We don’t need net neutrality – Letter to Neelie Kroes

This is a letter Libertiamo sent yesterday to Neelie Kroes, Vice President of European Commission, to restate its position about Net Neutrality, a topic being discussed by Dutch Parliament.

Dear Vice President Kroes,

We are closely following the debate over Net Neutrality in the Dutch Parliament and would like to express our support for your recent comments warning that regulation would be “premature.”

As you may know, Libertiamo is an organization with the objective of preserving economic liberties and freedom of expression. For this reason, we are working to ensure citizens can enjoy an open Internet, an Internet which can grow, innovate and benefit all consumers.

Moreover, exactly as the Dutch parliamentarians, as the Dutch consumers, as well as Vice President Kroes, we are also extremely concerned about the possibility of predatory practices and abuses by telecom operators, such as blocking or throttling of services. Indeed, such abuses may limit the freedom of Internet users to access the web, to innovate, to communicate, to grow and to benefit the Internet multiplier effect.

However, the solution is not through Net Neutrality regulation, as is being debated in the Netherlands. Imposing such a regulation would result in negative consequences on freedom of consumers not only in the Netherlands but also throughout Europe.

First of all, imposing now such a regulation in the Netherlands would discredit the work on Net Neutrality realized by the European Commission together with all the relevant stakeholders, including Libertiamo (cf. our response to the European Commission consultation on Net Neutrality). Moreover, imposing Net Neutrality regulation would also run counter to what has been decided by BEREC, the body of European regulators for telecommunications. Last September, BEREC concluded that there was no evidence to justify the introduction of Net Neutrality regulation, and it is now conducting its fact-finding exercise in Member States. Therefore, it is important at this stage to let them properly evaluate the situation, without artificially fragmenting the system and suddenly changing the regulatory conditions.

Second, imposing Net Neutrality regulation in the Netherlands would be extremely harmful for consumers and their freedom of choice. If such regulation were to become a reality, consumers would be the big losers. Consumers would lose their freedom in deciding which products they want and therefore which products succeed and which fail.

ISPs will also lose their freedom, not being able to differentiate their offer and structure their service on the basis of what consumers need. With unnecessary regulation, ISPs would lose the ability to maintain the performance of their network, with content and applications which are increasingly bandwidth intensive. It is extremely important to analyze the situation from a non-ideological perspective and realize that nowadays, with the decline in voice and SMS traffic, telecom operators have to find additional sources of revenue in order to achieve the target of broadband deployment set in the European Digital Agenda.

We perfectly understand the objective behind the Dutch government’s Net Neutrality proposal: to prevent the risk of abuse by telecom operators. However, we are firmly convinced that imposing ex ante net neutrality regulation is not the right solution, as in case of abuses those practices have been addressed under the existing competition law, at European or national level. In this issue, we are exactly on the same line as Vice President Kroes: we don’t need additional regulation. At least, not until BEREC will establish that there is need for additional regulation.

Our mission at Libertiamo is to foster freedom. This should also the most important mission of our governments. It is of vital importance not harm this mission with unnecessary and harmful rules. Vice President Kroes, we ask you to deploy all the possible means to stop irreparable mistakes.

With our best regards,

Piercamillo Falasca

Vice President of Libertiamo


6 Responses to “We don’t need net neutrality – Letter to Neelie Kroes”

  1. Luigi Di Liberto scrive:

    Per i non anglofoni come me si potrebbe avere anche la versione in italiano in modo da poter leggere le motivazioni non storpiate da google translator? Comunque già dal titolo e conoscendo la vostra posizione è chiaro che su questo tema la pensiamo in modo opposto ma sarà interessante confrontarci su questo tema.

  2. Redazione scrive:

    Caro Luigi, proveremo ad inizio della prossima settimana a soddisfare la tua richiesta con un articolo sul’argomento.

  3. Luigi Di Liberto scrive:

    Molto bene e spero che abbiate motivazioni più concrete di quelle che avete inviato alla consultazione pubblica alcuni mesi fa, perchè se sono solo quelle vi troverete in estrema difficoltà a trovare consenso in quelli che ormai da molto tempo la Rete la vivono e la fanno. Se oggi la Rete si è sviluppata in questo modo così straordinario e con le prospettive che ha, è proprio perché ha goduto della neutralità garantita dagli operatori che avevano in questo modo bisogno di sviluppare il web. Ora i grandi operatori possono contare su una serie di appetibili servizi per chi usa il web e cominciano a pensare il modo di sfruttarlo economicamente in modo più pesante, ed il vostro motivare la necessità di consentire agli operatori la possibilità di filtrare la Rete e differenziarla nei costi per i diversi servizi, per esempio un tot di € in più per avere accesso a youtube o servizi in streaqming in generale, con il fatto che servono agli operatori soldi per potenziare la banda larga è un paravento che cade al primo alito di vento. Men che meno regge la questione della concorrenza, a meno di decidere che l’accesso alla rete nei suoi servizi fondamentali debba essere un servizio fondamentale che deve a tutti garantire lo Stato gratuitamente come lo è andare a spasso per la strada, guardare le vetrine dei negozi e comprare, parlare con le persone, prestarsi un CD musicale, un libro o un DVD.

    Anche noi abbiamo alcune riverse sul BERUC, anche per il Telecom Package (TP) si sono impegnati scarsamente a tutela dei consumatori, in particolare proprio sulla NN, ma a me pare che in questo campo siano molto lacunosi ed impreparati, tanto che durante il TP su proprio il portavoce di ScambioEtico, attraverso il sollecito di Marco Pierani di altroconsumo, a preparargli una relazione sulla quale comunque non hanno mai fatto più di tanto, per cui dire che fino a quando il BERUC non sente questa necessità le cose è meglio lasciarle come sono senza mettere dei paletti vuol dire lasciare andare le cose fino a quando probabilmente sono talmente compromesse da assere irrimediabilmente irrecuperabili.

    Infine, vi sembra una posizione liberale quella di chiedere all’Europa di interferire sul processo legislativo di un Paese quando l’orientamento legislativo che stanno prendendo non è in contraddizione con le attuali direttive, e non spendere una parola contro la politica sarkozyana dei 3 strikes ne quella di ACTA che invece grossi problemi di compatibilità con l’acquis comunitario li hanno? Non mi pare di aver visto nulla da parte vostra per sostenere la richiesta dei verdi che vogliono sottoporre ACTA al vaglio della Corte di Giustizia prima di portarlo in Votazione all’assempblea plenaria, neppure di critica alle major che stanno pressione sui MEP per invitarli a votare contro la proposta dei verdi http://blog.tntvillage.scambioetico.org/?p=7690

  4. filipporiccio scrive:

    Ho già spiegato nei commenti ad articoli analoghi che l’avversione alla “net neutrality” è sbagliata. Vendere un “accesso ad Internet” significa vendere banda, esattamente come vendere un “collegamento telefonico” significa vendere la possibilità di chiamare qualcuno per avere una conversazione RISERVATA.

    “Net neutrality” = “quello che faccio con la banda che compro sono affari miei”.

    “No net neutrality” = “chi mi vende la banda fa passare solo quello che vuole lui o me lo fa pagare in modo differenziato”

    Qual è la posizione liberale?

    Ah, e non mi si parli della “libertà dei contratti”. Ci sono dei ragionevoli “default” in ogni contratto, per cui “Internet” significa una cosa ben precisa, che NON comprende il filtraggio dei pacchetti per tariffarli in modo differenziato; nessuno vuole impedire che qualche provider faccia anche questo ma per favore non chiamiamolo “accesso ad Internet”.

  5. Luigi Di liberto scrive:

    In attesa dell’articolo nel quale articolate il motivo per cui la NN è illiberale c’è da segnalare che l’Olanda ha poi approvato quella legge che avevate chiesto alla Kroes di ostacolare.

    http://www.nytimes.com/2011/06/23/technology/23neutral.html?_r=3&hpw

    Vale la pena sottolineare che in Francia tutti gli operatori mobili hanno bloccato skype per farvi cambiare idea?

  6. filipporiccio scrive:

    Innanzitutto si confonde la “banda libera per tutti” di stato, chiaramente illiberale, con la definizione di un ragionevole livello di servizio minimo perché quello che ti vende un provider sia chiamato “accesso ad Internet”.
    Poi c’è l’equivoco di fondo per cui i contenuti ad alto uso di banda dovrebbero essere fatti pagare di più, che però è esattamente quello che accade già adesso e continuerebbe ad accadere, come è giusto.
    Infine, c’è la confusione tra i venditori di accesso ad internet e i venditori di contenuti. Oggi chi fornisce i contenuti paga la banda “in upload” esattamente come chi usufruisce dei contenuti paga la banda “in download”, e il principio della net neutrality non fa altro che sancire questa situazione dicendo che chi vende la strada su cui passano i contenuti (il provider) non deve guardare quali sono questi contenuti (o quantomeno, non deve farlo se sta vendendo un “accesso ad internet”). Mi sembra un principio sacrosanto, equivalente di fatto a quello della riservatezza delle comunicazioni per lettera e telefoniche, e mi stupisce che questo aspetto venga completamente ignorato.
    Poi possiamo discutere all’infinito su quale sia il giusto livello di libertà degli ISP nel limitare il traffico o differenziare la tariffazione per tipologia di contenuto: ma il significato di “accesso ad Internet” deve rimanere ben chiaro.

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