Forza Scilipoti

di SIMONA BONFANTE – Allora, la normetta salva-Fininvest non ce l’ha messa lui, anzi. La volevano gli altri, tutti – Tremonti, Calderoli… è stato lui a doverne raffreddare gli ardori. E manco la missione in Libia voleva. Macché, gliel’hanno imposta gli altri, pure quella – l’Onu, la Nato, il Quirinale, il Parlamento.  E la manovra? Boh, sentite Tremonti. E la crescita? Non spetta mica a lui che, da Presidente del Consiglio, ha già tanto da fare per tutelare gli interessi dell’alter sé – quello che non dimentica di essere, più che imprenditore, propietario.

E le divergenze di strategia nella maggioranza? Falsità, fango
. Ditemi una cosa – dico una – sulla quale il governo non esprima più che concordia. Verifichiamo? E verifichiamo: prendete uno a caso della maggioranza e chiedetegli, a bruciapelo, se convenga o no con l’affermazione seguente: “Brunetta è un cretino”. Ecco, fate la prova, vi risponderà: sì, convengo. E voi giornalisti, che dite  che non c’è accordo, che non c’è identità di vedute. Falsità.

Così Berlusconi trasforma la presentazione di un libro nell’autobiografia di un’epoca. Il libro in sé – “Il re dei peones” – d’altronde, si presta. È quello vergato (confidiamo non di suo pugno) dall’onorevole, responsabilmente ex Idv, Domenico (detto Mimmo) Scilipoti.

E Mimmo, l’epoca in questione, la incarna e chiude con esemplare essenzialità. Perché se il Presidente, dell’epoca suddetta, è autore più ancora che protagonista, ebbene Scilipoti, anche lui (o forse, solo lui), di quell’epoca è un po’ l’alpha (proto-manipulitesca) ma anche l’omega (uni-garantista). Anche lui, per dire, sa ormai cosa significhi vedersi perseguitato, assediato, disonorato, umiliato e offeso. E per cosa poi? Per la cattiveria, la malafede, la violenza dei nemici – che, poi, nemici: sono loro che si vogliono sentire così. Loro che gettano fango senza neppure chiedersi chi sia davvero il bersaglio.

Questo Scilipoti, ad esempio: ma chi sarà mai costui? E ce lo dice lui stesso, chi è. Ce lo dice così, in terza persona. È – questo Scilipoti – uno che non entra in politica (con l’Idv) per mandare via Berlusconi ma per fare del bene al paese. Uno che, appena conosciutolo, il Presidente, gli parla 10 minuti, ma mica di poltrone: di anatocismo, gli parla, di medicine non convenzionali; e il presidente, che Iddio l’abbia in gloria,  non esita un secondo a replicare: Mimmo fa’ tutto quello che ritieni giusto fare, per il bene del popolo.
Ed eccola la parolina magica, quella che fa scattare la responsabile folgorazione ed attivare il trapasso, dagli scranni di Di Pietro a quelli di Cosentino: il bene del popolo.

Perché, questo Scilipoti, sempre e solo quello – il bene del popolo – ha avuto in testa. Lui, il politico, che al popolo apre le porte di Palazzo Marini. Lui che presenta non si sa più quante interrogazioni parlamentari e redige una cifra di leggi, a prima firma, mica da secondo; e tra queste, ne menzioniamo solo due: la Disciplina dell’esercizio della professione di naturopata, e la Delega al Governo per la disciplina del noleggio di opere d’arte di proprietà dello Stato.
E questo Scilipoti, poi, è il professionista che esegue 22000 visite nelle favelas brasiliane, scrive 12 libri 12, merita la medaglia Tiradentes della cittadinanza carioca e la Petra Ernesto conferitagli dallo Stato di Rio de Janeiro per il lavoro svolto a beneficio dei bambini poveri del Brasile. E poi ancora, questo Scilipoti, è l’uomo: l’orfano di padre a 14 anni che a 18 fa il tassista per pagarsi i libri di seconda mano. È questo lo Scilipoti che, nel Presidente Berlusconi, riconosce – con colpevole ritardo, ammette – il martire che l’Italia intera dovrebbe ringraziare.

Queste cose, di Berlusconi, riesce ormai a dirle solo lui, “questo Scilipoti”, il re, appunto, dei peones. Ieri, accanto a quel Berlusconi, che re – un tempo – lo è stato anche lui, beh...


Autore: Simona Bonfante

Siciliana, giornalista free-lance e blogger, si è fatta le ossa di analista politico nei circoli neolaburisti durante gli anni di Tony Blair. Dopo un periodo in Francia alla scoperta della rupture sarkozienne, rientra in Italia, prima a Milano poi a Roma dove, oltre a scrivere per varie testate online, si occupa di comunicazione politica e lobbying 2.0.

One Response to “Forza Scilipoti”

  1. ho appena appreso che in tre vi abbandonano; stai a vedere che a benedetto della vedova non rimane altri che bocchino.
    mn

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