Appello in difesa del risparmio: aumentare il prelievo fiscale è un errore fatale

– SOTTOSCRIVI – L’Italia appare, drammaticamente, sempre più come un paese che sta divorando se stesso ed il proprio futuro, incapace di produrre valore e costretto ad erodere la ricchezza accumulata: le rilevazioni della Banca d’Italia mostrano inequivocabilmente come la capacità di tenuta degli italiani come società ad elevato tasso di risparmio sia messa in grave affanno dalla crisi, che costringe a ricorrere ai risparmi per fronteggiare l’insufficiente sviluppo di occupazione e reddito. Se questo è lo scenario, l’inasprimento della tassazione del risparmio che il Governo è intenzionato ad includere nella manovra di finanza pubblica per il prossimo triennio appare quanto mai inopportuno.

Elevare dal 12,5 al 20 per cento l’aliquota della cedolare secca sul risparmio potrebbe essere una scelta accettabile, se ciò fosse parte di una più generale revisione del sistema fiscale finalizzata ad una maggiore omogeneità tra le aliquote sulle varie tipologie di reddito. Tuttavia, considerata l’elevata pressione fiscale italiana, ciò sarebbe possibile solo accompagnando all’aumento dell’aliquota sui redditi da capitale una contestuale diminuzione delle altre imposte sui redditi da lavoro dipendente, autonomo e d’impresa. Non è quanto sta avvenendo, essendo la riforma dell’imposizione delle diverse forme di reddito affidata ad un disegno di legge delega, mentre i provvedimenti sul risparmio produrrebbero i loro effetti giuridici ed economici nel breve periodo.

Ancora, la decisione del Governo di procedere al quadruplicamento dell’imposta di bollo sui depositi titoli, portandola a 120 euro annui, rappresenta una ingiustificata vessazione a carico dei risparmiatori. Trattandosi di un balzello in somma fissa, che prescinde quindi dalla consistenza del portafoglio di titoli posseduti, la misura finisce con l’intaccare pesantemente non solo il rendimento nominale degli impieghi del risparmio, ma anche quello reale dei piccoli risparmiatori, configurandosi come una vera e propria patrimoniale a loro carico. In un periodo storico caratterizzato da tassi d’interesse molto bassi, spesso inferiore a quello di inflazione, la super-imposta di bollo finirà col produrre – per i piccoli e piccolissimi risparmiatori –  rendimenti reali ancor più marcatamente negativi, penalizzando quel risparmio che è alla base della crescita di lungo periodo di un paese, e che la nostra Costituzione esplicitamente tutela, all’articolo 47. Una tale imposta si configura quindi non solo come una vera e propria patrimoniale, ma addirittura come una riedizione moderna di “testatico”, l’imposta capitaria medievale, la forma più regressiva ed odiosa di imposizione. In questo senso la versione ufficiale della manovra, contenuta nel testo inviato al Quirinale, rappresenta un ulteriore ed ancora più grave forma di accanimento nei confronti del piccolo risparmio, con un’imposta di bollo sui dossier titoli che dal 2013 sale a 380 euro per importi eccedenti i 50.000 euro, con uno sconcertante “gradone”.

Anche la scelta di mantenere la cedolare secca sui titoli di Stato al 12,5 per cento in luogo del nuovo e più elevato livello del 20 per cento rappresenterebbe una inopportuna discriminazione a favore del deficit pubblico e a scapito degli impieghi nel privato: si tratterebbe di una misura evidentemente distorsiva (disincentiverebbe gli investimenti nei settori che più contribuiscono a ”fare” il PIL), volta illusoriamente ad agevolare il classamento dei titoli di Stato presso i risparmiatori italiani.

Gli estensori di questo appello invitano il governo e le forze politiche a riflettere sull’opportunità delle misure in esame. I conti pubblici italiani hanno bisogno di interventi severi di riduzione di spesa, possibili e opportuni intervenendo nelle sacche di inefficienza e rendita che in essa si annidano: eludere i sacrifici e illudersi di “fare cassa” inasprendo la tassazione del risparmio sarebbe un errore fatale per le prospettive di crescita del Paese.

Benedetto Della Vedova, capogruppo di FLI alla Camera dei Deputati e presidente di Libertiamo

Mario Seminerio, economista e titolare del blog Phastidio.net

Ugo Arrigo, docente di Finanza Pubblica presso l’Università Bicocca di Milano

Alessandro De Nicola, avvocato ed editorialista del Sole 24 Ore


Autore: Mario Seminerio

Nato nel 1965 a Milano, laureato alla Bocconi. Ha quasi vent'anni di esperienza presso istituzioni finanziarie italiane ed internazionali, dove ha ricoperto ruoli di portfolio manager ed analista macroeconomico, ed è attualmente portfolio advisor. Ha collaborato con la rivista Ideazione e con l’Istituto Bruno Leoni. Giornalista pubblicista, è stato editorialista di LiberoMercato, diretto da Oscar Giannino. Collabora o ha collaborato con Liberal Quotidiano, Il Foglio, Il Fatto Quotidiano, Il Tempo, Linkiesta.it.

71 Responses to “Appello in difesa del risparmio: aumentare il prelievo fiscale è un errore fatale”

  1. Piercamillo Falasca scrive:

    Sottoscrivo, ovviamente

  2. Lucio Scudiero scrive:

    Sottoscrivo

  3. Gabriele Guida scrive:

    Sottoscrivo!

  4. MauroLIB scrive:

    D’accordissimo, mi associo.

  5. Massimo74 scrive:

    Siamo nelle mani di un branco di folli e irresponsabili.
    Forse qualcuno dovrebbe spiegare a “Voltremont” che le rendite finanziarie sono frutto di proventi già tassati e che aumentare la tassazione sul risparmio non può far altro che provocare un’ulteriore contrazione degli investimenti che per chi non lo sapesse, rappresentano il vero motore dell’economia.
    Bisognerebbe semmai andare in direzione diametralmente opposta e ridurre pesantemente le imposte sul reddito(sia delle persone fisiche che di quelle giuridiche) a tutti i livelli,ma di questo nella manovra non c’è traccia a parte la delega sulla riforma fiscale che non si sà se e quando verrà realizzata e che in ogni caso prevede solo di ridurre le liquote irpef aumentando però l’iva.Di riduzione generale della pressione fiscale non c’è alcuna traccia e nel frattempo si annunciano però nuove gabelle come l’aumento del bollo per i suv(ma berlusconi non diceva che voleva abolirlo?)l’aumento delle accise sulla benzina e l’aumento dell’irap(anche di questa non mi ricordo più quante volte ne è stata annunciata la soppressione)per le banche.
    E meno male che non volevano mettere le mani nelle tasche degli italiani!

  6. Antonluca Cuoco scrive:

    sottoscrivo in toto.

  7. riccardo scrive:

    Tassare il risparmio è l’ultima cosa che si dovrebbe fare.
    Nel contesto della società moderna dove le pensioni risulteranno altamente inadeguate, il risparmio per molti è una sorta di previdenza integrativa.
    Se vai a colpire il risparmio produci maggiore insicurezza e sfiducia nel futuro. Una cosa del genere è controproducente.
    Senza contare che così facendo si incoraggiano comportamenti elusivi e di evasione fiscale vera e propria.
    Anche il fatto di fare salvi i bot non è un modo per graziare il piccolo risparmio. Questo è semmai il paravento usato dal PD.
    Ma oggi per fortuna i risparmiatori hanno portafogli diversificati in cui i titoli di stato non pesano come nel passato.
    Questa differenziazione fra bot e il resto del mondo produce distorsioni come giustamente si fa notare e incoraggia allocazioni non ottimali. E il fatto che uno stato incoraggi col bastone fiscale i propri cittadini ad acuistare il suo stesso debito lascia leggermente perplessi.
    Inoltre c’è il problema dei dividendi derivanti da azioni. La tassazione attuale si aggiunge alla tassazione a livello di impresa. La tassazione totale per il piccolo azionista finisce per essere ridicolmente alta. In questo modo si finisce nella forma per svantaggiare il piccolo azionista rispetto al grande. Nella sostanza il grande azionista gode di una fiscalità molto minore del piccolo. Ma sarebbe la prima volta che questo viene sancito anche nella forma del fisco.
    Il problema è che su questo tema la sinistra ha montato una demagogia irreale e assurda a cui tremonti e berlusconi hanno abboccato come due fessi.
    Il PdL in questo modo evidenzia la totale mancanza di un progetto politico in senso economicamente liberista.

  8. Beatrice Scibetta scrive:

    Sottoscrivo!

  9. Andrea Benetton scrive:

    Sottoscrivo in toto.

  10. Marianna Mascioletti scrive:

    Si poteva dare per scontata la mia sottoscrizione, ma invece la specifico: sottoscrivo!

  11. Giovanni Basini scrive:

    sottoscrivo

  12. Simona Bonfante scrive:

    sottoscrivo

  13. Marco Faraci scrive:

    Sottoscrivo

  14. Tomaso Moretti scrive:

    Sottoscrivo, of course

  15. Cesare Anselmi scrive:

    Sottoscrivo

  16. Giovanni Mattia Porcelli scrive:

    Sottoscrivo. Del ritorno al superbollo, poi, non voglio neanche commentare. Vergogna da stracci anni ’70. (Realistica pensando agli stracci prodotti da parecchi Enti Locali sotto il falso nome “Servizi”, a costi che neanche in NASA all’epoca dell’allunaggio, è vero…) Piuttosto, che fine ha fatto quella legge sui condomini che avrebbe finalmente risolto la vergogna e la vessazione di essere costretti a pagare il teleriscaldamento anche in presenza di appartamenti fisicamente staccati dall’impianto? (Esempio di come una legge civile sciagurata favorisca lateralmente le più esosamente assurde tariffe da parte delle società erogatrici, al solito appartenenti alla galassia ex-URSS delle compartecipate comunali…) A queste, di porcherie, Tremonti quando ha intenzione di mettere rimedio? Alla data di mai? O ci deve pensare Bersani?

  17. Niccolo Fraschini scrive:

    Sottoscrivo al 100%. Questo è il governo delle tasse: ormai le ultime manovre di Tremonti fanno apparire Visco come l’epigono italiano di Ron Paul…

  18. Mario Seminerio scrive:

    Ricordate che anche condividere questo post sui social network è un modo per sottoscrivere l’appello, grazie.

  19. Condivido e sottoscrivo.

  20. Giovanni Martinelli scrive:

    Sottoscrivo!

  21. Alessandra Carrillo scrive:

    Sottoscrivo

  22. filippo scrive:

    Il governo sulla tassazione ammazza risparmio privato ha le sue responsabilità ,ma io la maggiore responsabiltà l’attribuisco rispettivamente alla sinistra , ai sindacati in primis la CGIL, la CONFINDUSTRIA,e la stessa UDC che hanno ossessivamente chiesto il raddoppio della tassazione sul risparmio (impropriamente chiamato rendite)….. alla fine il governo si è adeguato e praticamente ha ucciso il risparmio. In Italia non ha piu’ senso risparmiare : rendimenti ridicoli sotto il 3% lordo, tassazione al 20%,inflazione al 2,6%,imposta fissa per il deposito a 380 euro,rischi default,costi bancari esosi

  23. Mario Seminerio scrive:

    Filippo, quindi, secondo il suo ragionamento, il nostro governo è fatto di minus habens plagiati. Prendiamo atto, ma cerchiamo di resistere al senso del ridicolo, nei limiti del possibile.

  24. Federico Mozzi scrive:

    Sottoscrivo.

  25. riccardo scrive:

    E’ vero che la confindustria, i sindacalisti e quasi tutti i politici dell’opposizione hanno celebrato le lodi della tassazione delle rendite finanziarie senza mai specificare che si tratta del risparmio delle persone. Ed è vero che tutti questi soggetti sono spesso esecrabili.
    Ma la responsabilità alla fine ricade su chi implementa simili scelte.
    In particolare se chi le implementa ha promesso ai suoi stessi elettori l’esatto opposto.

  26. sergio ducci scrive:

    sottoscrivo, solo un pazzo o un incompetente può aumentare vertiginosamente la tassazione sul risparmio!

  27. creonte scrive:

    manco Visco e Bersani avrebbero osato tanto

    sottoscrivo

  28. Matteo scrive:

    Sottoscrivo!

  29. Riccardo de Caria scrive:

    sottoscrivo tante volte!

  30. Maurizio scrive:

    Sottoscrivo

  31. Vito Foschi scrive:

    Ai tanti difensori della costituzione bisognerebbe ricordare che da qualche parte c’è scritto che il risparmio è incoraggiato e tutelato. Esprimiamo una totale contrarietà a qualsiasi tassazione patrimoniale perché significa tassare una seconda volta il reddito.

  32. Enzo Michelangeli scrive:

    Difficile immaginare misure piu’ efficaci di queste, se l’obiettivo e’ quello di convincere i cittadini a spostare i propri risparmi all’estero.

  33. Matteo Gianola scrive:

    Sottoscrivo e divulgo!

  34. filipporiccio scrive:

    @Enzo Michelangeli:
    c’è una logica perversa nell’aumento del bollo sul deposito titoli; chiedendo a tutti, indifferentemente, una somma che tutto sommato non giustifica lo spostamento dei capitali all’estero (per 100 euro all’anno?), ma che è sufficiente ad ammazzare i rendimenti per i piccoli risparmiatori portandoli tutti nelle casse dello stato. Una patrimoniale in percentuale avrebbe raccolto un gettito misero, perché i piccoli risparmiatori avrebbero pagato poco e i grandi risparmiatori nulla (spostando tutto all’estero). Per non parlare della tassa sui capital gain che ovviamente si incassa solo se l’investimento rende.
    Il messaggio è chiaro, gli investimenti e il risparmio devono essere riservati a chi manovra molti soldi, gli altri si limitino a farsi rapinare da intermediari, costruttori di case, banche e fisco.

  35. Non sono contrario per principio, alla tassazione dei risparmi, se, come è stato giustamente evidenziato nell’articolo, vi fosse una pari detassazione del lavoro. Purtroppo la voracità dei nostri politici è infinita.

  36. Andrea Ferrari scrive:

    sottoscrivo e invito tutti a pensare a qualche forma di protesta anche “offline”

  37. emilio,Milano scrive:

    sottoscrivo.

  38. MatteoLaruffa scrive:

    Un certo economista di nome Phelps dice che la regola aurea per consentire a un’economia di crescere nel tempo si fonda sul risparmio perché un’economia che favorisce il risparmio cresce. Serve un patto fra generazioni perché aumentare i risparmi oggi significa ridurre i consumi, ma l’economia di domani starà meglio…per questo sottoscrivo l’appello!

  39. pippo scrive:

    L’Imposta di bollo andrebbe abolita
    quale servizio ricevo in cambio dell’imposta?
    Avere 1 o 1000 conti correnti o di deposito titoli cosa importa allo Stato?

    Quanto incassato per Irpef o Ires, IVA, Accise diviso per Comune Regione Paese membro Unione Europea deve bastare, riducessero invece le spese partendo dalla abolizione delle Province e fondendo le società doppioni del MEF

    Abolire il bollo auto

    Comuni con almeno 5000 abitanti

    150 senatori 300 deputati bastano

    Fusione Inps Inpdap

    Razionalizzare le forze di polizia

    Esercito dell’Unione Europea per ridurre le spese militari

    una Equitalia invece che 5 ad ottobre (per ora sono 16 !!)

  40. filippo scrive:

    RICCARDO

    In tutti questi mesi ma anche nel 2010 L’OPPOSIZIONE E I SINDACATI E
    CONFINDUSTRIA hanno ripetuto ossessivamante ” vanno colpite le rendite finanziarie, si deve intervenire subito sulle rendite…questo Governo tutela le rendite etc etc” …..Besrani e Cassini marcegaglia e Camusso sono stati univoci, concordi e ossessivi per loro la soluzione di tutti i problemi passava dall’ aggravio della tassazione delle rendite…….Berlusconi ha tentato fino all’ultimo di tutelare il risparmio delle famiglie ma alla fine si è dovuto piegare ai diktat di tremonti che si è fatto scrivere la manovra dai sindacati e da confindustria…………..ECCO I RISULTATI DI QUESTA INDEGNA CAMPAGNA DENIGRATORIA DEL RISPARMIO DEGLI ITALIANI……se il governo non fosse intervenuto ….i vari casini, bersani, camusso , marcegaglia etc avrebbero ripreso la litania della tassazione delle rendite e adossato al governo la colpa di difendere le rendite….mi dispiace ma la colpa la ascrivo al 50% a Tremonti e al 50% all’opposizione , sindacati e confindustria

  41. chiara scrive:

    Sottoscrivo

  42. Diego Menegon scrive:

    sottoscrivo

  43. Scusate, ma sui libretti di deposito sui quali ci sono già interessi bassissimi, che di solito sono quelli che hanno i piccoli risparmiatori, c’è un prelievo fiscale del 27%, non capisco perché su rendite finanziarie consistenti ci debbano essere prelievi minori, e voi vi incazzate perchè dal 12.5 lo portano al 20 senza mai dire una parola sui risparmi dei poveracci a cui dragano il 27?

    Vabbè forse mi direte che bisogna abbassarli anche a loro ma non mi pare di aver mai letto nulla in proposito, o forse perché per costoro i soldi all’estero non vale la pena portarceli, oltre ad essere dei miserabili proletari, fanno bene a tartassarli?

    Certo che però leggere in alcuni post che la colpa è della sinistra, mi fa veramente ridere, mi sembrate gli stessi antidesrtoidi che davano la colpa alla destra per le liberalizzazioni del governo Prodi.

    Arripieteve….

  44. filipporiccio scrive:

    @Luigi Di Liberto
    Ci sono due problemi. Il primo è che il problema era la tassazione al 27% sui conti correnti e libretti di risparmio ad essere troppo alta, non la tassazione al 12,5% sulle altre forme di investimento ad essere troppo bassa, tenendo conto che si tratta di soldi già tassati più volte, e che per esempio la tassazione delle plusvalenze immobiliari per i privati nella maggior parte dei casi è zero.
    Tuttavia un’imposta sul capital gain al 20% invece che al 12,5% in fondo cambia poco.
    Il secondo e più importante problema è che l’aumento dell’imposta “di bollo” a 120 euro all’anno e più sui depositi titoli distrugge la possibilità per i piccoli risparmiatori di difendere il loro capitale dall’inflazione.
    E’ come se il governo avesse preso una statistica sui redditi degli italiani, avesse visto che guadagnano in media 20000 euro/anno (diciamo) e avesse detto “d’ora in poi tutti gli italiani che lavorano versano 20000 euro all’anno al fisco”.
    Ora una bella fetta di italiani disinvestirà e chiuderà i conti titoli; magari qualcuno sposterà il risparmio in qualche conto deposito in attesa che venga rapinato anche quello, ma non è così che si guida un paese.

  45. Mario Seminerio scrive:

    @Luigi Di Liberto: per acquistare titoli di stato bastano 1000 euro. Non tiriamo in ballo la storia dei ricchi che comprano Bot e Btp, contrapposti ai poveri che hanno il libretto postale, per favore. Siamo del tutto fuori strada. Per tassare i veri ricchi, occorre seguire la strada che ho indicato in passato: redditi da capitale in dichiarazione dei redditi, tassati ad aliquota marginale Irpef con franchigia robusta. Tutto lì.

  46. Giacomo Zucco scrive:

    Ovviamente sottoscrivo al 100%!

  47. Io non ho contestato la questione dei costi di gestione dei titoli di stato su quel tema non ho detto nulla (se volete il mio parere era più equo ed utile se mettevano il prelievo come sulle rendite finanziarie), comunque mi fa piacere che Filippo dica che è alto il 27% su libretti di deposito e e CC, ma non mi pare di aver mai letto un articolo contro questa disparità (piuttosto Filippo perché scrivi ERA? l’hanno ora abbassata?).

    Mario, Lo so che per acquistare titoli di stato bastano anche 1000 €, ma di solito che ha solo quella cifra al massimo li mette sul libretto postale a 0 spese e si becca un interesse netto dello 0.90, ma non è quello il problema, difatti io non l’ho sollevato, ho già scritto sopra quale è la cosa che stona, indignarsi per l’aumento del 12.5 al 20% sulle rendite e non spendere mai una parola sull’esagerazione del 27% sui -spesso- micro-risparmi degli ultimi dalla classe.

  48. marcello scrive:

    Mi chiedo perché invece la cedolare sugli affitti al 20% è stata acclamata.
    In questo modo sono stati premiati i rediti alti ma su quelli bassi, su chi affitta la casa perché non riesce a trovare lavoro e molte volte non fa la dichiarazione, in ultima analisi su chi il risparmio neanche sa che sia, perché la casa è stata acquuistata col denaro della famiglia d’origine, non è stata spesa nessuna frase, neanche di solidarietà.

  49. marcello scrive:

    Se dicono che in Italia c’è molto risparmio e il debito privato è basso non vedo quale sia il problema. Dev’esserci una redistribuzione anche fra chi può o ha potuto risparmiare e chi deve stare attento ad arrivare alla terza settimana. Perché qui c’è anche chi s’indebita a dei livelli superiori a quelli degli altri stati europei. Il risparmio privato alto in Italia ce l’hanno o le generazioni precedenti o chi evade.
    Poi il giorno che si finirà di chiedere i sacrifici a chi è in difficioltà o a rinunciare a delle garanzie degne di una nazione civile, o quando non si taglierà sui servizi sociali, può essere che potrò capire le ragioni di chi la crisi (che c’è da 8 anni) non l’ha
    quasi vissuta e fa la vittima se anche a lui sono chiesti dei sacrifici.
    Fermo restando che cmq se si combattessero la corruzione e l’evasione si potrebbe in pochi anni portare il debito a meno del 100%. Ma nessuno in politica ne parla.

  50. filipporiccio scrive:

    @Marcello
    Perché la cedolare secca è opzionale, e quindi si tratta semplicemente di un regime fiscale in più tra cui scegliere.

    @Luigi Di Liberto
    La tassazione al 27% è troppo alta, ma almeno ti tassa solo sui guadagni. Il bollo manda automaticamente in perdita (e dopo che hanno già pagato la tassa sul capital “gain”) buona parte degli investimenti in titoli a basso rischio da parte dei piccoli risparmiatori.

    Questo naturalmente implicherà un massiccio disinvestimento di titoli di stato da parte dei piccoli risparmiatori. Qualcuno ha provato a calcolare di che cifre si parla, e quanto impatto avranno sul finanziamento del debito pubblico italiano?

  51. giancarlo scrive:

    sinceramente avrei preferito una tassazione sulle rendite, tipo un’addizionale. In questa mia ipotesi chi più ha più paga e comunque tutti contribuiscono. Nella modalità scelta dal governo i cittadini che pagano di più rispetto ai propri mezzi finanziari sono sempre i più poveri fra i risparmiatori. questa è una patrimonale, applicata in modo diseguale fra i contribuenti. E’ una patrimoniale che preleva in misura più pesante a chi ha meno ed in maniera meno grave su chi è più ricco. E’ una patrimoniale che funziona all’inverso.

  52. giancarlo scrive:

    aaahhh, e poi basta con questa solfa, che tremorti ha tassato il risparmio per colpa della CGIL, della sinistra, della marcegaglia, di DiPietro, o magari di topolino paperino e pluto!!!
    Quando Visco ha fatto il vampiro, non ho mai pensato che fosse stato per colpa di Berlusconi. Quando Padoha Schioppa ha fatto le sue manovre non ho pensato che era per colpa di Fini, Bossi o di Tremonti. La colpa era sua. La firma in calce alla legge era la sua, proprio la sua, di Visco, di Padoha, di Prodi ecc ecc. Nessuno dell’altro partito è andato a forzargli la mano per firmare.
    Oggi Tremonti, o Berlusca, o Bossi, o qualcun’altro della maggioranza, hanno fatto questa manovra. Hanno firmato a palazzo chigi, o a palazzo grazioli, o a villa certosa. Non alla sede della CGIL o di confindustria!! La verità è un’altra.
    I soldi sono finiti. e sono stati costretti a mettere le mani nelle tasche degli italiani. O meglio hanno preferito mettere le mani nelle ns tasche piuttosto che nelle loro e in quelle di tutti i loro amici, tirapiedi, raccomandati, aprofittatori, bramìni insaziabili. Si è trattato di scegliere: chi fa le scelte? Coloro che hanno il potere. E non certo noi, di qualunque schieramento noi siamo.
    AAhhh dimenticavo: non vorranno dare le colpe a Bisignani anche per questa manovra? Questo non è possibile! Al momento è molto impegnato!!!

  53. Filippo, va bene contestare il bollo sul deposito titoli, danneggia i piccoli investitori e salvaguarda i grandi (specie le banche) se aumentavano anche sui titoli il prelievo era più equo ma le banche piangevano, quindi hanno deciso come al solito per massacrare i più deboli. La cosa che contesto, continuo a ribadire, e che qua si contesta anche l’aumento del prelievo sulle rendite finanziarie che comunque resta sotto quello dei libretti di deposito e CC, senza aver mai speso una parola contro quella elevata aliquota, né prima né adesso.

  54. pippo scrive:

    La cedolare secca è opzionale ed è scelta da chi ha redditi più alti, quindi uno sconto a chi è più ricco anche se elimina la tassa di registro annuale che si divideva tra proprietario e inquilino.

    Occorre fare in modo che l’iniziativa privata smuovi l’economia offrendo nuovi prodotti e servizi che convincono i comsumatori ad utilizzarli nel rispetto della natura.
    No a prelievi forzati per portare i soldi fermi nei depositi ad essere utilizzati ma razionalizzare il pagamento delle imposte ai livelli amministrativi che devono diminuire (Comune – Regione – Paese membro – Unione Europea eliminando gli altri livelli) ed avere prodotti e servizi da acquistare volontariamente.

    Ci sono settori in cui non è possibile offrire prodotti e servizi perchè mancano le infrastrutture di base che nessun privato può realizzare di sua iniziativa

    Le strade ferrate o le strade telematiche sono esempi in cui i livelli amministrativi devono intervenire poi i privati le transiteranno

    invece di aspettare di raccogliere con le imposte i capitali necessari a realizzare queste infrastrutture si potrebbe dichiarare l’infrastruttura da realizzare e il capitale necessario e possibile offrirlo da parte dei risparmiatori come anticipo delle imposte da versare negli anni successivi.
    In pratica permettere di inserire nella dichiarazione dei redditi anche le quote versate per progetti specifici come acconti.
    Anche se non fossero offerti interessi monetari ma il fatto di vedere realizzato un progetto in cui si è partecipato credo che porti i denari necessari.

    Non dobbiamo perdere tempo ma realizzare tutte le infrastrutture che mancano al paese.

  55. Luca Argentin scrive:

    Impossibile non sottoscrivere!

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