Perde Berlusconi

di LUCIO SCUDIERO – Non c’è stato referendum su Berlusconi, negli ultimi diciasette anni, che non raggiungesse il quorum. Andrà così, molto probabilmente, anche oggi. E anche oggi, come quindici giorni fa a Milano, Berlusconi perderà, nonostante il contributo indiretto di quegli astensionisti consapevoli che, come il sottoscritto, a questi referendum scorretti nei temi e nei toni, oltre che bugiardi, avevano scelto di non prendere parte, pur militando programmaticamente per le ragioni del NO a 3 quesiti su 4.

Berlusconi perderà per l’inerzia statica della sua immagine ieratica, troppo stridente con la sostanza del barattiere simoniaco di cariche contro guarentigie, e pure troppo lontana da quella di un moderno e dinamico leader riformatore, che “laicamente” si confronta nel Paese sapendo che può perdere o vincere ma che ha il dovere di provarci. Se non altro perchè, in democrazia, non puoi fare altrimenti. E troppe volte il Cav. si è illuso di essere immune alla democrazia e al tempo che passa. Così oggi perderà, rovinosamente, anche per l’inerzia dinamica del processo democratico della sua caduta.

Nel numero di elettori che ha raggiunto i seggi, c’è una parte di elettorato berlusconiano che ha scelto di insubordinarsi alla linea del premier, impotente nei loro confronti come impotente era stato nei confronti di quei dirigenti del PdL, il partito che non c’è più, che fin dai primi giorni di campagna referendaria avevano promesso di partecipare alla consultazione sostenendo posizioni di retroguardia.

E’ lo smobilizzo del berlusconismo, e se a Milano e Napoli era arrivato l’avviso di sfratto, a referendum concluso è probabile che a Palazzo Chigi bussi pure l’ufficiale giudiziario incaricato di eseguirlo, col fazzoletto verde e l’accento bergamasco. Dalla Libia al fisco, la Lega Nord ha costruito l’itinerario del proprio abbandono.

Tutto intorno è in riflusso. La stessa Lega Nord, passata dal predicare la rivoluzione del federalismo competitivo e anticentralista alla rivendicazione rabbiosa di un centralismo decentrato. Il fu centro destra, che Berlusconi ha diviso dopo aver riunito, distruggendo simboli e significato di quella rivoluzione liberale che si concluderà, oggi, con il favor referendario per la nazionalizzazione dei servizi pubblici locali.

Restano un paio di note di speranza. I NO ai referendum su acqua e nucleare, che identificheranno lo zoccolo duro di un elettorato da cui un centro destra diverso dovrà ripartire; la debacle referendaria della Puglia di Nichi Vendola, che chiuderà le urne sotto la media nazionale (ieri sera aveva votato solo il 37,5%), nonostante l’ubriacatura ideologica del leader di Sel.

A dimostrazione che la realtà vince pure sulla “poesia”.


Autore: Lucio Scudiero

Classe 1986, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Quando non scrive nè edita bozze altrui studia a un master di diritto europeo, in attesa di potersi dedicare alla storia moderna, alla musica e ai classici della letteratura. E' incidentalmente caporedattore di Libertiamo.it.

6 Responses to “Perde Berlusconi”

  1. Luigi Di Liberto scrive:

    Mi pare di leggere una contraddizione quando scrivi, se ho capito bene, che pur essendo per tre no non hai partecipato (il quarto era un si?) e poi che nutri almeno la speranza di un cospicuo numero di no.

    Non lo so se il numero dei votanti in Puglia (tra l’altro maggiore di quanto scrivi 35,7) minore che al Centro Nord, qualora venga infine confermato, sarebbe da vedere come una sconfitta personale di Vendola, in tutto il sud ed isole il calo è vistoso come di solito in tutti i referendum. Secondo me vuol solo dire che si conferma come al sub il voto sia maggiormente condizionato, questa volta più facile da controllare, dai gestori malavitosi di voto, ma evidenzia come nelle roccaforti del nord, unica eccezione Imperia dove probabilmente l’influenza di Scajola fa ancora presa, l’elettorato del PdL e in particolare della Lega si sono rivoltati contro i loro leader non ascoltando le loro indicazioni di astensione, ma non per punire masochisticamente i loro leader ma proprio perché si sono convinti che era giusto votare no alle leggi che quella maggioranza, allora comprensiva anche di FLI, aveva approvato, come per l’acqua ha fatto anche Maroni, Zaia, Cota e poi vedremo quanti altri.

    Cosa emerge -secondo me- in concreto e veramente da queste ultime consultazioni? Emerge quello che Mario Sechi ha detto in quella assemblea convocata da Ferrara; le opinioni ormai si formano sulla Rete e non più sugli obsoleti mezzi di comunicazione, questo è uno dei motivi per cui -attraverso la leva strumentale di tutelare il copyright da questi “terribili” pirati telematici- si sta, anche a livello mondiale, prospettano sempre più prepotentemente la voglia di controllare e mettere il bavaglio ad Internet. Se i “Grillini” stanno facendo queste percentuali di voti, senza l’ausilio di delle TV ed altri potenti mass media, è perché la potenza della Rete ormai sta prendendo il sopravvento ma anche perché non giocano con le stantie alchimie politiche tradizionali che alla fine sono conservatrici di un regime putrido, ma hanno i germi Riformatori Rivoluzionanti, anche se su alcune punti il loro leader è un pochino demagogico.

    Chissà se su questa battaglia per tutelate la Libertà della Rete sarete al fianco di quelli che sostengono che non ci sono danni per le aziende che prosperano sullo sfruttamento del copyright http://blog.tntvillage.scambioetico.org/?p=7746 oppure, per difendere questo obsoleto diritto d’autore (70 anni dopo la morte dell’ultimo degli aventi diritto contro i 20 dei brevetti [questi investimenti e “proprietà intellettuale” vale meno di una canzonetta?]), vi schiererete con i censori.

  2. Lucio Scudiero scrive:

    Gentile Di Liberto, da attento lettore di Libertiamo, saprà che lo stesso webmagazine si è schierato manifestamente per il NO ai quesiti sull’acqua. Personalmente, mi sono astenuto, ritenendo l’astensione non meno corretta del NO in un contesto di mistificazione comunicativa da parte dei referendari di cui non ho voluto essere complice, pur essendo un convinto sostenitore delle ragioni del NO su nucleare e acqua. Del legittimo impedimento non mi curo. Avrei potuto esprimere un SI o un NO a seconda dell’umore, tanto il grosso del lavoro lo ha già fatto la Corte Costituzionale.

    Per quanto riguarda la battaglia in difesa della libertà della Rete dagli interventi censori e repressivi, in primis delle autorità politiche, ci troverà sempre dalla parte giusta. E da attento lettore di Libertiamo, non farà fatica a trovare pubblicazioni di questo segno sul webmagazine.

  3. Luigi Di Liberto scrive:

    Io non ho contestato la legittimità del non votare, mi è solo parsa una leggera contraddizione dire che non ha votato e poi auspicare almeno una buona proporzione di si, ma non ho neppure enfatizzato la questione sviluppando un ragionamento su tutt’altro.

    So che c’è in Libertiamo una predispozione alla libertà di espressione e contro la censura, devo però prendere atto che sulla questione della Net Neutrality le posizioni sono parecchio distanti http://blog.tntvillage.scambioetico.org/?p=6939 dal fronte di coloro che tendono a mantenere la Rete nelle libertà attuali per le quali oggi è riuscita a diventare quello che è ed auspichiamo che resti.

    In particolare volevo sentire qualche opinione in più nel merito della questione che attualmente seguo con molta passione e cioè quella della cosiddetta “pirateria telematica”. Su questo argomento in FLI sappiamo di poter contare sull’ex assessore alla cultura di Roma Umberto Croppi, presente alla festa dei pirati del 2010 al Capranica ove avrebbe dovuto esserci anche Benedetto, ma poi non è venuto (mi pare fosse venuto Pier Camillo ma non prese la parola) che e quindi siamo riusciti a capire la posizione di Libertiamo nonostante io l’abbia anche a posteriori sollecita http://www.libertiamo.it/2010/03/20/libertiamo-e-la-festa-dei-pirati-unadesione-critica/
    Capisco che questo argomento va fuori dal seminato dell’articolo per cui, se ha voglia di approfondire, possiamo continuare in questa discussione che mi pare molto più adatta http://www.libertiamo.it/2011/06/10/gli-e-book-tutelano-meglio-i-diritti-dautore/

    PS possiamo come si fa di solito nei forum darci del tu :)

  4. Luigi Di Liberto scrive:

    OPS… ERRATA CORRIGE

    ma poi non è venuto (mi pare fosse venuto Pier Camillo ma non prese la parola) e quindi [NON] siamo riusciti a capire la posizione di Libertiamo

  5. sparito il partito di Fini si vuole ora aggrappare ad una vittoria che non c’è e che non gli appartiene. Giù le mani dal quorum che appartiene ai cittadini. Perchè il referendum è strumento dei cittadini non dei partiti. Verrà davvero il momento di presentarvi davanti al popolo e raccontare a lui, al Popolo, perchè siete finiti nelle grinfie della sinistra se siete stati votati per restare a destra. Questo il Popolo ve lo domanderà
    mn
    al mio blog.www.maralai.ilcannocchiale.it

    Da Rosy Bindi a Rutelli, da Letta a Bersani,da Di Pietro a Sel, dai finiani ai terzopolisti, dalla chiesa centrale alparroco di campagna, ad esultare alla vittoria e, ovviamente, a chiedere cheBerlusconi si dimetta. Personalmente dico che il premier dovrebbeobbligatoriamente dimettersi se non riuscisse a cavare un ragno dal buco dellequestioni promesse e poste alla base del successo elettorale; quali abbassamento delle tasse, rimodulazione della ferocia del fisco Dracula, azzeramento del bollo auto e tv, costi del lavoro etc etc e non perchè ilPopolo Sovrano ha superato il quorum referendario.

    Occorre preliminarmente intantoesserre rispettosi e osservanti del deliberato popolare perchèil Popolo Sovrano così ha deciso e non saremo noi a mettere in discussione ilsuo verdetto. Va rispettato alla lettera, sicchè non avremo centrali nucleari,e l’acqua sarà pubblica e speriamo abbondante e a bassi costi.

    Però anche questa volta occorresottolineare che al successo referendario hanno avuto peso”soggetti” che nulla hanno o che non dovrebbero avere a che fare coni calcoli di botteghe della miseria della politica iitaliana. Mi riferiscoall’appello del Papa, allla pesante ingerenza del capo dello Stato, ai tantissimi esponenti del Pdl e del centro destra che hanno sollecitato la partecipazione al voto, e ne ricordo alcuni: il presidente del senato Schifani,Maroni, Zaia, Alessandra Mussolini, il ministro Prestigiacomo, RenataPolverini, il “governatore” della Sicilia, l’omologo della regione sarda Ugo Cappellacci, l’irresponsabile ad intermittenza diventato referendariamente parlando responsabile il deputato Cilipoti e tanti altri esponenti della maggioranza, più il valore aggiunto del terrore emotivo di Fukushima. Quanto, che percentuale di votanti avranno smosso tutti questi personaggi di chiesa e del centrodestra, più l’appello a gamba tesa di Napolitano sommati tra di loro? Io non sono in grado di stabilirlo percui giro la domanda ai sondaggisti che sono esperti del mestiere.

    Però se anche “a naso” a”costoro” (Pontefice e Napolitano compresi) attribuissimouna percentuale del 10/12 per cento, la vittoria politica della sinistrae del Pd in particolare verrebbe fortemente ridimensionata. Così com’è accadutonel 1974 quando il referendum sul divorzio è stato perso di brutto dalla democrazia cristiana, dispiegata anima e corpo sull’intero Paese (altro che”io non vado a votare” e non mobilitare nessuno!!…) con in testa l’agguerrito segretario Amintore Fanfani. La Dc di allora si era fermata al20%, mentre il quorum era stato superato con un’affluenza dell’87%. Circa. Fanfanie la Dc persero di brutto la disfida, ma al potere vi restarono per altri 20anni. Capisco lo sgomento di queste considerazioni, ma voglio assicurareche altri vent’anni con Berlusconi al governo del Paese sarebbe un datonon proprio confortante.
    Maralai
    (marionanni)

  6. Lucio Scudiero scrive:

    Maralai, abbia pazienza: non è possibile, nè corretto, nè tollerabile, che ogni suo commento sia funzionale a pubblicizzare il suo blog, di cui posta interi articoli. Se vuole contribuire alle discussioni su Libertiamo.it è il benvenuto. Se invece ha scambiato questo magazine per la sua bacheca degli annunci non ci siamo.

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