Le municipalizzate come le Province. Tanto rumore per nulla

– Spoil system contro spoil system a Milano. Letizia Moratti, sul fine mandato, voleva piazzare i suoi assessori Bruno Simini e Maurizio Cadeo all’Amsa, la municipalizzata dei rifiuti, ma un parere legale negativo (legato all’incompatibilità tra funzionari pubblici e incarichi nelle municipalizzate) aveva bloccato le nomine.

Con l’amministrazione Pisapia, la prima nomina è stata proprio quella del presidente di Amsa. La persona scelta, Sonia Cantoni, è direttore generale uscente di Arpa Toscana, ma anche ex assessore del centrosinistra a Sesto San Giovanni, comune dell’hinterland milanese, dal 2002 al 2005.

Ed è di questi giorni un’altra notizia. Il nuovo dg del Comune, Davide Corritore. vuol fare il punto dei costi delle municipalizzate, che sono Mm, Sogemi, Milano Sport, Milano Ristorazione e Amat. Tre di queste cinque, sia chiaro, non godono di buona fama. Sogemi, che gestisce i mercati generali, è spesso sull’occhio del ciclone per le infiltrazioni della ndrangheta nell’Ortomercato. Milano Sport è in vista di chiusura (col sì della Lega). E su Milano Ristorazione le polemiche sono ormai a 360 gradi.

Casus belli, le voci secondo cui nelle cinque società si stia per scatenare un giro di assunzioni dirigenziali e promozioni interne. Blocco temporaneo delle assunzioni, dunque, immediatamente applicato: Pier Maran, assessore alla mobilità e all’ambiente, ha di fatto bloccato (intervenendo all’assemblea dei soci) l’assunzione del nuovo capo del personale di Mm.

Una buona notizia? Certo. Sempre che non si traduca, appunto, in spoil system di opposta bandiera. Ma sembra che nessuno sia interessato al nodo più profondo, ovvero fino a che punto abbia senso mantenere in vita le municipalizzate come fornitrici di servizi pubblici. Sottile è il confine tra lo Stato erogatore di pensioni, sicurezza pubblica o pronto soccorso e lo Stato produttore di panettoni. Senza pretendere il massimo (cioè lo Stato meno che minimo), occorrerebbe, proprio mentre si scattano virtuali fotografie per capire lo stato dei conti delle municipalizzate, uno sforzo in più, che nessuno si pone il problema di effettuare: né la giunta di Pisapia, esplicitamente ancorata all’idea del servizio pubblico gestito sempre e comunque dal pubblico, né l’opposizione di centro-destra, che come abbiamo visto ha tentato anche in extremis di usare le nomine pubbliche per parcheggiare i suoi amministratori.

Lo sforzo in più, che bisognerebbe invece fare, è una seria analisi di ciò che è rottamabile, e iniziare a rottamare. Sia chiaro: non parto dal principio che il pubblico non può e non deve gestire nulla. Parto dal principio che molto spesso dà prova di non esserne capace. Molte municipalizzate sono di fatto teatro di sprechi enormi sia sul fronte della spesa corrente sia su quello della distorsione dei mercati in cui intervengono. Un pasto per i bambini di una scuola non può costare il doppio di un pasto al bar a parità di materie prime. Il gestore di un bar non potrebbe permettersi di buttare via, a fine giornata, il 40% del cibo che ha preparato: non si vede perché continuare a permetterlo a una municipalizzata.

Il Comune potrebbe fare la sua parte per tagliare, razionalizzare e magari privatizzare i servizi perfettamente gestibili dal privato, come i pasti ma anche altri; ma siccome le municipalizzate sono anche un terreno di oggettive (e basse) manovre politiche, è meglio che a imporre un giro di vite ci pensi lo Stato. In questi stessi giorni l’occasione c’era: una manovra da 47 miliardi spalmati su qualche anno.

Naturalmente è andata sprecata. Eppure siamo certi, anche senza avere a disposizione calcoli precisi da sottoporre ai lettori, che nell’oceano della gestione pubblica e monopolistica dei servizi ai cittadini si sarebbero potuti trovare ampi margini di tagli alla spesa inutile, e magari si sarebbe potuto intervenire per una riforma liberalizzatrice.


Autore: Massimiliano Melley

Nato a Milano nel 1975, si è laureato in Scienze Politiche a Milano e ha conseguito un master in Spettacolo Impresa Società alla Bicocca (facoltà di Sociologia). Ha scritto di politica lombarda ed estera su "L'Opinione" e attualmente collabora con il quotidiano online "Milano Today".

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