarsi sulla strada della crescita e dello sviluppo.
    Bisogna ridurre le tasse abolendo i finanziamenti a fondo perduto,che valgono circa 44 miliardi di euro all’anno e che non hanno mai creato alcuno sviluppo,poi bisogna liberalizzare l’economia abolendo le corporazioni e gli ordini professionali che frenano la concorrenza in molti settori,inoltre ci vuole un piano di privatizzazioni che permetta di ridurre lo stock del debito pubblico facendoci risparmiare sensibilmente sugli interessi che ogni hanno dobbiamo pagare ai detentori dei titoli di stato(interessi che sono destinati ad aumentare con l’aumento dello spread tra btp e bund).
    Purtroppo la manovra del governo non contiene nulla di tutto ciò e anzi va ad aumentare le tasse sul risparmio con la conseguenza che ci sarà un ulteriore contrazione degli investimenti e quindi una contrazione del PIL.Questo siglifica anche che il rapporto deficit/PIL e debito/PIL aumenterà,rendendo necessaria un ulteriore manovra correttiva.

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