Per il Tar gli Ogm di Dalla Libera sono legali, il Ministero no

ARTICOLO AGGIORNATO DOPO LA PUBBLICAZIONE INIZIALE

– Con la sentenza n. 5532 il TAR del Lazio ha annullato il decreto in base al quale nel marzo del 2010 l’allora ministro delle Politiche Agricole aveva negato all’agricoltore friulano Silvano Dalla Libera di seminare una varietà di mais geneticamente modificata nei terreni di sua proprietà. Per fare un breve rewind della grottesca vicenda, diciamo che la sentenza del Tar annulla un decreto che era stato emesso per annullare gli effetti di una sentenza del Consiglio di Stato che annullava il precedente diniego all’autorizzazione di semina che Silvano Dalla Libera aveva regolarmente presentato regolarmente nel lontano 2007.

Ci sarebbe quasi da ridere, se questa storia non rivelasse il malcostume (il termine è eufemistico) della nostra classe politica di utilizzare consapevolmente l’attività amministrativa, in esplicito contrasto con il diritto nazionale e comunitario, con il solo obbiettivo di guadagnare tempo e ottenere una sospensione del diritto, uno spazio vuoto da riempire, e la cronaca di questi anni lo dimostra, con la prevaricazione e l’abuso.

E’ infatti grazie a quel decreto che qualcuno ha potuto dichiarare illegale la semina di Giorgio Fidenato, che un gruppo di squadristi hanno potuto, con l’esplicita approvazione di Luca Zaia, devastargli la proprietà, e che un giudice si è sentito in diritto di sequestrargli terreni, attrezzature e conto corrente, per evitare la reiterazione di un reato che non è mai esistito.

Il tutto mentre, in un estenuante gioco di scaricabarile, le regioni si rifiutavano di redigere i piani di coesistenza tra colture OGM e convenzionali, di loro competenza, e il decreto Zaia imputava proprio all’assenza dei piani l’impossibilità di autorizzare la semina. La sentenza del TAR oggi ribadisce ciò che aveva già stabilito la sentenza del Consiglio Di Stato, cioè che il ministero avrebbe dovuto (e dovrà) supplire alle inadempienze della Conferenza delle Regioni, facendosi carico di stabilire delle regole per la coesistenza dei diversi tipi di coltura e che non possono essere addotte questioni di carattere sanitario o di tutela ambientale (il decreto era stato controfirmato anche da Fazio e dalla Prestigiacomo) dato che quelle sono state già risolte una volta per tutte in sede comunitaria. In aggiunta, e questa forse è la novità più rilevante, condanna l’amministrazione resistente al pagamento delle spese processuali.

E ora? Come dice Luca Simonetti in un articolo per salmone.org in cui approfondisce il merito della sentenza,

non siamo in presenza di un semplice stallo, ma di una situazione di patente e perfino conclamata illegalità, in cui l’amministrazione statale e quelle regionali hanno già dichiarato chiaro e tondo, e hanno già manifestato ripetutamente, la loro intenzione di non rispettare gli obblighi comunitari e di violare sistematicamente il diritto nazionale, negando, illegittimamente, l’autorizzazione a coltivare una varietà OGM già debitamente autorizzata in sede UE. Dato purtroppo che nulla vieta che la grottesca manfrina già messa in scena da MIPAAF e Regioni a proposito della domanda di Dalla Libera del 2007 si ripeta per ogni successiva domanda di autorizzazione – nulla infatti vieta a MIPAAF e Regioni di inventarsi in futuro altre edificanti variazioni sul tema “gli OGM non possono coesistere con le altre coltivazioni” -, con il bel risultato che le inevitabili pronunzie di annullamento di TAR e Consiglio di Stato arriverebbero comunque a babbo morto (ovvero a anno seminativo già bell’e passato), il rischio è che nulla cambi. Rimane certo la speranza che le cause di risarcimento danni producano condanne tanto sostanziose, anche in termini di danno erariale a carico dei funzionari responsabili, da fungere da serio deterrente; ma è più che lecito dubitarne.

Giusto per la precisione, aggiungiamo che l’argomento dell’impossibilità ad autorizzare le semine dovuta alle inadempienze regionali ci era stato ribadito anche da Antonio Buonfiglio, allora sottosegretario alle Politiche Agricole, in occasione del forum che Libertiamo aveva promosso per stimolare il governo ad autorizzare almeno la ricerca biotech in campo aperto. Non era vero, e lo sapevamo, come anche la sentenza di oggi dimostra.

***UPDATE/AGGIORNAMENTO***

Antonio Buonfiglio ci ha fatto notare che l’articolo inizialmente pubblicato conteneva alcuni errori. Quello annullato dal Tar è un decreto ministeriale e non un decreto legge e Silvano Dalla Libera non dovrà essere risarcito del danno subito, ma rimborsato delle spese di giudizio. Facciamo ammenda degli errori, che abbiamo corretto.  Inoltre si è anche detto dispiaciuto di aver visto il suo nome accostato ai giudizi, invero pesanti, che la vicenda per noi merita. E di questo accostamento in particolare ci scusiamo, perché Buonfiglio, quando era sottosegretario all’Agricoltura, pensandola sul tema molto diversamente da noi, partecipava ai nostri workshop confrontando le sue ragioni con le nostre, mentre il “suo” ministro liquidava le nostre posizioni come criminali. Ed è, francamente, una bella differenza (C.P.).


Autore: Giordano Masini

Agricoltore, papà e blogger, è titolare di una azienda agrituristica nell'Alto Viterbese e si interessa prevalentemente di mercato, agricoltura, scienze e sviluppo curando il blog lavalledelsiele.com. Prima di tutto ciò è nato a Roma nel 1971, ha studiato storia moderna e ha provato a fare politica qua e là, sempre con scarsa soddisfazione.

4 Responses to “Per il Tar gli Ogm di Dalla Libera sono legali, il Ministero no”

  1. Caro Giordano, stai pur certo che succederà così. Questi politici, siccome non pagano di tasca propria, continueranno a negare la possibilità di seminare, nel totale dispregio della legge europea. Vedermo poi la mia causa, ma se continuamo solo noi a rispettare la legge, finiremo becchi e bastonati. Per questo ci vuole la DISOBBEDIENZA CIVILE di massa, se possibile, altrimenti anche da solo. Bisogna far vedere quanto dittatori sono, quanto la democrqzia non rispetta la libertà dell’individuo!!!!!

  2. filipporiccio scrive:

    I politici italiani preferiscono chiaramente il feudalesimo al federalismo…

  3. Antonio scrive:

    la precisazione sembra peggio dell’articolo. ma come si fa a sostenere ragioni tanto scientifiche con tali grossolani e pacchiani errori ? infatti anche nella nuova versione che da conto che un decreto ministeriale non è un atto legislativo e che la soccombenza non equivale al risarcimento dei danni l’articolo contiene ancora pregiudizi ed imprecisioni: il tar non ha detto che la semina è legale ma a differenza di quanto riportato dal titolo che il procedimento amministrativo doveva essere concluso con un’autorizzazione o con una risposta negativa e che il decreto cosi come motivato era sbagliato. da ultimo una notzione personale quanto da me affermato al seminario di libertiamo era ed è tuttora, contrariamente a quanto detto nell’articolo, vero . l’esistenza in astratto della possibilità di esercitare i poteri sostitutivi, peraltro senza un termine perentorio, non implica la falsità della mia affermazione. potrà essere un problema politico, ma non giurdico e tantomeno in ordine alla verità. data la rilevanza degli interessi in gioco credo che la causa potrebbe permettersi migliori e più preparati avocati…..meditate gente meditate…

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