Italia, ieri, oggi, (speriamo non anche) domani

– Si è aggirato per anni, tra gli italiani, un luogo comune, un pensiero ripetuto. Come una convinzione sottaciuta e condivisa, una certezza tramandata a mezza bocca, un qualcosa che si pensa ma non si dice…

In molti, hanno creduto che… il Fascismo fosse stato, (sì, è vero) una dittatura… che avesse strappato con violenza la libertà agli italiani e avesse eliminato ogni opposizione, dissenso, libertà di stampa, partito politico…
Ma almeno (è questo un pensiero segreto, forse indicibile) …Almeno i fascisti non rubavano, non erano corrotti, non corrompevano, non abusavano, non favorivano, non piegavano lo stato ai propri interessi. Anzi, (è questo il luogo comune) apparivano disinteressati, puliti, irreprensibili.

In molti, anche in buona fede, lo credevano. Ma non era vero. Questa sera vi racconteremo di soldi, sesso, segreti!
Vi racconteremo il fascismo come non lo abbiamo mai raccontato, con documenti inediti ed esplosivi: gli affari di regime, le speculazioni, le truffe, gli arricchimenti improvvisi, i profitti illeciti, le malversazioni, gli scandali, le carriere strepitose e inspiegabili, i gerarchi accaparratori, i tradimenti in nome del dio denaro. Insomma… i panni sporchi del regime.

Non solo soldi, ma anche sesso: dossier, lettere, minacce, accuse vere e false. Oscenità, inganni, arresti, frodi, ricatti… Un ventennio di ricatti!
Gerarca contro gerarca, amante contro amante, l’accusa di omosessualità come arma politica…
E Mussolini su tutto e su tutti, fa spiare, controlla, punisce, muove le sue pedine. Anche contro la stessa Casa Reale. Bersaglio: il chiacchierato Principe Umberto.
Ognuno può essere spiato nel privato, dal talamo nuziale all’alcova del bordello. Ovunque l’orecchio dell’Ovra.

Ma vi racconteremo dello stesso Mussolini: vizi privati e pubbliche virtù. Le due mogli, E poi le altre: artiste, intellettuali, contadine, modiste, pianiste, giornaliste ma anche prostitute e agenti segrete. Di alcune, questa sera sveleremo il volto per la prima volta.
E poi, i figli del Duce. Quelli veri, i presunti. I legittimi, gli illegittimi, i riconosciuti, gli abbandonati. I figli lasciati morire.

Del fascismo vi racconteremo soldi e sesso ma anche segreti. Segreti di “squadra e compasso”, di rapporti con le logge, di alleanza con i gran maestri. L’astuto legame del Duce con la massoneria. E poi, gli occulti finanziamenti della Francia, la frode a danno di D’Annunzio. Gli accordi segreti con gli industriali: come le leggi ad personam, i conflitti di interesse. La promessa di nuove guerre, per le nuove armi e lucrosi affari.
E ancora… Un segreto intreccio di favori e di affari. Affari di cuore. Affari di clan. Edda contro Claretta. I Ciano contro i Petacci. Lotte dei famiglia e di potere. Edda ama casinò e roulette. Claretta aiuta parenti ed amici. E infine l’ultimo segreto solo da poco svelato…

Quando la guerra brucia ormai questo falò delle vanità e la partita sembra persa, Mussolini trasferisce tre milioni di dollari all’estero. L’ammissione di una prossima sconfitta, quasi un’assicurazione sulla vita dopo la disfatta. E’ il colpo di scena…

Tutte le parole che avete letto fin adesso sono parte dell’introduzione (teaser in termini televisivi) di un documentario della serie tv “La Grande Storia”. Una serie, e una struttura di produzione, curata e gestita da Luigi Bizzarri, uno dei benemeriti resistenti del concetto di programmazione televisiva culturale.
Il documentario si intitola “Mussolini: Soldi Sesso Segreti” e andrà in onda su Rai Tre alle 21 di venerdì 8 luglio. Ne è autore Enzo A. Cicchino. Bravo ed autorevole autore che oltre ad aver scritto, e diretto, bei pezzi di tv culturale è anche autore di saggi storici, tra i quali segnalo il poderoso ed esaustivo (838 pagine) “Il Duce attraverso il Luce. Una confessione cinematografica” (Mursia, 2010).

La ragione di quest’articolo non è, ovviamente, solo quella di introdurvi al teaser di un pezzo di buona tv (merce rara, di questi tempi, la cultura in Rai). Ma la ragione, reale, dell’articolo, forse, l’avrete già capita, da voi.
Se all’introduzione di cui sopra sostituite alcune parole – termini e nomi che avevano a che fare col ventennio – con parole e nomi della nostra quotidianità politica, vi troverete davanti ad un buffo effetto di straniamento politico.

Sembra quasi, che, concettualmente, poco sia cambiato.
La nostra contemporaneità politica pare basata, imbullonata, su speculazioni economiche, nepotismo e familismo amorale, relazione tra malavita e politica, contiguità con forze di potere “occulte”, guerre tra clan, ricatti a sfondo sessuale da “metodo Boffo”, trionfi di catene di montaggio sessuali da caduta dell’Impero Romano per il divertimento dei leader, nel mentre essi “invocano” per l’Italia e per gli italiani la magnificazione della famiglia “tradizionale” (oggi fanno i family day, Mussolini eroicizzava la famiglia rurale dai molti figli), soldi nascosti all’estero, spie e spioni deviati e/o per nulla deviati ma rettamente al servizio di uno stato eticamente putrefatto, e tutto questo esattamente (in termini di equipollenza) come lo era il regime del fascio, dei tempi che furono.
Vi sono, ovviamente, profonde diversità: molti anni fa si disse “questi non rubano perché sono onesti”, pochi anni fa si disse “questi non rubano perché son ricchi”.

Con ciò non si vuol certo dire che l’età berlusconiana ed il regime fascista siano la stessa cosa, no; si vuol dire , piuttosto, che l’Italia è da sempre – forse ciclicamente e forse senza soluzione di continuità – una terra meravigliosamente afflitta da una sindrome antropologica che potremmo definire “irresponsabile inadeguatezza etica e morale”.
Una sorta di formula inversa ed equivalente dell’anarchia che tende a manifestarsi, soprattutto, nei momenti storici nei quali il Paese tende a compiere le logiche del populismo e della demagogia.
La domanda che dal 1861 accompagna la nostra storia è: riusciremo, primo o poi, a liberarci di questa mondezza interiore?
Chi lo sa?

In Italia vi è sempre il rischio di “solenni” forze storiche … che nei momenti di maggiore (solitamente detta “estrema”) gravità delle nostre crisi politiche … facendo leva sugli irriducibili “sensi” populistici e demagogici, sempre vivi nelle case italiane … si impadroniscono del paese … e che … con la scusa di rifondarlo, in realtà … lo mangiano … lo digeriscono … ne metabolizzano una parte a proprio uso e consumo … il resto lo cagano – (pardon, avrei voluto scrivere “sfasciano” ma poi non si compiva il ciclo)

Come scrisse una volta Leo Longanesi: “Un cretino è un cretino. Due cretini sono due cretini. Diecimila cretini sono una forza storica”.


Autore: Francesco Linguiti

Si occupa di produzione culturale. È autore nella produzione audiovisiva. È docente di semiologia del testo.

One Response to “Italia, ieri, oggi, (speriamo non anche) domani”

  1. Mauro Suttora scrive:

    bravo! chi è l’autore?

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