Freedom Flotilla, cronaca di una rissa annunciata

 – Cronaca di una rissa annunciata. Sarà questo l’esito inevitabile della seconda spedizione della Freedom Flotilla.
Le navi dei militanti saranno fermate dalle unità della marina militare israeliana, dopodiché sarà solo una questione di nervi. Gli israeliani li avranno abbastanza saldi da non aprire il fuoco? Quanto spingeranno i pacifisti prima di rinunciare all’operazione? Saranno abbastanza tenaci da ignorare ogni avvertimento e ogni possibilità di scontro, fino ad approdare a Gaza?

Nel peggiore dei casi assisteremo al bis della tragedia del 31 maggio 2010, quando la marina israeliana abbordò le navi della Freedom Flotilla, dirette a Gaza nonostante il blocco navale. Quell’abbordaggio provocò la morte di 9 attivisti turchi a bordo della motonave Mavi Marmara.

In queste settimane la Turchia, che ha ben altri problemi da risolvere (più di 10mila profughi dalla Siria), non ha fornito la logistica, le navi e i suoi porti, come aveva fatto nel 2010. La flotta è stata dunque radunata nel porto del Pireo, Grecia.
La seconda spedizione della Freedom Flotilla si annuncia ancor più spettacolare della prima: le navi sono ben 10 (dovevano essere 15, nel programma originale) e intendono portare a Gaza 3 mila tonnellate di medicine e di cemento. La missione è dichiaratamente umanitaria. Lo scopo ufficiale è quello di portare aiuti agli abitanti di Gaza chiusi dal blocco israeliano dal 2006, da quando Hamas è al potere.

Perché mai il suo esito dovrebbe essere uno scontro? Perché quelle 10 anni vanno alla deriva verso una nuova tragedia? Gli attivisti di Freedom Flotilla hanno la risposta pronta: “Viviamo in Paesi democratici, abbiamo governi democratici, perché dovrebbero bloccarci? Nessun governo può fermarci” – dichiarava alla fine di maggio il vicepresidente dell’Ong turca Ihh Huseyn Uruç – “Noi agiamo all’interno della legalità internazionale. Non violiamo alcuna legge. Israele deve capire che è un nostro diritto andare a Gaza, che siamo pacifici e che non può fermarci”.

Il punto è proprio quello: gli organizzatori della Flotilla “vogliono non capire” che attorno a Gaza corre la linea del fronte di un Paese in guerra, che risponde con il blocco navale e terrestre ai continui lanci di razzi di Hamas contro le sue città meridionali, al rapimento del caporale Gilad Shalit (giunto al suo quinto anno di cattività), all’instaurazione nella Striscia di Gaza di un regime integralista islamico che mira alla distruzione di Israele.

A nessuna persona consapevole verrebbe in mente di attraversare un fronte di guerra, senza prima essersi messa d’accordo con i comandi di entrambe le parti.
A nessuno, nemmeno al più sfegatato provocatore futurista, verrebbe in mente di attraversare la frontiera fortificata che divide la Corea del Nord da quella del Sud, di corsa, mostrando le bandiere della pace e di una delle due parti, senza prima aver ottenuto l’assicurazione che nessuna guardia aprirà il fuoco. Con Israele, invece, la tentazione di forzare il blocco e sfidare i militari di guardia viene spontanea, a quanto risulta.

Questo è un punto a favore di Israele: i militanti della Flotilla sanno che i militari dello Stato ebraico ci penseranno due volte prima di sparare un colpo contro civili e giornalisti (ce ne sono una cinquantina, a bordo delle 10 navi). Per scoraggiare la partecipazione dei media, dal governo di Gerusalemme era partito un monito: il giornalista che partecipa alla spedizione sarà trattato alla stregua di un “infiltrato illegale” e bandito dal Paese per 10 anni. Ma poi ha subito rimosso anche questo ostacolo, ammettendo che non è possibile censurare la stampa.

Insomma, la Flotilla sa che può provocare i militari con la stella di David correndo relativamente pochi rischi. E dunque li provocherà. Perché di provocazione si tratta. La Croce Rossa Internazionale non riconosce la situazione di Gaza come una “crisi umanitaria”. Anche se ci trovassimo di fronte a una crisi, gli aiuti portati dalle navi dei “pacifisti” sarebbero una goccia nel mare del bisogno.
Infine, ma non da ultimo: la via marittima, attraverso il blocco navale, non è certo l’unica rotta possibile per portare aiuti a Gaza. Per evitare un altro scontro in mare, come quello del 2010, l’Egitto ha offerto ai pacifisti di sbarcare gli aiuti a El-Arish, per poi portare il tutto via terra attraverso il valico di Rafah. Israele, dal canto suo, sempre per evitare lo scontro, ha proposto d’approdare ad Ashdod e poi entrare dai valichi della frontiera. Sono stati i militanti della Flotilla che hanno respinto le offerte in questi termini: “Non accettiamo arbitrii. E ricordiamo che quelle acque non sono d’Israele…”.

Ed eccolo, lo scopo di tutta l’operazione. Dimostrare l’illegittimità di Israele. Veicolare allo Stato ebraico un semplice e chiaro messaggio: “tu e le tue frontiere non esistete”.


Autore: Stefano Magni

Nato a Milano nel 1976, laureato in Scienze Politiche all’Università di Pavia, è redattore del quotidiano L’Opinione. Ha curato e tradotto l’antologia di studi di Rudolph Rummel, “Lo Stato, il democidio e la guerra” (Leonardo Facco 2003) e il classico della scienza politica “Death by Government” (“Stati assassini”, Rubbettino 2005).

32 Responses to “Freedom Flotilla, cronaca di una rissa annunciata”

  1. Paolo scrive:

    Questa non l’avevo ancora sentita: acque internazionali paragonate addirittura alla linea tra le Coree.
    E da quando la costa della Striscia è “frontiera di Israele”?
    E quali Paesi, oltre ad Israele, riconoscono il “blocco navale”?
    Ma a chi giova ripetere queste panzane della destra israeliana più illiberale?
    Siamo su Libertiamo o su Informazione(s)corretta.it?

  2. Stefano Magni scrive:

    Paolo, il blocco navale a Gaza deriva dal fatto che dopo il ritiro israeliano del 2005 nella Striscia si è stabilito con un colpo di stato il regime terrorista di Hamas. Da allora, il territorio di Gaza – a causa del continuo lancio di razzi (per non parlare del rapimento di Gilad Shalit) è stato dichiarato ufficialmente dal governo israeliano “zona nemica” e per questa ragione sottoposto a operazioni militari. Nemmeno il Rapporto Goldstone, che pure non è un testo filo-israeliano, ha negato al governo di Gerusalemme il diritto di autodifesa (art. 51 della carta dell’Onu), e quindi non ha potuto negare la legittimità dell’Operazione Piombo fuso (se non nel modo in cui è stata condotta) né del blocco navale e terrestre, che mira a impedire rifornimenti di armi e ma teriali che potrebbero aggravare l’aggressione.

  3. Giacomo Casertano scrive:

    Capisco l’argomentazione della propaganda, ma la risposta è semplice: Israele non ha nessun diritto di circondare una popolazione di un milione e mezzo di abitanti e di tenerla segregata dal resto del mondo. Il diritto di guerra qui è del tutto fantastico. Da un secolo a questa parte è in corso un processo di colononizzazione, di esproprio, di pulizia etnica e di genocidio. Non esiste nessun diritto che sancisca. Assai malamente si invoca il diritto internazionale che è un diritto che sorge dalle relazioni fra gli stati e si basa sul principio di effettività. Israele e gli Stati Uniti hanno avuto il pregio di distruggere tutto il diritto internazionale che si era venuto codificando. L’assedio di Gaza è contrario ad ogni principio di diritto ed è una mostruosità alla quale giustamente i popoli, rappresentati dai pacifisti si ribellano. I governi che hanno avallato il comportamento di Israele non fanno altro che perdere di legittimità. E di questi tempi, la perdita di legittimità di pressoché ogni governo, è prassi abituale. No, egregio signore, capisco lo sforzo propagandistico, ma logicamente e giuridicamente l’argomento non regge. E non può certo persuaderci. Può soltanto farci capire da che parte sta lei in un momento storico in cui si sta o con Gaza e la libertà dei popoli o con Israele e la negazione di tutto questo. Ad ognuno la sua scelta che è tutta politica, etica e morale.

  4. Giacomo Casertano scrive:

    Ma che mi stai a raccontare, signor Magni. Levati dalla testa che il diritto internazionale abbia il benché minimo ruolo in tutta questa sporca e lurida faccenda. Il sionismo è dottrina genocidaria che nasce sull’idea della pulizia etnica. La promessa Balfour non ha nessun fondamento di legittimità. La spartizione della Palestina nessuna. La pulizia etnica del 1948 su cui si fonda lo stato di Israele è quanto di più antigiuridico e criminale esista in questo ultimo secolo. Lo stato di Israele nasce come “criminale” ed in quanto tale è da smantellare. Tu pensi che basti dare il nome di diritto alla forza, alla prepotenza, alla violenza più bruta perché i conti tornino. Non è così e la distinzione fondamentale fra “legalità”, alla quale assai malamente Israele si può appellare, e quella di legittimità che appartiene alla coscienza di ognuno di noi, è ormai un fossato incolmabile: le navi che stanno andando a Gaza hanno la bandiera della Legittimità, del diritto naturale dei popoli. Dalla sua Israele ha soltanto la forza bruta della violenza priva di qualsiasi diritto e di qualsiasi ragione. Se il signor Magni vuol stare con Israele, ci stia: affar suo. Io e tanti altri: no! Nella vita ci si divide e bisogna accettare l’ineluttabilità della divisione e della contrapposizione.

  5. Giacomo Casertano scrive:

    Ma quale colpo di mano di Hamas. Mai vi sono state in Medio Oriente elezioni più democratiche e controllate da osservatori internazionali. Furono volute da Bush, ma le vinse Hamas, che non intendeva fare ad Israele da fantoccio. Perse le elezioni, il colpo di stato, con il presumibile concorso di Israele, le volle Fatah, ma Hamas prevenne la manovra. Da allora iniziò l’assedio di Israele a Gaza. Davvero curiosa questa pretesa di determinare l’esito delle elezioni e dei governi che altri devono darsi. Non esiste che ad esempio una città come Roma, con dentro donne, bambini, anziani… venga cinta d’assedio e messa alla fame e alla sete. Cose che succedevano nei secoli passati, ma che oggi sono INAMMISSIBILI. Il latinorum di chi ha una concezione del diritto alla azzegarbugli non inganna i popoli, che sono i veri creatori del diritti. Sulla Freedom Flotilla II sono presenti i popoli di tutta la terra. Frattini, Obama e tutti gli altri non stanno con i popoli. Stanno con la tirannia.

  6. Marianna Mascioletti scrive:

    @Giacomo Casertano: ha qualche prova a suffragare le sue affermazioni o sta ripetendo semplicemente quello che possiamo già andare a leggere nei vari siti antisemiti antisionisti di tutto il mondo? Perché se, come sospetto, l’ipotesi giusta è “la seconda che hai detto”, allora si risparmi la fatica di rielaborarle e postarle, ce le sappiamo andare a leggere da soli. Grazie.

  7. Giacomo Casertano scrive:

    Per Marianna: Quali affermazioni? Ne ho fatto più di una. Ma tutte le mie affermazioni sono argomentate. Dimmi di quali spiegazioni hai bisogno e cercherò di venirti incontro. Quanto a cosa io poi faccio o non faccio, non ti devi preoccupare. Il web è uno spazio pubblico. Se qualcuno scrive una cosa che ritengo di criticare, io lo faccio. Certo potrei farmi anche una passeggiata, ma se ritengo che qualcuno possa essere ingannato da articoli come quelli di Magni, che fa il sionista di professione, manifesto amore per il mio prossimo, sottraendolo all’inganno. Quanto ad argomentare ritengo di saperlo fare molto bene. Cosa sia l’antisemitismo, non lo so bene, e mi piacerebbe avere da te una definizione rigorosa. Per l’anti-sionismo credo che sia un obbligo per ognuno che non condivida il razzismo genocidario insito in questa ideologia. Puoi non leggere le cose che scrivo. Nessuno ti obbliga.

  8. Marianna Mascioletti scrive:

    Ecco. Siccome ho le prove certe che Magni non faccia “il sionista di professione”, adesso ho la prova definitiva che lei va sparando falsità molto grosse, senza curarsi delle conseguenze.
    Quindi, per me, se Lei spara falsità su Magni, uno degli autori di questo sito, non si farà scrupoli a spararne anche su Israele. E nei commenti a questo sito non ci piace ospitare chi spara falsità, dato che ha abbondante spazio per spararle altrove. Arrivederci e grazie.

  9. Paolo scrive:

    Stefano, è legittimo difendersi da attacchi terroristici. Anche con un blocco navale, se necessario. Un po’ meno legittimo, direi, è sparare sistematicamente e indiscriminatamente ai pescherecci palestinesi che si allontanano un po’ troppo dalla costa: queste sono chiaramente atroci punizioni collettive.

    Hamas (chiaramente, inequivocabilmente un’organizzazione terrorista) ha purtroppo vinto davvero elezioni “democratiche”. Uso le virgolette, perché formalmente lo sono state; mi (vi) chiedo però, nella sostanza, se gli abitanti della Striscia hanno mai potuto partecipare a liberi dibattiti, organizzarsi in associazioni spontanee, esprimere opinioni, senza dover rendere conto a qualche sgherro di Hamas o di Fatah, che di fatto gestivano in duopolio le loro vite. Ora sono passati al monopolio.

    (Ah, diamo una bella imbeccata a Giacomo Casertano, così può fare un po’ di inutile scangeo: anche l’ex primo ministro israeliano Yitzhak Shamir era un “terrorista”. Almeno ai tempi della Banda Stern, almeno per gli Inglesi…)

    Ma quello che vorrei capire è se siamo davvero oltre il “punto di non ritorno”: possiamo immaginare una fine del conflitto?
    Se sì, questa passa dal rafforzamento della democrazia in Israele e nei Territori?
    E per quanto riguarda Israele, il nostro contributo deve andare o no per la difesa dei diritti civili e delle libertà individuali tutti i suoi cittadini (arabi compresi)?
    Qual è la posizione di una nuova destra liberale italiana nei confronti della recente politica progressiva di erosione di tali diritti (in nome della “difesa dello Stato”, naturalmente)?
    E sulle implicazioni della politica estera israeliana sulle altrui libertà individuali (penso agli insediamenti), è possibile una visione liberale non contaminata dai soliti slogan propagandistici? (“coloni oppressori” vs. “giardinieri nel deserto”?)

  10. massimo scrive:

    “Ma insomma questi ebrei che non si lasciano massacrare in pace, addirittura che pretenderebbero di difendersi!!!”
    Questo e’ il pensiero del pro-palestinese (un po come essere pro-padani, ma cone meno minacce e piu azioni terroristiche), ricordiamo che in passato grandi personaggi storici come Hitler e Goebbels furono pro-palestinesi….

  11. Giacomo Casertano scrive:

    Dunque questo il chiarimento: la frase chiaramente metaforica secondo cui “Stefano Magni fa il sionista di professione”? Veramente, mi aspettavo qualche domanda più pregnante. Intanto, ti devo chiedere se conosci abbastanza la lingua italiana e l’uso metaforico che del linguaggio si può fare, anzi si deve fare per potersi esprimere. Non capisco se l’espressione sopra citata tu la intenda come “diffamatoria”. Non ho inteso farne un simile uso, ma può benissimo essere che per Magni sentirsi qualificare come “sionista” non sia per nulla diffamatorio, anzi laudatorio. Inoltre, non esiste, che io sappia, un Albo dei sionisti, dove uno possa essere iscritto e prendere parcelle in quanto sionista. Al di là dell’uso metaforico l’espressione può significare e significa soltanto che Stefano Magni (molto amato dai “Corretti Informatori”) esprime posizioni sioniste. Non è che sia l’ombra di Stefano Magni, ma non ricordo di aver mai letto un solo articolo che non sia perinde ac cadaver tutto schiacciato su Israele, tutto quello che Israele fa è giusto, santo, buono… Dunque che la sua posizione ideologica sia tutta schiacciata sul sionismo è quello che a mi risulta. Se non è così, vorrà dire che mi sono sbagliato e che la sua posizione è più variegata. Stefano Magni, con tutto il rispetto, non è per me né Cartesio né Kant né Nietzsche. Se vuoi tu assumerti l’onore/l’onere di farmi conoscere il corretto Magni Pensiero, te ne sarà grato… Quanto alla vostra ospitalità, non è cosa che mi stia particolarmente a cuore. Io non sono uno di voi. La rete è pubblica. Se a voi sta bene starvene tra di voi, non vi basta altro che non approvare i commenti di chi non la pensa come voi: la vostra messa ve la cantate e suonate tra di voi! È una vostra scelta… E quali sarebbero le “conseguenze”? Conseguenze di cosa? Di aver detto che Magni è un sionista? Mi sono sbagliato? Più che lieto di prenderne atto, se l’interessato mi dice di “non” essere un sionista! Quale il problema? Quanto poi alle mie restanti “falsità”, allo spararle “grosse”, come faccio a saperne se tu non mi dici quali sono. Resto però in credito di una spiegazione: mi hai tacciato, più o meno velatamente, di “antisemitismo”? Vuoi essere così gentile di darmi tutti i chiarimenti su questo per me gratuito addebito? Stai tranquilla! Non è che voglia inchiodarti alle “conseguenze” di un‘affermazione grossolamente “falsa” come la tua, ma sono sinceramente e totalmente curioso di capire come funziona la tua testa, quando usi questa accusa strumentale con la quale, appunto i sionisti, credono di poter mettere a tacere qualsiasi critica si faccia loro. Veramente, sono curioso di sapere quale rappresentazioni concettuali si trovano nella tua testa, quando usi questi concetti. Grazie! Mi scuso per qualche refuso, inevitabile quando si scrive di getto.

  12. Marianna Mascioletti scrive:

    La narrazione di “Arrivederci e grazie” le è sufficientemente chiara o gliela devo spiegare meglio?

  13. Giacomo Casertano scrive:

    La parola «terrorismo» è diventata il flagello del nostro vocabolario, la scusa, la ragione, la giustificazione morale della violenza di stato – la nostra violenza – che oggi ricade sugli innocenti del Medio Oriente in modo sempre più vergognoso e indiscriminato. Terrorismo, terrorismo, terrorismo. È un punto a capo, un segno di interpunzione, una frase fatta, un’orazione, un sermone, l’alfa e Iomega di tutto ciò che dobbiamo odiare per riuscire a ignorare l’ingiustizia, l’occupazione, l’assassinio su scala di massa. Terrore, terrore, terrore, terrore. È una sonata, una sinfonia, un’orchestra sintonizzata su ogni stazione radio e televisiva, su ogni dispaccio di agenzia, la telenovela del diavolo, servita calda in prima serata, o stancamente distillata nelle forme più noiose e mendaci dai «commentatori» di destra della costa orientale degli Stati Uniti, o dal Jerusalem Post, o dagli intellettuali europei. Colpire il Terrore. Vittoria su] Terrore. Guerra al Terrore. Guerra eterna al Terrore. Di rado, nella storia, soldati, giornalisti, presidenti e re sono stati tanto pronti a schierarsi compatti in questi ranghi stolidamente acritici. Nell’agosto 1917 i soldati erano convinti che sarebbero tornati a casa per Natale. Oggi, si è decisi a combattere per sempre. La guerra è eterna. Il nemico è eterno; cambia solo la sua faccia sui nostri teleschermi. Una volta stava al Cairo, aveva i baffoni e nazionalizzava il canale di Suez. Poi stava a Tripoli, vestiva con una ridicola uniforme militare, aiutava l’IRA e metteva le bombe nei bar americani a Berlino. Poi portava la veste di un imam musulmano, mangiava yogurt a Teheran e progettava la rivoluzione islamica. Poi indossava una veste bianca, e viveva in una caverna dell’Afghanistan, e poi ancora ripescava quegli stupidi baffi e risiedeva in una serie di palazzi intorno a Baghdad. Terrore, terrore, terrore. Infine, ostentava la kefiyah e una vecchia mimetica di taglio sovietico, si chiamava Yasser Arafat, ed era il signore del terrore nel mondo, poi un superstatista, poi ancora un signore del terrore collegato – a detta dei suoi nemici israeliani – al Meister di tutti i terrori, quello della caverna afghana.

    (Robert FISK, Cronache mediorientali,
    Il Saggiatore, 2006, pp. 450-51)

  14. Giacomo Casertano scrive:

    Se le mie informazioni non sono errate, “Libertiamo” fa riferimento a Benedetto della Vedova, che incomincia con i Radicali, passa al Pdl, poi a Fini. L’ultima volta l’ho visto alla sede dell’Opinione, dove si è scambiato un bacio con la signora Nirenstein… Non ricordo se fra i presenti ci fosse anche Stefano Magni. Ma erano tutti fra di loro: i sionisti che attraverso le loro testate diffondono le loro elucubrazioni. A chi destinate? A me! Potete capire da questi miei occasionali interventi quali effetti producono. Devo aggiungere, senza voler fare polemica, che da un punto di vista teorico trovo assai fragile e grossolano il prodotto ideologico offerto al pubblico terzo. Tra di voi simili ideologismi possono certo servire a rafforzarvi reciprocamente nella vostra fede. Amen. Il problema è se dobbiamo concepire il mondo a compartimenti stagno, che comunicano con il “Piombo Fuso” che passa da un compartimento all‘altro, o se questa povera umanità può trovarsi unita su valori come Giustizia, Pace, Umanità… Questo direi sia il Dilemma, che ognuno risolve a seconda del suo temperamento o nella sua fiducia nell’Umanità La Flotilla II ha adottato il motto di Vittorio Arrigoni: “Restiamo Umani”, sapendo probabilmente che il rischio di barbarie è altissimo. Per tornare al faccino di Benedetto, trovo grandemente insincere tutte le chiacchiere sui “diritti umani”, che è in realtà una cosa che innanzitutto non si rispettano nel proprio ambito (dire Israele significa l’antitesi e la negazione di ogni “diritto umano”), ma che poi sono in realtà un espediente ideologico-propagandistico per la destabilizzazione e sedizione interna di paesi immensi come la Cina… È un vecchio trucco che già svelava Thomas Hobbes: fomentare nello stato vicino tutti i disordini interni possibili, per indebolire lo stato confinante o rivale… Insomma, sentirmi preso per i fondelli da un Benedetto che cambia casacca ad ogni stormir di vento, e che si serve sul web di un “libertiamo” che non libera proprio nulla, beh… i fessi ci sono, ma non mi annoverò fra questi, anche se spesso nella mia ingenuità ci casco… Pace e Bene!

  15. Lucio Scudiero scrive:

    Restate Umani. Come gli assassini di Arrigoni. Un amen anche per te.

  16. Giacomo Casertano scrive:

    E chi sono gli assassini di Arrigoni? tu lo sai chi sono? Io si! Ma non quelli che dicono… bensì altri. Ma non ho tempo e voglia per una battaglia diversiva sugli effettivi mandanti ed autori dell’assassinio di Arrigoni. Pasolini diceva: so tutto, ma non posso dimostrare nulla. Amen con commiato da questo sito dove sono capitato occasionalmente solo perché faccio rassegna stampa sulla Flotilla e dove ho trovato una indecenza firmata Magni, ma con questo Signore Illustrissimo ed i suoi sodali mi sento lontano anni luce. Che Iddio ci salvi tutti. Amen.

  17. Paolo scrive:

    O Massimo, o Giacomo Casertano.
    Siamo ancora a questi livelli?
    Tertium non datur?
    Bleah.

  18. Quali livelli? Sulla morte di Arrigoni esiste la spiegazione salafita, alla quale non credo ed appartiene alla propaganda sionista, che sta tentando in tutti i modi di infangare (pure dopo morto) la figura splendida ed eroica di Vittorio Arrigoni. Basta semplicemente fare un elenco di tutti i tentativi fatti da Israele di uccidere Arrigoni. In ultimo, un individuo assai noto e rappresentativo nei circoli sionisti anglo-ebraici ha pubblicamente dichiarato di essere quanto mai lieto dell‘assassinio di Arrigoni: «Pochi eventi – persino l’uccisione di Osama Bin Laden – mi hanno reso più felice nelle ultime settimane della morte del cosiddetto “attivista per la pace” Vittorio Arrigoni» (Geoffrey Alderman). E mi ricordo quando gli israeliani lo hanno chiuso in un cesso infestato di parassiti, e quando lo hanno ferito, e quando dando il cellulare in “Piombo Fuso” volevano centrare con un missile la sua ubicazione… E mi dovrei bere la favola dei Salafiti? Per sapere cosa? Che a Tel Aviv “amavano” Arrigoni? A Tel AViv dove non si fanno scrupolo di sabotare le navi della Flotilla, mettendo già per questo in pericolo la vita dei passeggeri? Non sono stati i servizi? Si sono auto-sabotati? Mi vuoi coglionare? Esiste (nel diritto interno) una verità processuale che si aspetta dopo 30 anni, esiste (in geopolitica) una verità politica che si percepisce subito e non ha bisogno di procuratori delle repubblica. Hai capito la differenza? Tu stai pure ai tuoi livelli, che io sto ai miei… Resta il significato politico della vita di Arrigoni ed anche della sua morte. Israele può avere relazione “solo” con la morte di Arrigoni, non certo con la sua vita. E dunque non servono i salafiti, per sapere e capire quel che basta.

  19. filipporiccio scrive:

    @Casertano: non servono i salafiti quando bastano i protocolli dei savi di Sion e il complotto plutogiudaicomassonico internazionale delle banche ebree.

    Evidentemente Goebbels ha fatto veramente un buon lavoro per lasciare in eredità una macchina così ben funzionante dopo quasi 70 anni.

  20. Marianna Mascioletti scrive:

    @filipporiccio: ti sei scordato: gli ebrei che avvelenano i pozzi; gli ebrei che diffondono la peste; gli ebrei che impastano il pane col sangue dei bambini non ebrei… altro? No, mi pare ci sia tutto. Una decina di commenti fa ho cercato di spiegare al commentatore che, quando vogliamo andarci a leggere queste storie, sappiamo farlo da soli, però evidentemente lui non ha altro di meglio da fare e continua a venire qui per offrircene un compendio, probabilmente pure convinto di fare qualcosa di utile.

    That’s the way things go.

  21. Paolo scrive:

    Ci riprovo.

    Stefano, tra un “Israele criminale da smantellare” di Casertano e i post di Massimo, Marianna e Filipporiccio che parlano degli ebrei senza che nessuno qui li abbia tirati in causa:

    c’è spazio in Libertiamo per chi spera in un Israele saldo e forte, le cui politiche interne mirino al rafforzamento della democrazia e al miglioramento dello status di tutti i suoi cittadini, indipendentemente dalle loro etnie o convinzioni religiose? Insomma, in una democrazia liberale israeliana?

    E le cui politiche estere, oltre chiaramente alla legittima e indiscutibilmente necessaria autodifesa, mirino anche allo sviluppo di processi democratici tra i palestinesi, favorendone l’affrancamento dalle organizzazioni terroristiche?

    E’ impossibile apprezzare e criticare?

    Ad esempio, sulla questione degli insediamenti in Cisgiordania, si può smettere di vedere solo “coloni oppressori” vs. “gioiosi pionieri del deserto”, e magari constatare che la realtà è terribilmente più complessa?

    Costituita chiaramente da molti insediamenti che spezzano territorialmente i luoghi popolati dai palestinesi e li privano delle risorse idriche, e che questo non può contribuire alla pace?

    Ma fatta anche di località ove i palestinesi possono condividere con gli israeliani la semplice quotidianità della spesa in un supermercato e apprezzare un pochino le comodità della vita in un Paese moderno, un Paese che quindi così nemico come insegnano loro a scuola non lo è?

    Si può dire che preferisco la seconda realtà, e che credo che pace e sviluppo passino necessariamente dal miglioramento concreto delle condizioni di vita nei Territori?

    E’ impossibile sostenere chi in Israele non vede e vive una guerra tra ebrei e palestinesi, ma tra Israele e Hamas?

    Si può lavorare per far maturare in Israele una destra liberale che non necessiti del sostegno dagli estremisti religiosi?

  22. Alba scrive:

    Beh… vedo che, nonostante i post siano in teoria moderati, si lascia ampio sfogo ai deliri antisemiti di vecchio stampo mischati a quello nuovo, all’insegna del nazi-comunismo, alla Hamas, ISM, ecc.
    Forse vale la pena di ricordare alcuni FATTI STORICI, non propaganda.
    Tanto per cominciare, quella che fu chiamata “Palestina” dall’imperatore Romano Adriano, prendendo in prestito il nome di un popolo greco-fenicio estinto, nemico acerrimo degli Ebrei, il tutto come segno d’insulto e di cancellazione nei confronti dei Giudei e della Giudea; tale terra dicevo, è da tempo immemorabile e SENZA SOLUZIONE DI CONTINUITÀ la Terra d’Israele, degli Ebrei, dei Giudei, nonostante l’esilio forzato su di loro dai Romani. Infatti, vi hanno mantenuto una presenza continua, ANCHE DOPO L’INVASIONE DEI COLONI ARABI nel VII Sec. E.V., da cui sono stati particolarmente perseguitati impedendo, tanto quanto lo faceva la Chiesa, con segni distintivi, cappelli gialli o viola, poi copiati dai nazisti con le stelle gialle, ogni possibilità di ritorno in massa nella loro terra ancestrale.
    Non vi è stata MAI nessuna sovranità locale, nessuno Stato Sovrano, Regno, eccetera, dal 70 E.V. fino al 1948, ma era al massimo parte – molto trascurata – di una provincia, ANCHE durante l’occupazione crociata.
    Nel 1922 – LA SHOAH NON C’ENTRA PROPRIO UN TUBO, checché ne dicano gli antisemiti che pretendono anche di ribaltare sulle vittime il ruolo di macellaio, chiamando gli Ebrei d’Israele “nazisti” -, dopo un paio di millenni di persecuzioni, le Nazioni Unite dell’epoca, cioè la Società delle Nazioni, alla Conferenza di San Remo, decise la costruzione di una “casa” al Popolo Ebraico affidando il Mandato A TALE SCOPO all’IMPERO BRITANNICO, MOLTO ANTISEMITA e PRO-ARABO, che immediatamente REGALÒ il 75% di tali territori agli Arabi per farvi il Regno di Transgiodania nel 1926, diventato poi il Regno di Giordania nel 1948, PROIBENDONE LA RESIDENZA E L’IMMIGRAZIONE agli Ebrei.
    Nel Novembre 1947 l’ONU, con la Risoluzione 181, approvò un’ulteriore spartizione, MOLTO SFAVOREVOLE AGLI EBREI, di quanto rimaneva senza sovranità nazionale di quella terra. Gli Ebrei accettarono, nonostante la maggiorparte dei territori loro assegnati fossero deserto (il Neghev). Gli Arabi rifiutarono ed attaccarono con sei eserciti il neonato Stato d’Israele non appena i Britannici se ne andarono. Quaindi, nonostante le pretese tardive degli Arabi, tale risoluzione decadde in quanto non solo non fu accettata nel 1947 da entrambe le parti, ma una dichiarò una GUERRA DI STERMINIO E PERSE.
    Gli Stati Arabi circostanti chiesero agli Arabi locali (il termine “palestinese” era riferito SOLO agli Ebrei locali!) di lasciare il campo libero per una “GUERRA TOTALE DI STERMINIO” contro gli Ebrei, e poi tali Arabi sarebbero potuti tornare (il tutto documentato anche da testi scritti da propagandisti OLP, come Marwan Kanafani ed altri). Circa 400.000 di loro se ne andarono (gli immigrati più recenti, quasi tutti clandestini, oltre l’80%, quelli che erano arrivati negli anni 1935-1948 mentre agli Ebrei era PROIBITA L’IMMIGRAZIONE dai Britannici). I circa 150.000 che erano lì da qualche secolo vi rimasero. Gli Arabi persero la guerra che avevano voluto e cominciato e in cui avevano attaccato massacrando civili ovunque potessero. Si creò cosí, anche attraverso manovre ANTISEMITE all’ONU il problema dei “profughi” (eternamente tali, solo caso al mondo, con un’agenzia apposita, l’UNRWA, solo caso al mondo, e solo caso in cui lo status si tramanda lungo le generazioni a spese dei contribuenti mondiali con una burrocrazia di decine di migliaia d’impiegati!). Fu infatti cambiata, IMMEDIATAMENTE DOPO LA DICHIARAZIONE D’INDIPENDENZA D’ISRAELE, e con pura funzione anti Israele, addirittura la DEFINIZIONE DI PROFUGO, che fino ad allora era qualcuno che aveva vissuto almeno cinque degli ultimi dieci anni in un luogo, e divenne da allora qualcuno che ne aveva vissuti due negli ultimi dieci. CON UN COLPO DI PENNA FURONO CREATI OLTRE 350.000 profughi e un giro di MILIARDI che ancora continua.
    Nel 1948, alla fine della Guerra d’Indipendenza, fu distrutta la Città Vecchia di Gerusalemme (abitata al 75% da Ebrei) e gli Ebrei furono cacciati, cosí come lo furono da Hebron, dove erano vissuti per oltre tremila anni, nonostante vessazioni e massacri (l’ultimo dei quali era avvenuto nel 1929 (19 anni prima della creazione dello Stato d’Israele e 41 anni prima del primo “colono”) quando la Comunità Ebraica di Hebron fu decimata dalla folla araba, donne stuprate e bruciate, bambini tagliati a pezzi, uomini evirati davanti alle loro mogli, all’urlo di Ithbach Al Yahud, scanna l’Ebreo, lo stesso grido raccapricciante ancora udito dai minareti locali oggidí. Gli Ebrei furono cacciati anche dal resto della Giudea, dalla Samaria e da Gaza, dove erano presenti da tremila anni.
    La Giordania occupò allora tali territori, occupazione MAI RICONOSCIUTA a livello internazionale, NEPPURE da NESSUNO STATO ARABO, e la sovranità Giordana fu riconosciuta SOLO da G.B. e Pakistan! (QUINDI, dopo la Guerra dei Sei Giorni del 1967, quando Israele dopo essere stata aggredita assunse il controllo di quelle terre, NON È POSSIBILE SECONDO LA LEGGE INTERNAZIONALE (IV Convenzione di Ginevra) definire tali territori come “territori occupati”, in quanto per esserlo devono essere stati sottratti ad uno stato sovrano la cui sovranità sugli stessi era riconosciuta dagli organismi internazionali; mentre l’ultima sovranità riconosciuta a livello internazionale laggiù era stato il Regno di Giudea!)
    N.B.: Durante i 19 anni di occupazione militare giordana si Giudea e Samaria, non vi fu MAI alcuna richiesta di sovranità “palestinese” su tali territori. NON SOLO, ma gli arabi locali non si distinguevano dal resto della Umma Al Arabiya, la Nazione Araba, come confermato da Zahir Muhsein, che fu un leader dell’OLP tra il 1971 ed il 1979, in un’intervista che Zahir Muhsein rilasciò al giornale olandese Trouw.

    Nell’intervista del Marzo 1977 egli affermò:
    “Il popolo palestinese non esiste. La creazione di uno stato palestinese è solamente un mezzo per continuare la nostra lotta per l’unità araba contro lo Stato d’Israele. In realtà oggi non c’è differenza tra giordani,palestinesi, siriani e libanesi. Oggi parliamo dell’esistenza di un popolo palestinese per ragioni politiche e strategiche poichè gli interessi nazionali arabi richiedono che venga assunta l’esistenza di un distinto “popolo palestinese” da opporre al sionismo. Per ragioni strategiche la Giordania, che è uno stato sovrano con confini ben definiti non può vantare diritti su Haifa e Jaffa mentre io, come palestinese, posso senz’altro vantare diritti su Haifa, Jaffa, Beersheva e Gerusalemme. Comunque nel momento in cui i nostri diritti saranno riconosciuti non attenderemo nemmeno un minuto per unire la Palestina alla Giordania.”
    Quindi, piantiamola con le balle propagandistiche, anche se uno dei tenet del DEA (Dialogo Euro Arabo) voluto dall’antisemita De Gaulle, è quello di adottare tutta la narrativa Araba del conflitto tra Arabi ed Ebrei.
    Quanto a Gaza, sia l’ONU sia gli USA riconoscono la legittimità del Blocco Navale Israeliano. TUTTAVIA, non solo non esiste una crisi umanitaria (come confermato anche dalla Croce Rossa), ma i mercati di Gaza sono pienissimi http://www.youtube.com/watch?v=Cf21QqvHauw , sono SEMPRE entrati TIR A MIGLIAIA ogni mese da Israele (vedi il sito IMRA http://www.imra.org.il/ facendo una ricerca con blocade, trucks, Gaza, ecc.) e IN OGNI CASO, LA FRONTIERA DON L’EGITTO, A RAFAH, È APERTA, quindi non si tratta di ASSEDIO DI GAZA, ma di MISURE PER PREVENIRE L’INGRESSO DI ARMI E MISSILI IRANIANI A GAZA!!! (ne sono stati lanciati oltre 20.000 in 6 anni e MOLTI ERANO DI PRODUZIONE IRANIANA!)

  23. Marianna Mascioletti scrive:

    Grazie, Alba.

  24. Hic Rhodus, hic salta. Marianna: “arrivederci e grazie!”. È patetica la tua pertinacia nel volermi cancellare: io non esisto per te e non devo esistere. Ma è semplice: basta che il Moderatore si decida a non approvare i miei commenti, che ti assicuro sono assolutamente occasionali e di passaggio. Mi sto interessando a 360° di quel che passa il web sulla Flotilla II, e solo in virtù delle vostre diffamazioni che per completezza leggo ANCHE voi. Non è che non sappia cosa vi sia dietro la sigla Libertiamo: il più fetido sionismo. Di alcune enormità, facile da confutare, non ne vale il tempo. Ma Hic Rhodus Hic salta: in Gaza ci sono un milione e mezzo di persone che vivono in stadio di assedio, come si legge nei libri di storia avveniva forse nei secoli medievali. Ci sono bambini a Gaza nati in cattività. La favola di Hamas e simili castronerie… I Protocolli… bla bla… La Palestina che non esiste e non è mai esistita… i palestinesi che sono morti viventi che dovrebbe semplicemente levarsi di torno… La democrazia e tutte le cazzate di cui non capite nulla di nulla, ma fate bla bla… Basta un ragionamento da 5ª elementari: i bipedi chiamati palestinesi, o arabi o come cazzo vi pare, c’erano da prima che i coloni arrivassero… questi nel tempo sono arrivati sempre più numerosi e protetti ed hanno preteso di cacciarli in nome di quel Dio che ordinava di ammazzare i Cananei… Nel 1948 750.000 palestinesi (pari al 50%) sono stati cacciati dalle loro case e i villaggi distrutti… Solo così i coloni sono diventati “maggioranza democratica” che fra di loro votano… come no… sono democratici perché votano fra di loro leggi per fare la pulizia etnica e per vendere come negri agli australiani le minoranze non “ebraiche” non gradite perché inquinano la purezza ebraica… I Protocolli? Ma che minchiate mi tiri fuori? Ad ogni cosa che vi dicono non sapete tirare fuori altro che le solite solfe, per eludere il fatto che i vostri Eroi hanno superato i peggiori orrori dei vostri Antieroi, di quei mostri che voi stessi avete creato per incutere timore… giochetti meschini da quattro soldi… Vi consiglio: fatevi un web a circuito interno in modo che le vostre cazzate ve li cucinate e digerite fra voi stessi.

  25. Marianna Mascioletti scrive:

    Non è mio compito, signor Casertano, insegnarle l’educazione. Sarebbe stato compito di altri, che evidentemente non ci sono riusciti. Questo sito non censura nessuno; talvolta cancelliamo insulti personali, commenti ripetitivi, post di altri blog copiati e incollati qui. I suoi post non appartengono ad alcuna delle tre casistiche illustrate.
    Lei sta approfittando della nostra gentilezza, della nostra onestà, del nostro lavoro, del nostro tempo, dello spazio internet che paghiamo coi nostri soldi per diffondere sul NOSTRO sito il SUO antisemitismo mascherato da antisionismo. Rinnovo l’ “arrivederci e grazie”, perché gli approfittatori da me non meritano e non hanno mai meritato altro.

    (tuttavia, se continua ad insistere che noi smettiamo di approvare i suoi commenti, se ciò può dare una svolta positiva alla sua vita, la accontenteremo. Sappia che, essendo noi persone educate, lo facciamo solo perché ce l’ha chiesto.)

  26. Umberto Mucci scrive:

    erano anni che non vedevo un troll così … una roba anche un po’ vintage, da primi anni dei blog. bello però … Marianna, lascialo andare

  27. paolo scrive:

    Marianna e Alba, avete studiato storia con quell’ex comunista torinese convertitosi al fondamentalismo, il dott. Tezza? non è utile né furbo rispondere all’estremista Casestano con la solita prolusione di falsita’ripetute continuamente dalla estrema destra israeliana… ma in Fli è questa la posizione prevalente? tra ex missini e voi non c’è spazio x altri?

  28. Marianna Mascioletti scrive:

    No, il dottor Tezza lo conosco solo come commentatore di Libertiamo.
    Peraltro, se sostenere l’ideale sionista significa essere “di estrema destra israeliana”, se ritenere che non si possa essere equidistanti quando una delle due parti pone come precondizione l’estinzione dell’altra significa essere “di estrema destra israeliana”, allora forse lo sono. Ritengo però che questa generalizzazione non sia né vera, né efficace.

  29. paolo scrive:

    peccato. apprezzo libertiamo per le posizioni che esprime, in particolare di politica interna, ma sul MO non vedo niente di nuovo purtroppo. siamo ancora ancorati alla falsificazione della storia come “dimostrazione” di tesi altrimenti indifendibili, esattamente come fanno i Casertano. Così non c’è futuro per Israele.

  30. Massimo (un altro) scrive:

    Qui trofate foto recenti di Gaza “in stato d’assedio”:
    http://paltimes.net/arabic/read.php?news_id=129945

  31. Dott. Sergio HaDaR Tezza scrive:

    “Gucciniano” codesto Paolo…nel senso di come diceva sarcasticamente Guccini nella sua Genesi: “Avanti al centro contro gli opposti estremismi”… Un colpo al cerchio e uno alla botte, nebbia totale ed “equi-vicinanza”, cioè la posizione dei somari, che sono abbastanza vicini ai cavalli, essendo “equi-ni”… ;-)
    Mi tira in ballo (mi ero “perso” l’articolo fino a che qualcuno non me l’ha segnalato) permettendosi di fare biografie non autorizzate e menzognere, nascondendosi dietro il suo anonimato; spara giudizi roboanti non sostenuti da alcuna argomentazione storica basata su fatti e non su speculazioni… Il vuoto intelettuale dell’ipocrisia insomma… C’è chi si nasconde dietro pseudonimi e nomi d’arte o nomi comunissimi senza ulteriore specificazione, e chi invece non ha nulla da nascondere…
    Di certo, come ammette nella sua ultima sputata di veleno, non digerisce la sincerità di gente come Fini che ha capito ed è cambiato (condizione necessaria degli esseri viventi intelligenti)…passando dall’essere il delfino di Almirante ad affermare che il fascismo era il male assoluto… Cosí come c’è chi ha capito che le balle palestiniste pro-arabe raccontate dalla sinistra (eccetto il PRI) su Israele dal 1956 (per ordine diretto di Mosca, che impose di cambiare posizioni) erano appunto balle e divennero parte della vulgata del “Dialogo Euro Arabo” voluto da antisemiti alla De Gaulle…
    Basterebbe che gente come lui capisse un testo come “Eurabia” di Bat Ye’or e magari avese un minimo di memoria storica, oltre che d’istruzione vera ed esperienza diretta…

Trackbacks/Pingbacks

  1. […] un troll che provava a spiegare, tra i commenti ad un recente articolo di Libertiamo, chi siano i veri assassini di Vittorio Arrigoni, un giorno Pasolini ebbe a dire So tutto, ma non […]