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La giunta Pisapia patrocina il Gay Pride, ma minimizza. Forse troppo.

 – E’ stato uno dei primi atti della giunta di Pisapia: il patrocinio del Comune di Milano (nella forma gratuita) alla parata del Gay Pride in programma il prossimo 25 giugno.

Un atto di grande discontinuità. La Moratti non aveva mai accettato di apporre lo stemma comunale accanto a una manifestazione di questo genere. Non solo: quando aveva Sgarbi come assessore alla cultura, bloccò sul nascere la mostra (già allestita) “Vade retro – arte e omosessualità”, e successivamente licenziò il critico che, per far dare il patrocinio comunale a una rassegna teatrale omosessuale, l’aveva intitolata “Liberi amori possibili”, non abbastanza perché il sindaco non scoprisse cosa c’era dietro.

La Moratti, per Sgarbi, è da allora Suor Letizia.

Ora, al di là di ciò che riportano e riporteranno le cronache (per ora registriamo la soddisfazione dell’Arcigay milanese e il sarcasmo del ciellino del Pdl Carlo Masseroli), quello che è più curioso è descrivervi com’è stata data la notizia.
Cronisti radunati in sala giunta a Palazzo Marino per la conferenza stampa della prima riunione ufficiale tra sindaco e assessori. Si presenta il vice di Pisapia, Maria Grazia Guida, meno di mille voti nella lista del Pd ma promossa al ruolo perché direttrice della Casa della Carità, nonostante altri cattolici del suo stesso partito (Gramelli, Pantaleo e Fanzago) abbiano preso ben più voti di lei. Si presenta, dicevamo, e se non fosse per il fido Baruffi (neo capo di gabinetto) confonderebbe ruoli e competenze: l’emozione? Sì, ammettiamola.

Ma anche un po’ d’imbarazzo, forse. Non si spiega altrimenti il fatto che, mentre esce un’agenzia dedicata proprio e solo al patrocinio del Gay Pride, la Guida, coi giornalisti, sentite come minimizza: “E’ stata una riunione molto operativa e organizzativa. Oltre all’assegnazione definitiva delle deleghe, abbiamo approvato alcuni provvedimenti di ordinaria amministrazione e dato il patrocinio gratuito del Comune ad alcune attività che erano già state prestabilite”.


Autore: Massimiliano Melley

Nato a Milano nel 1975, si è laureato in Scienze Politiche a Milano e ha conseguito un master in Spettacolo Impresa Società alla Bicocca (facoltà di Sociologia). Ha scritto di politica lombarda ed estera su "L'Opinione" e attualmente collabora con il quotidiano online "Milano Today".

3 Responses to “La giunta Pisapia patrocina il Gay Pride, ma minimizza. Forse troppo.”

  1. Non ho capito alcune cose: il sindaco sceglie i propri collaboratori in base ai voti ricevuti da ognuno di essi? Quindi non può scegliere come assessori, coloro che non sono stati messi in lista? Cosa avrebbe dovuto dire il vicesindaco? Quali toni avrebbe dovuto utilizzare? Insomma, io non sono gay e tuttavia, non ho nulla contro di loro. Ognuno dovrebbe essere libero di esprimersi come meglio crede. O sbaglio?

  2. lodovico scrive:

    un patrocinio non si nega a nessuno ovvero tutti meritano un patrocinio.

  3. Per F. Dalla Villa.
    Forse ho peccato di scarsa chiarezza.

    Sono assolutamente d’accordo con questo patrocinio.

    Ma parliamoci chiaro: questo patrocinio ha fatto molto rumore perché è una novità per Milano. Sai come fanno i giornalisti, no? Notizia d’apertura su tutte le cronache locali.
    Quindi quel che ho colto è la non corrispondenza tra tale novità (di cui il sindaco ha di che vantarsi, giustamente) e l’imbarazzo (tale m’è parso) della vicesindaca cattolica, che in conferenza stampa l’ha taciuta (la novità).

    Sul metodo di scelta degli assessori, il sindaco può e deve scegliere chi vuole: ma sì, certo, spesso e volentieri sceglie tra chi ha avuto più voti come candidato al consiglio, perché il numero di voti è abitualmente una delle misure del merito in politica. Non dev’essere l’unica, non dev’essere la sola usata. E’ chiaro.

    M.G. Guida è stata scelta perché donna targata ufficialmente Caritas, al di là del numero di voti. Questo non è piaciuto a qualcuno (sta nelle cronache) e io non giudico cose che non mi riguardano, ma constato.

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