Non si salva la pelle perdendo la faccia. The final countdown

di CARMELO PALMA – Come di Tremonti, di cui ha compiaciuto per anni gli istinti peggiori per ingiuriarne infine i riflessi migliori, così di se stessa la maggioranza sembra nutrire un giudizio tanto più indulgente, quanto più sono inescusabili gli errori di presunzione e di arroganza di cui quotidianamente si macchia.

Dopo avere piegato le resistenze del ministro “bollito” e “brasato” dalle contumelie di quegli stessi che ne idolatravano la lungimiranza, quando passava il tempo a cacciar balle sui meriti del modello italiano e sui demeriti dei suoi spregiatori, oggi la maggioranza festeggerà il rinvio alla prossima legislatura della manovra correttiva dei conti pubblici.

E si sentiranno – immagino – furbissimi, i ministri, nello scaricare sul prossimo governo, che non sarà il loro, il conto della propria furbizia. E furbissimi – anzi, di più – devono essersi sentiti ieri i capibastone della maggioranza, presentandosi alla Camera sulla legge comunitaria senza ministro, senza politica e senza numeri, a promettere sfracelli e a sfracellarsi al primo articolo, neppure trovando il modo – e il Regolamento ne offre a bizzeffe – per evitare una votazione a rischio.

C’è da credere che quest’oggi l’esecutivo, per giustificare il sostanziale rinvio della manovra, usi le parole – invero poco felici, se ci possiamo permettere – del Capo dello Stato, che ieri è sembrato dare una copertura preventiva alle deliberazioni del Consiglio dei Ministri e alla “distinta proiezione per gli anni 2013-14”, non senza ammonire che “discutendone oggi, ciascuno si prende le sue responsabilità anche per domani”.

Se però ha senso per il Quirinale tentare di rassicurare i mercati sul fatto che il quadro finanziario rimane sotto controllo, non ne ha alcuno da parte dell’esecutivo dissimulare una situazione politicamente fuori controllo, visto che a tutti, dal premier ai sottosegretari di nuova nomina, interessa solo di salvare la pelle, ma non la faccia, che pure nella “politica buona” è perfino più indispensabile.

Anche la stampa non berlusconiana – dal Corriere della Sera, al Sole 24 Ore – ieri incredibilmente suggellava l’armistizio tra Berlusconi e Tremonti, suonando a festa le campane dell’ottimismo e plaudendo al “rigore” e ai “tagli” (quali, di grazia?). Chissà come domani racconterà un Consiglio dei Ministri che potrebbe essere drammatico, ma sarà di certo ridicolo, zeppo di misure pensate per i titoli di Tg1 E Tg5 – “Più tasse per i gipponi e gli speculatori!” – e vuoto di intelligenza, coraggio e ambizione.

E cosa mai, peraltro, potrebbe dirsi del futuro, in questi ultimi fuochi del presente berlusconiano, di cui la storia sta scandendo inesorabilmente the final countdown?


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

2 Responses to “Non si salva la pelle perdendo la faccia. The final countdown”

  1. Marco scrive:

    Carmelo, è sempre un piacere leggere le tue analisi, le tue riflessioni, garbate e realmente alternative.
    Marco.

  2. Elle Zeta scrive:

    Molto condivisibile.Anche lì dove si richiama il solito atteggiamento condiscendente di cCorriere e Sole 24 Ore. La manovra è uno scandalo ma conferma che rimarremo a rischio costretti ad accendere ceri alla Madonna che non faccia accadere nulla. Tecnicamente incapaci.

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