Fini all’Agcom: “No a troppi paletti, su Internet si tuteli la libertà”

– Interviene il presidente della Camera: la riforma del diritto d’autore è un obiettivo imprescindibile per tutti, ma spetta al Parlamento

Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha seguito su La Stampa il dibattito sul provvedimento Agcom e il rischio censura di Internet  e ha scelto di inviare qui al blog Web Notes la sua posizione in merito:

“La protezione del diritto d’autore è fondamentale per una società sempre più basata sulla conoscenza e sulla proprietà intellettuale, ma lo è altrettanto la tutela della piena libertà della Rete” ci scrive Fini. “Internet è oggi la piazza al cui interno le idee vengono diffuse e scambiate: se si mettono troppi paletti alla fruizione delle informazioni e dei contenuti che circolano, anche questi ultimi rischiano di perdere valore. Il dibattito degli ultimi giorni sul diritto d’autore e la libertà di Internet richiama la politica alle sue responsabilità: riformare una disciplina risalente addirittura al 1941, adeguandola alle nuove tecnologie e ad una realtà profondamente diversa. È un obiettivo imprescindibile per tutti, per chi produce contenuti, per chi li veicola in Rete e per gli utenti che ne beneficiano”.

da  La Stampa.it


3 Responses to “Fini all’Agcom: “No a troppi paletti, su Internet si tuteli la libertà””

  1. Rinnovo anche qua i miei complimenti all’onorevole Gianfranco Fini che già in altre occasioni ha dimostrato sensibilità alla tematica.

  2. Sono d’accordo con On. Gianfranco Fini, Internet deve restare una fonte di libertà. E’ giusto che si tuteli il diritto d’autore che è sacrosanto, ma nello stesso tempo si deve evitare di mettere un bavaglio alla libera informazione.
    Paolo Pelini
    MOVIMENTO RICERCA SCIENTIFICA ITALIANA MRSI

  3. Sacrosanto certamente, se NON vuole essere esorbitante nei tempi di protezione come attualmente, al massimo potrebbe essere equiparato al tempo di tutela previsto per i brevetti (anche se pure quelli mi sembrano ancora troppo alti) oppure se -quanto meno- di dice che una volta terminato il ciclo primario di sfruttamento commerciale, per fini di conoscenza e senza scopo di lucro sono legittime le condivisioni tra privati anche nei circuiti P2P. se io voglio prestare un libro ad un amico nessuno me lo vieta, lo posso se voglio anche rivendere, per un e-book tutto ciò diventa diventa illegale, la stessa cosa vale per un CD musicale, un DVD o un videogame acquistato online in forma digitale.

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