di CARMELO PALMA – Non è una norma “ad aziendam”. E’ l’autoscatto più realistico e impietoso del potere berlusconiano, che nella buona sorte poteva sfidare il conflitto di interessi, rivendicandolo perfino con un sovrappiù di trasparenza e di improntitudine e nella cattiva è ridotto a trafficare con le norme come gli imbroglioni fanno con i conti, rovinandoli nel tentativo di aggiustarli.

Berlusconi sa bene che il suo patrimonio, non la sua persona ha più da temere dal declino del berlusconismo. Le invenzioni dei suoi avvocati potranno pareggiare l’accanimento dei suoi accusatori e risparmiargli la condanna dei tribunali. Ma il trasloco da Palazzo Chigi, che è ormai questione di mesi, e neppure di anni, lascerà la sua “roba” in balia degli eventi. Non solo degli “espropri proletari” che i suoi avversari politici tornerebbero a minacciare. Ma soprattutto del mercato. Che lui stia dove sta, nella stanza dei bottoni, non serve ormai al governo dell’Italia, ma solo alla governance di Mediaset e di Mediolanum.

Questa norma taciuta – a quanto pare – al potentissimo Tremonti non passerà la nottata. Qualunque persona di buon senso – non di onesta intenzione, ma di lucido intelletto – avrebbe capito in anticipo che, per il fatto di nasconderla, la si sarebbe fatta scoprire con irrimediabile scandalo. Berlusconi ci ha provato comunque e le prenderà sonoramente, come chiunque sfidi, per frustrazione, un nemico troppo più forte o confidi nel consiglio di chi troppo guadagna dal dargli comunque ragione. Aveva ragione Veronica, chi gli sta accanto non gli vuole bene.

Alla fine, il Cav. sarà costretto a rinnegare il fine e e a rimangiarsi il fatto, a dichiararsi estraneo e disinteressato, come sempre fa nelle cose in cui è più coinvolto. Soprattutto le sue. Ha già mandato avanti Frattini, che nel difendere una norma  “di ordine generale e non particolare” delinea un exit strategy per quando, tempo qualche ora, non si potrà che ammettere la sua insostenibile e “involontaria” particolarità. Del resto, aggiunge Frattini, della norma “non si è parlato in Consiglio dei Ministri”, che è cosa interessante, visto che per essere arrivata al Quirinale, da quel consesso dovrebbe essere uscita, non da una delle “cucine” di Palazzo Chigi.

Il berlusconismo finirà così. Con un Frattini qualunque ad annunciare una pausa di riflessione, e sullo sfondo le immagini del fuggi fuggi.