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Tasse più alte sul risparmio? Solo con riforma fiscale complessiva e senza distorsioni

– C’è da ormai molti anni  un elemento contraddittorio nel nostro sistema fiscale: da un lato una tassazione del lavoro e di altre forme di reddito particolarmente gravosa, dall’altro un trattamento fiscale del risparmio molto vantaggioso, dovuto storicamente al tentativo di rendere appetibili i bond di uno Stato molto indebitato. Se la premessa da cui si parte per una riforma complessiva del fisco è questa asimmetria, un riordino della tassazione del risparmio non può essere disgiunto da una incisiva e generale riforma della tassazione. Una maggiore omogeneità tra le aliquote sulle varie tipologie di reddito sarebbe auspicabile: considerata l’elevata pressione fiscale italiana, ciò è possibile solo accompagnando all’eventuale aumento dell’aliquota sui redditi da capitale una robusta diminuzione della tassazione sul lavoro.

Un’ipotesi che circola – quella di differenziare le aliquote sul risparmio sulla base del reddito personale, magari attraverso l’introduzione per i redditi medio-alti di un’aliquota più alta rispetto a quella attuale – non avrebbe vantaggi significativi in termini di gettito e di contro incentiverebbe pratiche elusive e fughe di capitali all’estero. Andrebbe evitata anche l’eventualità di una tassazione minore per i titoli di stato rispetto agli investimenti finanziari nel privato: si tratterebbe di una scelta evidentemente distorsiva, un disincentivo agli investimenti nei settori che più contribuiscono a “fare” il PIL a favore del debito pubblico.

Insomma, intervenire sulla tassazione del risparmio non è un sacrilegio, ma è opportuno farlo solo se si affronta con responsabilità e coraggio l’intera “questione fiscale”, evitando scelte demagogiche ed economicamente poco utili a perseguire il vero obiettivo mancato di questo governo: la crescita economica.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

4 Responses to “Tasse più alte sul risparmio? Solo con riforma fiscale complessiva e senza distorsioni”

  1. Luigi Di liberto scrive:

    Siamo sempre al punto insoluto e mi piacerebbe sentire la tua opinione sul criterio di cominciare a rendere l’evasione/elusione fiscale un reato più grave della rapina a mano armata, se la riforma generale non prevede questo -secondo me- non ci sarà mai una vera svolta. E questo deve diventare il cardine principale di qualsia riforma fiscale. Il tossicodipendente che rapina 100 euro al tabaccaio è un criminale, l’impresario, con il commercialista che lo aiuta, che evade 100 milioni sono, nel comune sentire, dei furbacchioni e dai tribunali pesati in modo iniquo. Per il resto posso anche in generale condividere il tuo pensiero

  2. miciomicio scrive:

    Se il PdL alza le tasse sul risparmio delle famiglie per la prima volta tradisce veramente le aspettative degli elettori.
    D’altra non c’è nessun altro partito sulla scena italiana che non sia infarcito di socialismo demagogico. Della Vedova, Fini, Casini, la sinistra. Tutti contenti nel chiedere più tasse sui risparmi degli italiani,
    Visto lo schifo imperante non voterò più per il PDL se la coppia Berlusconi-Tremonti si produrranno in questo scempio.
    Ma non inizierò certo a votare per i suddetti socialisti della prima ora.
    Semplicemente mi farò i fatti miei.
    Andrò da un tributarista affidabile, costituirò le società che mi servono e il fisco italiano non vedrà mai più un soldo di quanto è mio.
    Adieu repubblica delle banane e dei parassiti parastatali.

  3. giancarlo scrive:

    ben detto.
    ma ci si dimentica che le leggi non le fanno i ladri in stato di bisogno (come quello che ti ruba i biscotti al supermarket). non dico che le leggi le facciano direttamente altri ladri cosiddetti furbi. Ma vuoi confrontare la lobby dei primi con la lobby dei secondi? mi pare che non ci sia partita. i soccombenti sono sempre i più deboli, premesso che comunque io non scuso alcun tipo di reato. per quanto riguarda il carcere per gli evasori sono totalmente d’accordo. Gli evasori compiono un reato contro la collettività, che è comunque un furto, ma alle casse dello stato. Il fatto è che al ns codice non interessa tutelare il bene pubblico quanto invece interessa tutelare il bene privato e la proprietà privata. Ma a dire il vero sono entrambi diritti di tutti noi. E allora perchè non tutelarlo?

  4. marco scrive:

    Basta leggere questo articolo per capire come Della Vedova, Fini e il FLI sono invotabili, nonostante i voti in libera uscita dal PdL grazie alla riforma fiscale di Tremonti.
    Tassare il risparmio delle persone per un liberista dovrebbe essere un’eresia. Senze se e senza ma.
    Il fli è incapace persino di intercettare il voto di chi viene schifato da Tremonti.
    Comunque non credo che le cose sarebbero molto differenti anche se assumeste un registro diverso. Ormai ne avete dette troppe.

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