Se loro si accontentano di poco, noi non accontentiamoci di niente

di CARMELO PALMA – Se Urso, Ronchi e Scalia si sono accontentati di poco – che la ditta berlusconiana cambiasse intestatario, senza peraltro mutare ragione sociale – spero che dentro Fli non ci si accontenti di niente, rallegrandosi della loro marcia indietro come di un passo avanti nella direzione “giusta”. 

Che il tira e molla si sia concluso come era purtroppo scontato – le cose scontate sono sempre sbagliate – è un dato di chiarezza, ma non di novità, né di forza. I problemi di Fli e del Terzo Polo non dipendevano prima dalle macchinazioni degli infiltrati e non scompariranno oggi con la dipartita dei fuoriusciti, come secondo una logica un po’ troppo gruppettara ci si potrebbe consolare.

Se la presenza non era un intralcio, l’assenza non sarà un sollievo. Dispiace –  a me, sinceramente, tantissimo – che abbiamo passato gli ultimi i mesi ad osteggiare i cedimenti a sinistra, per finire essi stessi col cedere al richiamo della foresta berlusconiana.

La competitività di FLI e del Terzo Polo non è però né dipendente né correlata al grado di ostilità dimostrata – e demonstranda – verso ciò che del berlusconismo rimane, una sorta di bullismo politico-istituzionale, e poco altro. Per il Terzo Polo disdegnare le lusinghe del Cav. è necessario, ma non sufficiente. Lo è altrettanto (almeno altrettanto, ma forse di più) non rinnegare le ragioni – la speranza di una rupture riformatrice, annunciata e mai consumata – che hanno resa la Seconda Repubblica berlusconiana et pour cause.

Se nel bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto si può vedere –  in modo altrettanto legittimo – con soddisfazione o inquietudine il rapporto tra ciò che c’è e che manca (perché non è una questione di misura, ma di prospettiva) non ci si può semplicemente rallegrare o preoccupare del pieno o del vuoto altrui, senza badare al proprio. Per fare del Terzo Polo una coalizione capace di succedere al Caimano e non solo di sopravvivere alla fine della sua parabola politica non c’è più molto tempo.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

4 Responses to “Se loro si accontentano di poco, noi non accontentiamoci di niente”

  1. inutile scrive:

    Continua ossessione Berlusconiana accecatrice di ogni visione.
    Ora il FLI è più Liberale o meno?
    Onestamente Briguglio Granata sono più liberali di Urso e Ronchi?
    Capisco che bisogna essere uomini per ammettere i propri errori, ma provate a copiare da Urso e Ronchi.
    Credete nel bipolarismo? Credete di esser alternativi ai social-democratici?
    Se si, l’unica risposta è stare nel centrodestra a lottare per le proprie idee nell’umiltà però del proprio peso elettorale.
    Questa è democrazia avanzata occidentale.
    Il resto è politica di bassa bottega

  2. lodovico scrive:

    Non mi occupo di politica ma di idee. E mi sembra che in questo momento ne circolino poche, anche da parte del FLI.

  3. puzzailsignorvincenzo scrive:

    L’elettorato non ha capito il Terzo Polo, c’è poco da fare, passata l’occasione di fare cadere il governo a dicembre il progetto s’è dissolto, Fini stesso non si spende, certo lo strappo un peso l’ha avuto, il centro destra è piu debole, ma finchè c’è Berlusconi non c’è spazio per un terzo polo, l’Italia resterà bipolarista e spaccata su una persona.

  4. inutile scrive:

    Il FLI è nato come movimento per migliorare il centro-destra.
    Invece si è rivelato un cavallo di Troia per fare un’opposizione fissa a Berlusconi e al governo (quindi poco credibile da chi ci ha vissuto insieme dormendo per 16 anni).
    Anche oggi un altro europarlamentare lascia il FLI.
    Ormai tutti scappano, rimane Fini che ha creato il FLI per tenersi la sua poltrona presidenziale e 4 gendarmi che finalmente possono avere qualche comparsata televisiva come le veline.
    Il resto è nulla!

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