Per la caccia agli indecisi, Fini è credibile, FLI non ancora

di PIERCAMILLO FALASCA – Effetti del referendum: scrive Renato Mannheimer sul Corriere della Sera che circa il 50 per cento degli italiani non sa per quale partito voterebbe, se oggi ci fossero le elezioni politiche. Le fila degli indecisi sarebbero oltremodo ingrossate da ex elettori del PdL: più che la partecipazione al voto referendario (alimentata presumibilmente dal merito delle questioni, oltre che dalla campagna di disinformazione montata ad arte dai promotori e nei fatti alimentata dal dilettantismo dei media italiani), l’elemento chiave è rappresentato dall’avversità nei confronti del Cavaliere di una porzione crescente dell’opinione pubblica di centrodestra.

Per il Terzo Polo, ma soprattutto per Fini e per Futuro e Libertà, si apre oggi una chance irripetibile: puntare agli indecisi in fuga dal sogno berlusconiano, mostrare loro un’oasi di buon senso tra i due opposti isterismi della sinistra a trazione dipietrista e della destra a trazione leghista. Se dirlo è facile, farlo è più complicato: per intercettare una domanda, o forse addirittura per crearsi una domanda, bisogna saper elaborare un’offerta. Quest’ultima – se è lecito semplificare – è fatta di una leadership credibile e di proposte e posizioni concrete e coerenti con la “visione” che la leadership racconta agli elettori. Detto in altri termini: per l’offerta che FLI può e deve presentare all’enorme platea di elettori di centrodestra disillusi dal berlusconismo, Gianfranco Fini è necessario, ma non sufficiente, non al punto da rendere indifferenti le posizioni che gli esponenti di FLI assumono su un tema o su un altro. Candidarsi ad essere una destra repubblicana ed europea, inclusiva e innovatrice, significa elaborare una piattaforma di contenuti coerente e riconoscibile.

Quando a parlare è Fini (beninteso: colui che ha convinto migliaia e migliaia di italiani a impegnarsi in prima persona con Futuro e Libertà) dubbi ne abbiamo pochi: legalità e garantismo, mercato e innovazione, laicità e libertà civili, merito e solidarietà. Ma all’ombra di Fini, troppo spesso pare prevalere la confusione degli opposti contenuti, un partito che contemporaneamente vota No e Sì all’abrogazione del decreto Ronchi, che con la mano destra partecipa al GayPride e con la sinistra se ne vergogna, che pensa ad un tempo di portare in Italia la destra liberal-conservatrice di Cameron e di riesumare il sincretismo fasciocomunista di Pennacchi.

E’ illusorio pensare che l’ombrello finiano possa nascondere le ambiguità, tanto più se si considera quanto l’elettorato potenziale di FLI – giovane, istruito e attivo in Rete – sia esigente e accorto. Rifugiarsi agnosticamente nel “meno male che Fini c’è” sarebbe un errore fatale. Per diventare grandi, è giunto il tempo delle scelte, il tempo della strategia e non della tattica.


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

30 Responses to “Per la caccia agli indecisi, Fini è credibile, FLI non ancora”

  1. Bravo, bravo, bravo!
    Prevengo immediatamente chi ti dirà che stai inneggiando al pensiero unico. Un conto è scambiarsi pareri, confrontarsi. Un altro conto è l’identità di base. Un partito non può non averla. Se proprio c’è ancora bisogno di discuterla, anche se a me sembra chiara da innumerevoli discorsi, libri, documenti e proposte di legge, la si discuta pure. Ma non si può non averla.

  2. facendo un’analisi molto cinica, sembra che il valore aggiunto a FLI sia dato da Libertiamo, Della Vedova, Urso, Ronchi, Baldassarri, Raisi, Valditara, politologi come la Ventura, Campi, etc….xk tt queste persone (gli unici liberali in tutto lo spettro politico italiano) non creano un vero partito liberale, con primarie magari. Fini poi si dovra’ adeguare, o segue loro oppure resta con Granata&co. penso che sarebbe una svolta

  3. step scrive:

    Finalmente! È proprio quello che ho scritto all’interno di un’altra discussione. Anzi, l’articolo “mi supera” in realismo laddove afferma che l’ombrello finiano non sarà (e non dovrà essere) la soluzione/mascheramento del problema. Certamente quando Fini riprenderà la guida diretta del partito molte ambiguità scompariranno. Però non prendiamoci in giro: FLI contiene culture politiche troppo diverse. Non si può spacciare questo fatto come un dato positivo di ricchezza culturale e di vivacità… Questi sono idealismi. Alla fine bisogna incidere nella politica italiana, tanto più che FLI non è per ora un grande partito. Oltretutto alla divaricazione ideologico-culturale potrebbe assommarsi quella tattico-politica, stante il terzo polo (chi propende verso il CDX, chi verso il CSX).

    Pochi giorni addietro ho letto da qualche parte che Bocchino ha affermato che in questo periodo, in concomitanza con l’apertura della sede politica in Roma, sarebbe stato esplicitato il programma di FLI e molte cose saranno chiarite: mi auguro che al più presto si dica cosa è FLI e dove vuole andare. Per quanto riguarda Fini io sono ottimista. Credo che il suo percorso l’abbia portato vicino alle posizioni di Libertiamo. Il problema sono molti altri politici di FLI che fanno la voce grossa, e anche molti quadri intermedi, tutti su posizioni ultra-giustizialiste e ultra-sociali. Ma penso che la base votante voglia restare antitetica alla sinistra. Io sinceramente non ho più voglia di aspettare. Posso anche rinunciare a sapere le future alleanze di FLI, ma gradirei sapere almeno la cosa fondamentale: FLI è un partito di destra liberale? Se FLI è qualcosa di diverso lo si dica chiaramente. Non si può prendere in giro le persone (che infatti alle amministrative non hanno premiato un partito “nebulosa”). Adolfo Urso, per dirne uno, ha ragione.

  4. GG scrive:

    Son d’accordo con Flavio, bisognerebbe dividere la parte liberale-garantista di FLI da quella social-giustizialista. E’ evidente che queste due “anime” in FLI non sono conciliabili. L’eccessiva divergenza di idee è solo deleteria, non è dialogo ma è un continuo scontro che non fa altro che logorare il partito. Oltre a FLI, sta perdendo credibilità anche il terzo polo nel suo complesso. Negli ultimi sondaggi è dato in calo, mentre il centrosx è dato 10 punti in vantaggio sul centrodx. Dunque, in caso di elezioni, il terzo polo rischierebbe di non essere nemmeno più determinante per la vittoria di uno o dell’altro schieramento! FLI va giù nei consensi, il terzo polo va giù e si continua a non fare nulla per fermare questo trend. Veramente incomprensibile.

  5. Giuseppe Rollo scrive:

    Il problema per me è di metodo. Mancano gli strumenti all’interno del partito per la competizione delle idee, mancano le strutture di discussione dei temi politici, manca un coordinamento della comunicazione ufficiale del partito, mancano primarie o assemblee elettive…
    Bocchino ha traghettato i finiani dal PDL a FLI ma non ha completato il soggetto politico dandogli lo statuto che un partito ambizioso deve avere.
    Fini, nonostante le richieste dei suoi (pochi) elettori non si è dimesso né intende farlo a breve, per prendere per mano il partito, ma ci crede veramente a FLI?
    Insomma, come si realizza quello che tu auspichi?
    Bisogna preoccuparsi meno di perdere alcune persone e più di costruire l’immagine di un partito non personalista che abbia credibilità, al di là di Fini.

  6. Andre scrive:

    I liberalissimi Urso, Ronchi e Raisi… permettetemi di mantenere qualche dubbio.
    Comunque, nonostante tutte le criticità, ad oggi è meglio auspicarsi una crescita del FLI e del Terzo Polo (sapendo però che il liberalismo suderà non poco ad aprirsi degli spazi) su cui ricreare un cdx del terzo millennio.

  7. Luigi Di Liberto scrive:

    Io non lo so se Fli sia ancora prettamente di DX, a me pare che con la scelta di dar vita al terzo polo con api e udc si sia dichiaratamente espresso come centrista, il quale centro potrebbe stare sia a sostegno della Dx che a supporto della SX lo ha dimostrato in queste elezioni amministrative, prima ancora che la classe dirigente direttamente gli elettori. Quello che mi interessa in particolare e che Libertiamo riesca a tenere la alto il tasso liberale (non solo liberista) nello schieramento che poi andrà a sostenere/coalizzarsi, quello che mi sembra impossibile è che possa andare nel breve periodo a sostenere questa “destra” (che di centro e di moderato non ha nulla) con la quale ha rotto duramente.

  8. mick scrive:

    …legalità e garantismo, mercato e innovazione, laicità e libertà civili, merito e solidarietà…

    D’accordissimo, ma così come sono scritti sembrano quasi contrapposizioni!
    Se per la prima copia e per l’ultima ci può anche stare per le altre no.
    L’unica cosa, spero che non si continui a parlare di partito “moderato”. L’Italia a mio modesto parere non ha bisogno di moderatismo ma di una vera rivoluzione liberale.

  9. An Von wolgersfeld scrive:

    Fini deve toglierai di mezzo. Ha sempre solo sfasciato. Ora, poi, con l’alleanza col PD ha dimostrato di non saper fare nulla: solo l’antiberlusconi. No, non è sufficiente.
    Concordo con Flavio: è necessario che chi appartiene alla nostra storia si impegni e subito, Urso, Ronchi, Baldassarri, Raisi, Valditara, Consolo, Lo Presti, non possono piú ignorare il malessere e la disperazione di chi, come noi, non riconosce la propria casa perchè i vari Bocchino, Granata, Briguglio & C., l’hanno messa a soqquadro!
    Concordo che Fini, anche se vuole imperare prepotentemente, si dovra’ adeguare, o rimarrà a fare il … falconiere di Bocchino e Granata!!!!

  10. Giorgio scrive:

    Benissimo…si tolga pure Fini di mezzo dai cari Urso, Ronchi e company… O, meglio ancora, si tolgano loro di mezzo da noi… Io quella casa che alcuni non riconoscono più…è proprio quella che voglio contribuire a costruire. So che sarà tanto difficile, ma la mia fiducia in Fini al momento mi fa essere moderatamente ottimista. In una cosa concordo: dovremo finalmente prendere posizioni chiare e soprattutto riuscire a mantenerle tali, se il terzo polo (e spero di no) dovesse continuare a vivere. Una cosa fin d’ora la prometto: proprio perchè per me certi valori e principi sono intoccabili, e visto che nel terzo polo ci sono partiti che su questi punti hanno una posizione diametralmente opposta alla mia, NON sarò più disposto a votare una lista comune con gli altri 2 partiti, come ho dovuto fare alle ultime amministrative. Di apparentamenti se ne può anche discutere…lista comune: mai più

  11. ivan scrive:

    Flavio Ciabattoni scrive:
    15 giugno 2011 alle 13:31
    facendo un’analisi molto cinica, sembra che il valore aggiunto a FLI sia dato da Libertiamo, Della Vedova, Urso, Ronchi, Baldassarri, Raisi…
    ———————-
    Mi sembra che le posizioni di Della Vedova siano molto diverse da quelle di Urso in tema di alleanze.

    Le differenze tra Granata e Urso riguardano l’anti-berlusconismo, non il liberalismo

    in FLI siamo tutti liberali, poi dipende cosa intendi tu per liberali

  12. ciao ivan,
    per liberale intendo liberista e laico.
    granata si e’ auto-proclamato un “fascista di sinistra”. (per inciso,a me nn da fastidio l’epiteto “di sinistra” ,da radicale quale io sono).
    a me da fastidio l’anti-berlusconismo del “mandiamo a puttane un paese pur di mandare a quel paese un puttaniere”.
    votare NO al referendum sulla liberalizzazione dell’acqua per me e’ liberale. (urso si era dichiarato favorevole sia al nucleare che alle liberalizzazioni, in piu’ Fare Futuro, organo liberal-conservatore era una sua fondazione)
    Per me un orientamento politico come quello di Granata non ha senso.
    a quel punto tra la brutta e la bella copia preferisco la bella, ovvero la sinistra.

  13. ivan scrive:

    Flavio
    nn si tratta di mandare a casa un puttaniere. Ma di liberare la democrazia dal pericolo (ormai quasi sfumato ) del progetto piduista: la conquista dello stato ( o colpo) attraverso la conquista dei mezzi informativi.

    Io sono liberale e liberista ma sono anche antiberlusconiano perche penso sia seriamente un pericolo per la democrazia

    ora mi sembra che il pericolo stia passando. Ma nn ci giurerei, se vince alla camera diventa presidente della repuvblica e mette dei burattini nwlle istituzioni e nella corte.

    L’antiberlusconismo nasce dalla consapevoleZZA del pericolo che rappresenta e non dalla critica a i suoi vizi.

    Fini ha chiarito intelligentemente la finta dicotomia legalita’/garantismo: mai un innocente in galera. Mai un delinquente in liberta’. Nessuna contrapposizione

  14. Luigi Di Liberto scrive:

    Flavio, ancora con questa cosa della “liberalizzazione” dei servizi idrici? A te sembra che la vendita del 40% sia una liberalizzazione? Io la chiamo un inizio di privatizzazione, mi pare piuttosto semplice senza poi andare a vedere tutte le altre magagne che conteneva la legge.

    A parte ciò sono d’accordo con Ivan che in questo momento la priorità sia quella di evitare che Berlusconi vinca alle prossime elezioni e che quindi possa poi andare al Quirinale o mandarci un suo tirapiedi, nella speranza che la prossima legislatura faccia quella dozzina di riforme pesanti fondamentali, quindi è vero che serve in fretta mettere in piedi il progetto di programma e poi non farsi problemi di chi ci sta. Secondo me si deve partire da:

    Questione RAI e TV (una rete per soggetto)
    Democrazia Diretta (referedum senza quorum e magari anche quelli propositivi)
    Riforma Elettorale (doppio turno francese se non si riesce ora)
    Riforma Giustizia (quella dei Radicali)
    Conflitto di Interesse ( no proprietari di TV/giornali nazionali in politica)
    Riforma Fiscale (all’americana nelle aliquote e nelle sanzioni)
    Riforma Pensioni (da un minimo di 800 a un Max di di 1600 € per tutti)
    Abolizioni Province (tutte)
    Unificazione & Smilitarizzazione FdO (magari anche smilit. GdF)
    Tetto agli stipendi degli amministratori aziende pubbliche senza buonuscita (prendono anche loro il TRF come tutti i lavoratori, sempre se non causano perdite per “tracuratezza”)
    Non tassativo a doppi incarichi politici
    No incarichi a politici nelle aziende pubbliche o amministrate

    Se poi si riesce ad allargare ad altro tanto meglio ma già solo con questo si farebbe un salto di qualità notevole mettendo le basi per qualcosa che poi funziona. Su tutto il resto ci si rimette alle maggioranze che si formano in parlamento senza far cadere il governo.

    Io sinceramente mi accontenterei di questo ed una volta raggiunto questi obbiettivi si può anche tornare a votare e dividersi di nuovo ma questo sarebbe un programma elettorale riformatore che raccoglierebbe una marea di consenso.

    PS Io ci metterei anche una legge che abolisce tutte le attenuanti e metta una aggravante a chi eletto o nominato ad incarico pubblico commette reati con obbligo di istruttorie e processi su corsia preferenziale, cosi come una legge molto pesante per la compravendita di voti (per me è un reato più grave della rapina), ma ho il timore di essere tacciato da giacobino :)

  15. ivan scrive:

    … Altra cosa flavio
    Capisco l’acqua…

    Ma perche’ dici che il nucleare e’ liberale?

    Per me il nucleare e’: statalista, centralista, monopolista e aggiungerei comunista ( fa tutto lo stato)

    il fotovoltaico e ‘ fatto dalla piccola impresa in concorrenza perfetta.

    Gli incentivi servono per dar partire il mercato, in 3 anni i prezzi sono piu che dimezzati, e fra pochi anni andra’ da solo senza intervento statale.

    P.s. Ho idee radicali anche io e pannella ha votato 4 SI AI REFERENDUM insieme alla bonino ed ha appoggiato De Magistris a napoli.

    Discutiamo insieme al gruppo di granata e briguglio senza stare col ditino a ddire cosa e’ liberale e scegliendo in base al manuale liberale.

    Il Liberalismo e’ Laico e Pragmatico o non e’ LIBERALISMO ma una religione da seguire con i dogmi e precetti.

    Laicita’ vuol dire non essere schiavo neanche delle idee.

  16. guarda x qnt mi fa schifo berlusca per me la democrazia non e’ in pericolo. e’ stato eletto democraticamente, come in tutti gli altri paesi democratici. tuttal’piu’ io mi preoccupo della strage di democrazia fatta dall’elezione di Firmigoni, ma nn mi sembra che a voi, in quel caso freghi qualcosa della legalita’ e della giustizia.
    x luigi, IO sono d’accordo con tutto il tuo programma, peccato che Granata non lo sia.
    dov’era Granata quando c’era da votare x la fecondazione assistita e x la ricerca sulle cellule staminali?? dov’era tutta questa gente? x mandare a casa berlusconi ci si muove, x abolire leggi liberticide e anti-progresso si va al mare? vi sembra normale?
    sull’acqua, la “vendita” del 40% nn ha senso. casomai l’affidamento della gestione a una societa’ con un 40% minimo di capitale privato.
    a proposito di Pannella, leggete cosa dice:
    http://www.radicali.it/rassegna-stampa/int-m-pannella-popolo-usato-sinistra-opportunista
    per ivan: il nucleare non e’ ne liberale, ne comunista, ne cattolico,
    e’ illiberale vietarne il dibattito solo xk l’ha proposto un governo berlusconi.
    i sono per un mix energie rinnovabili e nucleare
    e nn stenterei a credere che se Di Pietro e Grillo avessero proposto il nucleare tt i loro sudditi sarebbero stati d’accordo.
    (ps poi sull’acqua, Leghisti e Vaticano hanno votato si….della serie, conflitti d’interessi incrociati, a me bastava quello x votare no)
    io da radicale, continuo a votare i radicali, se FLI vuole il mio voto dovrebbe distinguersi. ripeto, qual’e’ la differenza sostanziale tra Granata e Di Pietro (sia a livello economico ke politico)?

  17. Luigi Di Liberto scrive:

    Caro Flavio,

    anche io vedo nei Radicali il mio ambiente politico più limitrofo alle mie idee, non per niente sono stato iscritto e militante attivo tanti anni (da alcuni anni ho grossi problemi economici ma se ricevo a giorni i soldi che mi sono stati promessi quest’anno mi prendo il pacchetto, inoltre ho problemi logistici e di mobilità, ho rinunciato alla patente per non dargli soddisfazione di pagare le analisi “antidroga” CHE PERO’ HO FATTO, per fare militanza attiva, oltre al fatto che la battaglia che seguo da alcuni anni mi assorbe completamente http://www.tntvillage.scambioetico.org/Statuto.html ), ma anche stimo gli amici di Libertiamo ed apprezzo l’evoluzione politica che ha fatto in questo nuovo millennio Fini e chi lo ha seguito nell’avventura di FLI. La questione è che non posso pretendere di modificare le loro convinzioni etiche su certi argomenti che dovrebbero restare fuori dalle ideologie politiche e rientrare nella libertà di coscienza, basta cambiare le regole del gioco referendario per favorire il confronto ed informazione lasciando poi decidere a chi va a votare.

    Non credo che se Di Pietro o Grillo fossero stati a favore del nucleare le persone avrebbero votato diversamente, va detto però che se Di Pietro non si fosse impegnato a raccogliere le firme, rischiando il fallimento quorum (cosa che sarebbe accaduta quasi certamente se invece se i promotori fossero stati i Radicali per la censura che avrebbero subito, ma questo è un altro discorso), questa ripresa democratica non ci sarebbe stata.

    Non condivido invece il tuo pregiudizio a votare in opposizione da come votano i Leghisti o alle indicazioni vaticane.

    Per la pericolosità del Cav posso concordare con la sintesi pannelliana che lui è il prodotto della peste italiana e non il mostro, ma, secondo me, è lui che, in particolare in questo nuovo millennio, ha picconato più di tutti gli altri insieme in 50 anni. Sul democraticamente eletto stenderei un velo pietoso.

    Per l’acqua allora convieni che non doveva vendere? Va fatta quindi una legge diversa e per farla si doveva abolire questa; se la confermavamo non sarebbe cambiata in meglio, anzi sono certo che sarebbe peggiorata e presto sarebbe stato messo in liquidazione anche il restante 60% o quanto un’altra quota che dava la maggioranza ai privati, per cui poi, come di solito all’italiana, allo Stato spettavano gli oneri ed ai privati i profitti ed onori.

  18. ivan scrive:

    Flavio

    tutto cambia rapidamente.
    Facebook. Crisi economica del libero mercato. Rivoluzioni africane.

    La gente di dx che vota i referendum di sx. Pannella de magistris. Di pietro apre a casini. Vendola apre a casini. Napoli con un magistrato dice basta alla camorra.

    Non chiudiamoci in steccati ideali. Alleanza con di pietro o sx non sono peccati mortali.

    E il nucleare e’ statalista

  19. ivan scrive:

    Luigi di liberto
    sottoscrivo il tuo programma minimo e aggiungerei 1 altro punto:

    Abolizione degli ordini professionali. Il cdx nn la fara mai perche farmacisti notai avvocati commercialisti e altri votano tutti pdl

  20. ivan, cioe’ parli con uno che la mattina commenta su libertiamo e la sera va ai centri sociali. qui a milano, ho fatto anke io nel mio piccolo campagna per Pisapia, quindi e’ inutile parlare di steccati.
    per me Di Pietro e’ troppo di destra, per me Vendola e’ troppo “concordatario”, quindi li sto criticando “da sinistra”.
    se FLI avesse voluto avere credibilita’, sarebbe dovuto andare da solo, cosa che avrebbe ripagato nel lungo termine. mentre perde credibilita’ sia con il terzo polo (cosa ci fanno dei laici in mezzo a dei talebani integralisti dell’udc), perde credibilita’ con Lega+PDL, perde credibilita’ con la sinistra.
    soprattutto, se sei un partito, come in economia, devi trovarti una tua nicchia, una caratteristica che ti differenzi dagli altri partiti.
    i radicali a fine anni 90 presero percentuali che arrivavano anche sopra il 10%, questo perche’ presentarono un programma esclusivamente liberista e liberale, una mosca bianca in tutto il parlamento.
    mi spieghi per quale motivo, il discorso di Fini relativo al PDL che e’ la fotocopia della lega, e che la gente preferisce votare la bella copia, non vale per FLI?
    sulla privatizzazione dell’acqua: non si e’ venduto il 40%, ripeto, nel momento in cui viene data la gestione a una societa’ mista, deve avere un minimo del 40% di capitale privato. ti credi che prima del decreto ronchi era diverso?? prima le societa’ a cui veniva affidata erano comunque private….ora si e’ solo aggiunta la gara pubblica.
    e cmq a me scandalizza molto di piu’ l’elezione di Formigoni che quella del Cav (che poi non capisco quali brogli ci siano stati nella sua elezione)

  21. Luigi Di Liberto scrive:

    Flavio scrive: “mi spieghi per quale motivo, il discorso di Fini relativo al PDL che e’ la fotocopia della lega, e che la gente preferisce votare la bella copia, non vale per FLI?”

    Scusa ma non ho capito a chi e a cosa ti riferisci, almeno in questa discussione.

    Per la questione acqua cerchiamo di capire per bene le cose, se poi sono io che ho toppato non ho problemi a coprirmi il capo di cenere.

    Premesso che è pacifico che non si voleva privatizzare l’acqua in quanto bene ma le società che hanno la proprietà delle infrastrutture, e su questo concordo della demagogia da alcuni creata, ma la colpa principale di ciò è di chi questa legge l’ha voluta e votata ma non si è esposto nei comitati per il si per fare chiarezza. In particolare il fatto di non vedere nei comitati per il NO Ronchi che ha firmato il decreto a difendere la sua legge, ha fatto pensare che era indifendibile, allo stesso delle altre due leggi abrogate.

    Detto ciò a me pare che si volesse privatizzare il 40% delle infrastrutture necessarie alla distribuzione ma va da se che un servizio come questo, che non ha praticamente possibilità di concorrenza, neppure fittizia, come la telefonia. L’errore più grande e stato anche dei pochi che si sono espressi andando a propinare la cosa come una liberalizzazione quando era in realtà altro, portando anche quelli come me che avrebbero potuto astenesti alla fine a votare contro per aver usato le stesse armi della falsità per portare acqua al mulino. Se vendi infrastrutture del servizio chi le ha in mano di fatto può fare il bello e cattivo e tempo delle tariffe perché è il servizio di un bene pubblico fondamentale irrinunciabile. Inoltre ci sono posti in cui, come dove vivo io, questo servizio gestito dal comune è molto soddisfacente ed in altri in cui viene gestito dai privati è lo stesso vergognoso, per questo penso che alla fine le persone hanno preferito azzerare il tutto. Infine la gara pubblica nel sistema italiano purtroppo fa acqua da tutte le parti per non dire di peggio, certo sempre meglio che l’affida, ma il fatto che ci non ci fosse una autorità di garanzia e sorveglianza, anche se pure questi organismi in Italia hanno poca credibilità, era una lacuna pesante, comunque se il problema era solo la gara pubblica bastava imporre quello senza imporre privatizzazioni indiscriminate anche dove questo servizio funziona bene e tiene i prezzi bassi.

    Non c’è dubbio che l’elezione di Formigoni sia fuorilegge e sia scandaloso il fatto che la giustizia interverrà, se interverrà, quando ormai il reato sarà stato completamente consumato nel beneficio politico, ma in quel caso parliamo di reati concreti e non di antidecraticità purtroppo impunibile, l’antidemocrazia dell’elezione di Berlusconi sta nel potere mediatico di cui ha potuto disporre per propinare regalie dell’ultimo momento come la sciagurata abolizione totale dell’ICI sulla prima casa, o spacciare la truffa Alitalia come salvaguardia della compagnia di bandiera italiana, tanto per citare le cose più evidenti.

  22. Luigi Di Liberto scrive:

    OPS edit di scrittura mal riuscito, va trascurata questa parte

    …certo sempre meglio che l’affida,….

  23. ivan scrive:

    Flavio
    come di pietro troppo di dx? Ma, sorpresa sorpresa, anche fli e’ di dx legalitaria.

    Tra l’ altro di pietro e’ nei liberal democrarici europei. Noi nel ppe???? Io di pietro lo inviterei nel terzo polo, xoi tempi dovuti. E farei l’alleanza per la terza repubblica con il restante csx.

    Andare da soli nn porta da nessuna parte. Diventiamo irrilevanti e se non conti nulla sparisci in breve tempp. E ‘ un non senso politico

  24. ivan scrive:

    Flavio Ciabattoni scrive:
    17 giugno 2011 alle 10:41
    ivan, cioe’ parli con uno che la mattina commenta su libertiamo e la sera va ai centri sociali.
    —————
    Quoto Saviano: sta nascendo la Rivoluzione Liberale di gobettiana memoria. Il Comunismo è morto e non risorgerà più
    E’ più liberale Di Pietro e Bersani di Berlusconi-Santanchè

  25. Miki scrive:

    “Candidarsi ad essere una destra repubblicana ed europea, inclusiva e innovatrice, significa elaborare una piattaforma di contenuti coerente e riconoscibile.”
    Condivido e aspetto fiducioso.
    Ma finchè la “piattaforma di contenuti” sarà: “Berlusconi é un fetente!” FLI non avrà il mio voto.
    Di Di Pietro ce ne sono già abbastanza.
    M.

  26. @ luigi, x il discorso brutta bella copia, intendevo granata e di pietro.
    guarda destra legalitaria, dice tutto e dice niente.
    io sono garantista, ma e’ logico che il mio garantismo non lo spaccio per inpunita’ quando vedo esempi come cosentino, etc.
    sono dell’idea che e’ meglio un colpevole fuori che un innocente dentro.
    sono per la depenalizzazione dei reati minori, sono per migliorare la condizione delle carceri italiane.
    se questo e’ legalitarismo, ok. ma e’ ad anni luce dal giustizialismo di di pietro.
    che di pietro sia nei liberal democratici europei infatti mi sa molto di stronz*ta, anche i radicali ci stanno, ma in tema di giustizia ed economia la pensano diametralmente opposta (senza parlare del populismo).
    secondo me, (come anche dissero Campi e la Ventura), correre da soli avrebbe giovato nel lungo termine. l’irrilevanza si e’ raggiunta nel terzo polo (dati alla mano), di cui si sa gia’ chi sara’ il leader e soprattutto quale sara’ l’impostazione in fatto di temi etico-sociali.
    PS: guarda tutti sono piu’ liberali della Santanche’ e di Berlusconi (forse di pietro no,) lo convengo anche io, Bersani e’ stato l’unico che ha fatto liberalizzazioni in Italia.
    solo perche’ dico che FLI non puo’ essere anti-berlusconiana non significa che io sia berlusconiano.

  27. ivan scrive:

    Basta con la lotta tra Ursiani e Bocchiniani;

    FLI sia liberale, ma mai più col pdl

    Tutti d’accordo su questo principio?

  28. fli cn i radicali, a me basta questo :D

  29. pierluigibo scrive:

    Cosa ci fanno Urso e Ronchi con tutti gli altri ?
    Il voto alla Camera su Landolfi chi lo ha deciso ?
    E le liste elettorali chi ha deciso di farle e come farle?
    Tutti i yitamolla senza idee e unità perchè le accetta un signore che stimo come Della Vedova ?

  30. ivan scrive:

    Io ho idee radicali ma sulla giustizia ci sono differenze…

    Io sono per il 41 bis automatico e sto dalla parte dei magistrati non dei mafiosi.

    Per tutto il resto, droga, diritti, laicita, liberismo sono radicale

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